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Home Economia
Economia News
Gli affari della prostituzione , la necessita' di regolarizzarli e fiscalizzarli PDF Stampa E-mail
Scritto da Luca Pastura   
Sabato 26 Novembre 2011 23:11

Come ho scritto in un precedente articolo la prostituzione è un concetto allargato. Il male prodotto dalla prostituzione intellettuale di certe radio di londra e affini è esercitato quotidianamente e legalmente. Gira libero e pasciuto nell'etere e si diffonde come metastasi nell'opinione pubblica.

Questa prostituzione non è esecrata da un pensiero unico che muove dal mondo cattolico ai benpensanti alle vetero femministe ecc. Tutti conconrdi nel condannare una specifica modalità di prostituzione: quella dei corpi.

Legalizzare la prostituzione e renderla un processo economico trasparente nell'italietta alla deriva avrebbe indubbi vantaggi sul piano sociale e giuridico. Ma spezzerebbe finalmente questa opacità, questo nascondersi dietro alle ombre della notte e consumare una domanda, quella del sesso a pagamento, che è effettiva e corrente.

L'illegalità giova a molti. Giova alle mafie che possono veicolare un mercato fiorente, azzerando i costi della manodopera. E' il vecchio plusvalore cardine di tutte le marginalità. Giova alle escort di lusso che intascano al nero. Giova alla politica che ha un elemento di diversione da impiegare in qualunque stagione per spostare l'attenzione delle masse. Giova alla chiesa che attraverso le proprie speculazioni predispone apparati ad hoc di ricovero e assistenza, giustifica la propria presenza sul territorio, in un periodo in cui il numero di fedeli è in caduta verticale.

Per capire, in termini quantitativi, l'argomento di cui stiamo parlando citiamo uno studio della città di Venezia.

"Il giro d'affari della prostituzione in strada, in ambito regionale, tocca invece quota 54.000.000 di euro l'anno, coinvolgendo ogni giorno 600 tra donne e trans: calcolando per ognuno di essi una media tra gli 8 ed i 10 rapporti, si arrivano ad avere in Veneto, annualmente circa 1.800.000 prestazioni clandestine in strada. A questo deve poi aggiungersi il cosiddetto mercato "indoor", all'interno di case e locali pubblici, che si calcola abbia un giro, e introiti, tre volte superiori."

 
Stiamo pagando tutti il conto del personaggio Berlusconi PDF Stampa E-mail
Scritto da Vloganza   
Giovedì 10 Novembre 2011 17:46

Il rendimento sul Btp decennale supera il 7 percento, la soglia che ha forzato Irlanda, Portogallo e Grecia a cercare l'aiuto finanziario dell'Europa e del Fondo monetario internazionale. Il mercato azionario e l'euro segnano forti ribassi mentre anche il rendimento sul debito a due, cinque, e trenta anni sale al record dell'era dell'euro. La Clearnet, una cassa di compensazione che garantisce il completamento delle contrattazioni degli investitori, ha alzato il livello di deposito che richiede per trattare valori italiani. Vanni Lucchelli - Consulente indipendente e socio di Compagnia Fiduciaria Lombarda: "Berlusconi ha promesso le dimissioni ma le promesse devono essere fatte da persone credibili e affidabili e il nostro Premier non lo è più, i mercati finanziari si sono stufati di sentire le sue parole, le sue promesse e i suoi giochini". - Correzione al video: BNP Paribas e Credit Agricole detenevano €380 mld di debito pubblico e privato italiano alla fine di giugno 2011.

 
Dimissioni di Berlusconi o meno il commissariamento e' dietro l'angolo PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Martedì 08 Novembre 2011 23:27

 
Notte guerriera,il buio della situazione,la luce dell'analisi. PDF Stampa E-mail
Scritto da Eugenio Benettazzo   
Lunedì 24 Ottobre 2011 12:48

PREMESSA . Eugenio di sicuro non puo' essere definito un compagno,anzi e' un convinto liberista,non e' quindi un interlocutore che possa anche lontanamente essere vicino alle idee di molti di noi,resta un uomo che rispetto profondamente,se non altro per la sua straordinaria capacita' di comprendere gli scenari,lo fa con una glaciale presa di coscienza sulle situazione a cui non si puo' negare un certo cinismo tecnico negli approcci alle soluzioni,considerato il fatto che indubbiamente  e' stato capace di prevedere la tragedia che si sta consumando inizita nel 2006,non si puo' fare a meno quantomeno di seguirne le analisi .Se non altro per capire soprattutto le sfaccettature di una congiuntura che sta trascinando nel baratro l'intera europa e che in Italia ci vede prossimi protagonisti di avvenimenti cui non scamperanno comunque neppure francia e successivamente la  solida Germania.

Quando avevo sedici anni ogni martedì notte tra le 22:00 e le 23:30 andava in onda un seguitissimo programma musicale su Radio Abano Network denominato “ Notte Guerriera” in studio a far girare i piatti (dischi in vinile) c'era l'allora notissimo dee jay emergente Moka, uno tra i primi in Italia ad imporre la musica techno nelle discoteche di tendenza italiane. Il mio sogno a distanza di tanti anni sarebbe quello di sentire parlare ancora tra i giovani ragazzi di una “notte guerriera”, quella che ci vorrebbe in questo paese per svegliarlo dal torpore che lo ha ormai ingessato e condannato ad un lento ed inesorabile declino verso la povertà endemica e il disagio sociale.
 
CDS - credit default swap e crollo Greco PDF Stampa E-mail
Scritto da Luca Pastura   
Mercoledì 19 Ottobre 2011 23:43

Luca PasturaI CDS sono uno dei derivati significativamente più utilizzati. Sono anche una delle cause concrete dell'attuale fallimento della Grecia e dell'imminente fallimento dell'Italia.

Tecnicamente i CDS sono strumenti finanziari atti a garantire una copertura assicurativa per gli investitori, titolari di credito, verso una sovranità nazionale. In altri termini se l'investitore vuole cautelarsi a fronte della ipotetica insolvenza di uno stato può utilizzare i CDS come un derivato classico a copertura del rischio. La comprovata insolvenza del debitore è coperta dalla banca che rifonde dell'investimento.

Lo strumento, nato con finalità di copertura del rischio di investimento, è divenuto, velocemente, un'arma di speculazione finanziaria. In altri termini se una lobby vuole che uno stato fallisca, è sufficiente che alzi il tasso d'interesse del monte obbligazionario erogato da quello stato.

Come si riesce effettivamente a produrre questo effetto?

Vi sarà familiare convenire che aumentando la richiesta della somma di un prestito (esempio il muto della casa) il tasso d'interesse aumenta. L'aumento del debito è direttamente proporzionale all'aumento del tasso d'interesse al creditore.

 
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