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Home Economia
Economia News
Pietro Bardoscia di assotutela : o nuove misure per la crescita o peggiorera' la situazione nel 2012 PDF Stampa E-mail
Scritto da Pietro Bardoscia   
Lunedì 26 Settembre 2011 20:49

(AGENPARL) - Roma, 26 set - "Non ci sorprendono i dati diffusi dall’Istat su un calo della fiducia dei consumatori, anzi abbiamo previsto purtroppo un netto peggioramento nel 2012, frutto di una manovra che ha colpito il ceto medio basso e frutto dell’introduzione, nella manovra Bis, dell’Iva dal 20 al 21% che colpisce molti prodotti, con una conseguente riduzione del potere di acquisto dei cittadini con il risultato di produrre nel breve/medio periodo un nuovo calo dei consumi e della produzione".

Lo dice in una nota il Segretario Nazionale dell’Associazione per la tutela del Cittadino Pietro Bardoscia.

"A questo, dobbiamo aggiungerci che alle Regioni viene concessa la possibilità di aumentare già dal prossimo anno l’addizionale IRPEF (Art. 1, commi 10 e 11 decreto 38/2011), idem per i Comuni che, dal 2012, avranno piena autonomia in materia di addizionale, prospettando quindi un aumento complessivo del prelievo fiscale ben oltre il 44%. Per cui, nostro malgrado, la valutazione sulla situazione economica del Paese e della famiglia, sull’evoluzione del mercato del lavoro e sulle opportunità di risparmio non può che peggiorare ulteriormente.

 
Standard&Poor's boccia l'italia cala il rating e aumentano interessi ed incertezza PDF Stampa E-mail
Scritto da www.lettera43.it   
Martedì 20 Settembre 2011 05:42

Mossa a sorpresa dell'agenzia di rating americana Standard and Poor's, che ha abbassato da A+ ad A il rating dell'Italia, dopo che invece l'altro colosso del rating, Moody's, aveva prorogato di un mese il suo verdetto sull'affidabilità del debito del nostro Paese.LA FRAGILITÀ DEL PAESE TRA LE CAUSE. Il declassamento, spiega S&P in un comunicato, 'riflette la nostra visione di prospettive di crescita indebolita' che 'probabilmente limiterà l'efficacia del programma di consolidamento del bilancio in Italia'. Inoltre, spiega l'agenzia, 'la fragile coalizione di governo e le differenze politiche all'interno del Parlamento continueranno probabilmente a limitare la capacità dell'esecutivo di rispondere con decisione a un contesto macro-economico interno ed esterno difficile'.
Fonte http://www.lettera43.it

 
Una volta c'era Obama PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Domenica 04 Settembre 2011 09:45

Lo scontro sul debito pubblico tra Obama e i repubblicani del congresso ha disgustato l’intera nazione e sconcertato il mondo. Anche le grandi aziende che hanno finora finanziato la politica statunitense

Noam Chomsky
da L'Internazionale

“Che gli Stati Uniti siano ormai in declino e debbano affrontare la prospettiva di una totale decadenza è un’opinione sempre più condivisa”, scrive Giacomo Chiozza nell’ultimo numero di Political Science Quarterly. E ha ragione. Ci sono però alcune precisazioni da fare. Innanzitutto, il declino è cominciato in realtà quando gli Stati Uniti hanno raggiunto il loro apice, cioè dopo la seconda guerra mondiale. E poi questo declino è in gran parte autoinflitto. L’opera buffa andata in scena a Washington quest’estate nello scontro sul debito pubblico tra Obama e i repubblicani del congresso ha disgustato l’intera nazione e sconcertato il mondo. Lo spettacolo è stato così misero da spaventare persino gli sponsor di questa pagliacciata. Le grandi aziende temono, infatti, che gli estremisti che hanno messo ai posti di comando possano fare a pezzi il sistema che ha garantito loro tanto a lungo ricchezze e privilegi....continua

 
Bisogna mettere le mani sull'ordine Monetario,prima che lo faccia la storia a modo suo PDF Stampa E-mail
Scritto da di Mario Lettieri e Paolo Raimondi   
Martedì 30 Agosto 2011 14:04

L' attacco speculativo, forse il più grave della storia moderna, sembra celebrare a suo modo il quarantesimo anniversario della fine del sistema di Bretton Woods. 
Il 15 agosto 1971 infatti il presidente americano Richard Nixon decise di sganciare il dollaro dal valore dell'oro. 
L'accordo monetario internazionale realizzato nel 1944 per la ricostruzione economica del dopoguerra e per garantire una stabilità nella regolazione delle bilance dei pagamenti dei Paesi del mondo occidentale era stato ancorato al dollaro con accertate riserve auree. In teoria i Paesi con riserve in dollari potevano in ogni momento richiedere la loro riconversione in oro.
Negli anni sessanta il dollaro americano non poteva più mantenere il vecchio valore di cambio con l'oro a seguito di una serie di crisi economiche e monetarie, di impennate inflazionistiche ed in particolare a causa di una crescente esposizione debitoria determinata dalle spese sostenute per la guerra in Vietnam. L'amministrazione americana aveva due alternative: svalutare il dollaro e risalire la china della crescita produttiva oppure far saltare gli accordi di Bretton Woods. Decise per la seconda alternativa. 
«Dobbiamo proteggere il dollaro dagli attacchi degli speculatori internazionali» disse Nixon nel suo famoso discorso. Si passò al sistema dei cambi monetari flessibili, sempre ostaggio dei mercati valutari. ...continua

 
L'asse Franco tedesco sta fermando e incrinando L'europa PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Giovedì 18 Agosto 2011 15:45

Sarkozy e Merkel Nicolas Sarkozy e Angela Merkel dettano la nuova strategia della politica economica del Vecchio Continente: no agli “eurobond” cari a Tremonti, sì alla tassa sulle transazioni finanziarie; pareggio di bilancio da inserire nelle Costituzioni e, ancora una volta, «promozione della crescita». Il messaggio di fondo è ormai chiaro, scrive Matteo Cavallito sul “Fatto Quotidiano”: Parigi e Berlino prendono ufficialmente la guida della carovana europea lanciando una nuova politica di gestione dell’economia continentale. Obiettivo: difendere il sistema europeo vacillante, dopo l’ondata speculativa che ha messo in crisi anche le “locomotive virtuose”. Prezzo da pagare: fine delle sovranità nazionali e taglio del welfare per abbattere i costi della spesa sociale.

La ricetta franco-tedesca – più tasse sulle transazioni finanziarie, ma niente “eurobond” – sembra «una piena bocciatura della linea italiana» che, proprio in un’ipotetica emissione congiunta di obbligazioni europee,  aveva individuato la principale strategia di salvezza. «Spagna e Italia prendano decisioni forti per il sostegno della credibilità», ribadisce il duo Merkel-Sarkozy, come a dire che Madrid e Roma non sono più nella posizione di avanzare richieste....continua

 
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