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Eventi
23 ottobre: DIAMOCI UN TAGLIO! PDF Stampa E-mail
Scritto da movimento NO TAV   
Giovedì 20 Ottobre 2011 16:43


Il 23 ottobre 2011 la Val di Susa sarà nuovamente protagonista: taglierà le reti che la vedono ostaggio della lobby del TAV dicendo no ai tagli allo stato sociale, alla sanità, alla cultura.

Da quattro mesi una parte della valle è militarizzata, una vasta area è off-limits per i cittadini, recintata e protetta da reti posate illegalmente e difese da centinaia di poliziotti che proteggono un “cantiere che non ‘c’è”.
Da quattro mesi chi denuncia questa situazione e protesta davanti alle recinzioni è bersaglio di migliaia di candelotti lacrimogeni al CS (un gas tossico vietato dalle convenzioni internazionali) e non si contano le intimidazioni a singoli cittadini e all’intero movimento notav.Oggi appare sempre più evidente la follia di un progetto TAV Torino-Lione non solo per la sua inutilità dal punto di vista trasportistico, ma anche e soprattutto per l’enorme spreco di risorse sottratte alla collettività: a nessuno può sfuggire la volontà criminale di una classe politica incapace e corrotta, al servizio di quel sistema di “finanzieri senza volto” rappresentato dalle grandi banche e dai fondi di gestione, che non mostra alcun pudore a voler imporre l’opera mentre taglia pesantemente i servizi ai cittadini.

 
USB,un brutto caso di espulsione immotivata che fa pensare male,ci schieriamo in difesa di Fabiana Stefanoni PDF Stampa E-mail
Scritto da Patrizia Cammarata   
Venerdì 14 Ottobre 2011 12:24

fabiana stefanoniSono centinaia i compagni e la compagne che si sono pronunciati contro  l’espulsione da Usb di Fabiana Stefanoni,  compagna di Alternativa Comunista, tra i protagonisti delle lotte dei precari della scuola, coordinatrice nazionale dell’unica minoranza organizzata all’interno di Usb (Unire le lotte – Area Classista Usb). Come è possibile leggere sul sito www.sindacatodiclasse.org, centinaia di attivisti, a livello nazionale e internazionale, hanno chiesto ai vertici di Usb di ritirare il provvedimento di espulsione e di reintegrare Fabiana nel sindacato. Tra loro, decine di attivisti e dirigenti di Usb, ma anche degli altri sindacati di base (Cub, Si.Cobas, Cobas della scuola, ecc), della Fiom, della sinistra Cgil. Sono anche arrivati tanti comunicati di solidarietà da parte di strutture di lotta e di classe.
Ai firmatari dell’appello per il reintegro è parso evidente fin da subito il carattere pretestuoso di questa espulsione, che è servita ai vertici di Usb per eliminare una voce critica e per questo scomoda. Nel corso di questa intervista, vedremo come sia emersa, in queste ore, la prova definitiva che i motivi per cui Fabiana è stata espulsa sono in realtà un castello di falsità.
Il successo della campagna avrebbe dovuto dimostrare all’Esecutivo nazionale di Usb che Fabiana è da tanti riconosciuta per il suo impegno sindacale. Sappiamo che alcuni firmatari dell’appello per il reintegro non condividono le posizioni politico-sindacali di Unire le lotte: ma tutti hanno voluto dire che non si espelle da un sindacato, tanto più da un sindacato che si autodefinisce conflittuale, una compagna che si è sempre spesa per le lotte.
 
VERSO IL 15 OTTOBRE VAL SUSA CHIAMA ITALIA PDF Stampa E-mail
Scritto da notav.info   
Martedì 11 Ottobre 2011 09:09

per info e prenotazione pulman dalla valle di Susa a Roma Valerio 3384582120 LaCredenza 012249386

Scriviamo queste righe dalle nostre montagne, sperando che dalle Alpi possano arrivare a tutto lo stivale, da Cortina a Lampedusa. La nostra valle vive un momento di lotta intensa, di resistenza: ogni giorno è qui, ormai, un giorno decisivo. Dai nostri presidi, dalle nostre baite, dai nostri paesi, dalle strade e dai sentieri che li collegano, attorno al fortino militarizzato creato dal governo a difesa del non-cantiere dell’Alta Velocità, stiamo resistendo. Ed è da resistenti che ci rivolgiamo a voi, che ci rivolgiamo all’Italia. La lotta No Tav è una lotta per la difesa della salute e del territorio, ma non solo: è una lotta contro la consegna della ricchezza prodotta collettivamente, in tutto il paese, nelle mani di pochi. È una battaglia contro l’alleanza strategica tra stato e mafia, ma è anche l’idea di un mondo diverso, costruito insieme attraverso nuove pratiche di decisione dal basso. È un movimento in difesa della nostra valle, che amiamo ora come non avevamo mai amato, ma è anzitutto un grido che si leva da un luogo nel mondo, rivolto a tutto il mondo.

 
Dobbiamo Fermarli,sabato 1 ottobre incontro a Roma PDF Stampa E-mail
Scritto da Aurelio Macciò   
Domenica 25 Settembre 2011 21:00

volantino.jpgE’ da più di un anno che in Italia cresce un movimento di lotta diffuso. Dagli operai di Pomigliano e Mirafiori agli studenti, ai precari della conoscenza, a coloro che lottano per la casa, alla mobilitazione delle donne, al popolo dell’acqua bene comune, ai movimenti civili e democratici contro la corruzione e il berlusconismo, una vasta e convinta mobilitazione ha cominciato a cambiare le cose. E’ andato in crisi totalmente il blocco sociale e politico e l’egemonia culturale che ha sostenuto i governi di destra e di Berlusconi. La schiacciante vittoria del sì ai referendum è stata la sanzione di questo processo e ha mostrato che la domanda di cambiamento sociale, democrazia e di un nuovo modello di sviluppo economico, ha raggiunto la maggioranza del Paese.A questo punto la risposta del palazzo è stata di chiusura totale. Mentre si aggrava e si attorciglia su se stessa la crisi della destra e del suo governo, il centrosinistra non propone reali alternative e così le risposte date ai movimenti sono tutte di segno negativo e restauratore. In Val Susa un’occupazione militare senza precedenti, sostenuta da gran parte del centrodestra come del centrosinistra, ha risposto alle legittime rivendicazioni democratiche delle popolazioni. Le principali confederazioni sindacali e la Confindustria hanno sottoscritto un accordo che riduce drasticamente i diritti e le libertà dei lavoratori, colpisce il contratto nazionale, rappresenta un’esplicita sconfessione delle lotte di questi mesi e in particolare di quelle della Fiom e dei sindacati di base. Infine le cosiddette “parti sociali” chiedono un patto per la crescita, che riproponga la stangata del 1992. Si riducono sempre di più gli spazi democratici e così la devastante manovra economica decisa dal governo sull’onda della speculazione internazionale, è stata imposta e votata come uno stato di necessità.

 
NO TAV MARTEDI’ 6 SETTEMBRE TORINO SCIOPERO GENERALE PDF Stampa E-mail
Scritto da NoTAV   
Lunedì 05 Settembre 2011 10:16


Il movimento NOTAV delle valli di Susa, Sangone, di Torino e cintura sarà presente alla manifestazione di Torino in occasione dello sciopero del 6 settembre, perché il TAV, come tutte le GRANDI OPERE INUTILI, serve unicamente agli interessi delle grandi imprese, delle banche, del sistema tangentizio dei partiti e della mafia.

I soldi per la loro progettazione e realizzazione vengono rubati ad altri investimenti di assoluta necessità:sanità (-200 milioni di € nel 2011 in Piemonte), scuola (-54 classi superiori e – 700 insegnanti elementari in Piemonte), pensioni (-5 miliardi di € previsti nel paese per il biennio 2012/2013) , difesa del territorio (azzerato il fondo per il dissesto idrogeologico per cui è stato aumentato il costo delle accise sulla benzina), cultura.Contemporaneamente viene distrutto irrimediabilmente l’ambiente e di conseguenza i cittadini che vi risiedono sono condannati ad un pesante peggioramento delle condizioni di vita..

 
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