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Home Economia
Economia News
Il pacco di natale di Monti agli italiani PDF Stampa E-mail
Scritto da Fabio Sebastiani   
Lunedì 05 Dicembre 2011 09:51

 

Il pacco di Natale del presidente del Consiglio quest’anno è arrivato con largo anticipo. Un pacco tra i più classici con “sacrifici, sacrifici, sacrifici”. Previsto un nutrito pacchetto fiscale, la stretta sulle pensioni, i tagli alla spesa, con 5 mld di sacrifici chiesti agli enti locali, l’Ici sulla prima casa. Imprenditori e banchieri, invece, in festa per il taglio all'Irap sul costo del lavoro per le imprese, il mancato aumento dell’Irpef nella fascia alta, e la garanzia dello Stato per le perdite delle banche. E poi qua e là alcune afflizioni come l’aumento della benzina, per mano delle regioni, che potranno introdurre una accisa (un cent al litro) per finanziare l’agonizzante trasporto pubblico. Insomma, la via verso la Grecia è aperta. Perfino Cgil, Cisl e Uil non sono d’accordo, ma questo non vuol dire che protesteranno.
Vediamo punto per punto il provvedimento, il cui ammontare è di 20 miliardi a cui vanno aggiunti i 4 miliardi della delega fiscale e altri dieci miliardi di spesa (comunque recuperati dai tagli) “a favore della crescita”, partendo proprio dalle pensioni.
PENSIONI: Intanto, c’è l’estensione del metodo contributivo a tutti i lavoratori, poi l’aumento dell'età di vecchiaia per le donne del settore privato, l’abolizione delle finestre mobili (e assorbimento di questi periodi nell'età effettiva di pensionamento), aumento delle aliquote sugli autonomi ma soprattutto una vera e propria stangata sulle pensioni di anzianità.
 
Aiuto dell'europa alle imprese,stanziati 2,5 miliardi PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Lunedì 05 Dicembre 2011 09:37

 

Dalla UE un nuovo programma per favorire l'accesso al credito delle Pmi, la nascita di nuove imprese start-up e politiche economiche per l'incremento della competitività sui mercati internazionali.

Accesso al credito: la UE ha stanziato 2,5 miliardi di euro per il nuovo programma di sostegno alle Pmi, denominato “Cosme” per il periodo 2014-2020 con l’obiettivo di incrementarne la competitività sui mercati, anche internazionali.
A lanciare l’importante iniziativa volta a facilitare l’accesso al credito delle piccole e medie imprese è stata la  Commissione UE, sulla scia del Programma per la competitività e l’innovazione (Cip).
Obiettivo competitività
Un passo importante per aiutare le Pmi a superare la crisi economica, Cosme infatti «aiuterà a sbloccare il potenziale di crescita delle imprese concentrandosi sul potenziamento dell’industria reale», contribuendo ad incrementare la competitività delle Pmi, come sottolineato dal vicepresidente dell’esecutivo Ue e responsabile all’Industria, Antonio Tajani.
Accesso al credito, start-up e politiche economiche
In particolare il programma UE semplificherà l’accesso al credito delle Pmi mediante sistemi di prestiti e investimenti, in più agevolerà l’avvio di nuove realtà imprenditoriali accompagnando gli aspiranti imprenditori nello sviluppo del proprio progetto e aiuterà le autorità degli Stati Membri a definire appropriate politiche economiche di sostegno all’attività imprenditoriale.
 
Benettazzo : una grande regia dietro le quinte per spolpare gli italiani PDF Stampa E-mail
Scritto da Eugenio Benettazzo   
Venerdì 02 Dicembre 2011 11:16

Dov'è andata a finire tutta la fretta che ci aveva messo l'Unione Europea per fare le riforme ? Perchè in quindici giorni di governo tecnico (vista l'urgenza) non si è ancora proposto o fatto niente di concreto per il paese ? L'Italia ha avuto un debito pubblico spropositato per anni e tutto ad un tratto qualcuno si accorge che è insostenibile questa estate ? Non si sono fatte le riforme, leggasi ristrutturazioni coatte per il paese, in venticinque anni di vita della nazione e ora bisogna fare tutto in meno di venticinque giorni ? Ma è possibile che nessuno non si sia ancora accorto dello strano nesso di casualità ? È un caso che l'assedio ai titoli di stato italiani sia iniziato solo pochi giorni dopo il famoso referendum dello scorso giugno ? È possibile che qualcuno abbia visto improvvisamente svanire i piani di saccheggio che aveva ben strutturato per il nostro paese ?

Qualcuno ha letto i contenuti della famigerata lettera ricevuta dall'Europa ? Lo sapete che tra le tante “riforme” da implementare ci sono la privatizzazione dei servizi pubblici come i servizi idrici e la gestione degli acquedotti ? Non sembrano poco casuali le dichiarazioni del nuovo Ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, il quale appena insediato ha  subito esternato ai media nazionali che dobbiamo rivedere le scelte sul nucleare ? Non è strano che a fronte di un referendum che doveva dare il via al nuovo saccheggio dell'Italia grazie ai processi di privatizzazione a fronte del suo inaspettato esito sia iniziato subito dopo una aggressione mediatica e finanziaria al cuore del paese ? È possibile che in Italia ed all'estero chi aveva interessi per miliardi e miliardi di euro, a seguito del risultato referendario abbia utilizzato tutta la sua influenza per obbligare  il paese attraverso un governo tecnico calato dall'alto a rimettere sul tavolo tutte le trattative che la popolazione ha invece platealmente bocciato o rinnegato ?
 
L'economista Napoleoni denuncia : stanno lasciando affondare l'italia PDF Stampa E-mail
Scritto da Nicola Sessa   
Venerdì 02 Dicembre 2011 11:03

Merkel e Sarkozy«La cosa migliore per l’Italia sarebbe un default pilotato: rinegoziare il debito e ricominciare da zero. Ipotesi che questo governo non prenderà mai in considerazione, perché è un governo neoliberista, di euro-burocrati, che difenderà l’euro anche quando è indifendibile e sacrificando il futuro del paese». Loretta Napoleoni è drastica: siamo senza soldi, non ci sono vie d’uscita diverse e il 9 dicembre quasi certamente l’Europa ci saluterà. «E’ ora di smascherare la propaganda: Francia e Germania cercheranno di salvare le loro banche, prima che l’Italia. Quando tutti se ne renderanno conto, cioè fra pochi giorni, ogni scenario sarà possibile: compreso quello che sconvolse l’Argentina».

Intervistata da Nicola Sessa per “PeaceReporter”, l’economista vede nero: a suo parere, il governo Monti è il meno adatto, in assoluto, a traghettare l’Italia fuori dalla crisi. Nel suo ultimo libro, “Il contagio” (Rizzoli), la Napoleoni analizza gli effetti devastanti del connubio tra una politica impotente e corrotta e una finanza sempre più avida che ha messo sotto scacco la democrazia, portandoci alla rovina.

 
L'italia ? come un condominio che sta' andando a fuoco PDF Stampa E-mail
Scritto da Eugenio Benettazzo   
Domenica 27 Novembre 2011 11:44

Questa settimana mi sono limitato ad ascoltare e leggere il dilagante pressapochismo giornalistico di cui si sono caratterizzati i principali media nazionali. Ho rifiutato senza esitazione alcuna anche inviti di partecipazione a talk show televisivi molto popolari che hanno messo in scena la solita caccia “dalli all'untore” con dietro le quinte i tre re magi (Franceschini, Bersani e Finocchiaro) che brindavano per la tanto attesa dipartita di Berlusconi. Per questo motivo abbiamo avuto bisogno di Gandalf il Bianco (Mario Monti) in quanto la politica italiana degli ultimi quindici anni si è solo occupata di appoggiare e sostenere il dictat di Berlusconi oppure nel condannarlo.

Chi guardava invece l'Italia da oltre confine vedeva una dozzina di partiti ognuno diverso ideologicamente dall'altro, ma tutti accomunati dall'esigenza di compiacere a logiche di consenso elettorale. Nessuno di questi partiti sarebbe mai andato davanti alla nazione a dire la verità e cioè che per riformare il paese si sarebbero dovuti eliminare privilegi e benefits a milioni di italiani.
 
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