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Home Eventi ,Dibattiti
Eventi
Ciao Vittorio,in migliaia salutano la salma ma non e' un addio,nei cuori e' rimasto vivo PDF Stampa E-mail
Scritto da Erika Menghi   
Domenica 24 Aprile 2011 21:12

Sono giunti a Bulciago attivisti da tutta l'Europa e dai paesi arabi per i funerali. Il parroco: "Credeva negli ideali di giustizia e pace e li difendeva senza usare le armi" Due dita alzate a formare una "V": così hanno accolto la salma di Vittorio Arrigoni, attivista italiano ucciso a Gaza. Poi, un lungo applauso dalle 2.000 persone che si sono raccolte nella palestra di Bulciago, paese d'origine di Arrigoni, ha accompagnato l'arrivo del feretro nel palazzetto. Trucidato il 14 aprile dopo essere stato sequestrato, è stato salutato per l'ultima volta il giorno di Pasqua in modo simbolico. Per la cerimonia sono arrivati attivisti da tutta Europa e dai paesi arabi. Da Gaza sono giunti anche gli amici di Arrigoni. La messa è stata celebrata oltre che dai parroci della zona, anche dal vescovo di Gerusalemme Hilarion Capucci. Molte bandiere sono state portate dalle centinaia di persone arrivate per le esequie, ma i genitori di Vittorio hanno consentito solo quella della pace all'interno del palazzetto. "Non era mosso da un ideale cristiano e non vogliamo fare di lui un martire cristiano - ha detto all'omelia il parroco di Bulciago don Roberto Crotta - ma, come noi, credeva negli ideali di giustizia e pace e li difendeva senza usare le armi"....continua

 
6 Maggio,sciopero o teatrino della Cgil ? PDF Stampa E-mail
Scritto da Massimiliano Finardi   
Domenica 24 Aprile 2011 12:02

Ci avviamo stancamente alla fatidica data del 6 maggio, dove la CGIL “mostrerà i muscoli” con il suo sciopero generale, uno sciopero che non è altro che l’anticamera dell’ennesima fregatura ai danni dei lavoratori.  Se infatti da un lato la CGIL afferma di scioperare per i diritti dei lavoratori, dei precari e dei disoccupati, cosa che dovrebbe essere assolutissimamente normale per una confederazione che si fa chiamare sindacato,dall’altro a non convincere, è cosa il sindacato”rosso”  vuole fare dopo lo sciopero. Difatti , come anticipato da autorevoli fonti di stampa,secondo la CGIL, la prima cosa da fare per difendere questi diritti, è un modello contrattuale unitario in nome di quella concertazione che diede origine al patto sociale del 1993 e che rappresentò l’inizio della fine dei diritti dei lavoratori. Ma veniamo ad oggi, la CGIL, per rientrare nel gioco con CISL, UIL e Confindustria, sarebbe pronta a cedere su tutti i punti che a suo dire sarebbero il cavallo di battaglia dello sciopero del sei maggio, mortificando così le lotte che la FIOM, sollecitata dalla sua base, ha condotto negli ultimi anni. Per mettere a tacere questi irriducibili lavoratori metalmeccanici , la signora Camusso è pronta a ridurre e rivedere numero e ruolo dei contratti, così facendo, i lavoratori metalmeccanici si troverebbero isolati all’interno di un contratto nazionale unico e bollati dalla stampa di regime come estremisti nemici della globalizzazione che non vogliono perdere i loro privilegi.....continua

 
Cuba, una prima valutazione del Congresso,che lascia molti perplessi e qualcuno incredulo..... PDF Stampa E-mail
Scritto da Antonio Moscato   
Venerdì 22 Aprile 2011 10:25

Cuba il congresso del Pcc, atteso dal 1997. Ma la relazione e le proposte formulate in apertura da Raul castro non affrontano neppure una delle questioni fondamentali in campo.

A Cuba il Congresso del PCC tanto atteso (l’ultimo c’era stato nel 1997) è cominciato con una parata militare e una grande sfilata di popolo analoga a quella del 1° maggio. La motivazione di questo insolita premessa era il cinquantesimo anniversario della battaglia di Playa Girón, con cui è stato fatto coincidere l’inizio del congresso. Si potrebbe obiettare che a distanza di appena due settimane da quella tradizionale la mobilitazione, preparata con settimane di prove, e organizzata con grande dispendio di mezzi per assicurare la partecipazione “spontanea” di lavoratori e studenti, non era indispensabile ed ha rappresentato uno sforzo economico insopportabile per un paese che conosce grandi difficoltà. Il congresso comunque durerà solo tre giorni, ma non è poco, se si pensa che deve “decidere” praticamente solo quello che il governo ha già cominciato a realizzare da molti mesi. Il dibattito è stato preparato da una consultazione in cui sono emerse 600.000 proposte di modifiche alle tesi, che è stata presentata come il massimo della partecipazione democratica; ma in realtà era solo uno sfogatoio, o al massimo un sondaggio a disposizione dei dirigenti, dato che non era possibile raggruppare le proposte e il dibattito su emendamenti o tesi alternative....continua
 
ORDINE DEGLI AVVOCATI DI ROMA. Lettera aperta di Antonio Conte ai Colleghi roman PDF Stampa E-mail
Scritto da Antonio Conte   
Venerdì 22 Aprile 2011 09:38

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CONSIGLIO DELL’ORDINE DEGLI AVVOCATI DI ROMA. Lettera aperta di Antonio Conte ai Colleghi romani

Il Presidente:

Gentilissime Colleghe,Gentilissimi Colleghi

come ho sempre fatto dall'inizio del corrente biennio, sono ad informarVi su ogni sviluppo e/o accadimento riguardante la nostra sempre più difficile Professione, dove è obbligo/dovere dell'Ordine di Roma "impegnarsi e battersi" a tutela dei tantissimi Colleghi che rappresenta.Come è noto, in data 12 aprile 2011, il TAR Lazio ha emesso un'ordinanza con la quale vengono rimesse alla Corte costituzionale le questioni di legittimità delle norme introdotte dal D.L.vo n.28/2010, in materia di mediazione finalizzata alla conciliazione.Il Tribunale Amministrativo ha richiamato le questioni che da mesi sono sollevate da tutta l'Avvocatura italiana (CNF, OUA, Ordini, Unioni) e che sono state fatte proprie dall'Organismo Unitario, al quale si deve riconoscere il merito di aver agito come organo di rappresentanza politica di categoria e di aver ottenuto -finalmente dopo tanti insuccessi- un risultato che possiamo considerare positivo, anche se non risolutivo.Il contenuto dell'ordinanza di remissione alla Consulta dimostra, altresì, che per almeno una parte della Magistratura -certamente diversa da quella chiusa nei Ministeri e nei Gabinetti del Ministro a scrivere leggi e decreti senza confrontarsi con nessuno- esiste ancora la cultura della giurisdizione.....continua

 
AreaGenova si ferma tre giorni in segno di lutto per la morte di Vittorio Arrigoni PDF Stampa E-mail
Scritto da Gianfranco Belletti   
Sabato 16 Aprile 2011 15:01

AreaGenova RedazioneAreaGenova si astiene dalle pubblicazioni e dalle attivita' per tre giorni In segno di lutto ,riconoscendo nella morte di Vittorio Arrigoni una grande perdita per tutta la collettivita',vi sono uomini che seppur nella loro semplicita' imprimono segni che la storia rende indelebili,l'unico rammarico e' che siano sempre piu' pochi

 
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