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Home Genova fatti e notizie
Genova
Genova: Cinema Eden: qualcosa si muove - M5S Genova PDF Stampa E-mail
Scritto da movimento 5Stelle Genov   
Domenica 10 Giugno 2012 09:52

Lunedì scorso numerosi cittadini, Pegliesi e non, hanno lamentato il pericolo che incombe sulla storica sala cinematografica a causa dell'inizio dei lavori per la realizzazione di un posteggio interrato.
Opera che farebbe scomparire l'unico cinema del quartiere, apprezzato anche nella versione all'aperto durante la stagione estiva.
Il sacrificio di Platani centenari e la rivoluzione del traffico nella zona fanno, come spesso capita, da sfondo a quest'ennesima speculazione edilizia.
Neppure i numerosi box tuttora invenduti in altre parti del quartiere frenano il progetto che procede, grazie al nulla osta concesso dalla Giunta appena scaduta contro il parere del Municipio e di una fetta importante di popolazione.
Il Movimento 5 Stelle è "geneticamente" attento a dare voce ai cittadini che difendono il proprio territorio da speculazioni.
Con la presenza di numerosi simpatizzanti, del nostro portavoce cittadino Putti e dei Consiglieri municipali appena insediati abbiamo appoggiato la manifestazione del Comitato che si propone di salvare il cinema Eden.
I 5 Consiglieri comunali in occasione della prima seduta di Martedì scorso hanno, poi, sottoscritto una mozione sul tema - congiuntamente a Bruno (Fds) e Gozzi (PD) - che si spera verrà presto discussa in sede istituzionale.
Il primo risultato di quest'azione congiunta dei cittadini è stato l'interessamento dell'Assessore competente (Oddone) che ha invitato il nostro Consigliere 5 Stelle Comunale Paolo Putti e quello Municipale Gabriele Fiannacca ad un sopralluogo che avverrà Lunedì 11 Giugno.
Speriamo sia un segnale d'attenzione verso le istanze della popolazione e che rappresenti l'inizio di una retromarcia così che il Ponente non debba veder sacrificato al mattone uno dei pochi punti d'aggregazione culturale rimasti.

 
Caro Doria,non pettinare le bambole,su De Gennaro devi prendere posizione PDF Stampa E-mail
Scritto da Gianfranco Belletti   
Sabato 12 Maggio 2012 22:24

Caro Doria nessuno mette in discussione la tua onesta' intellettuale e direi il tuo percorso dentro i difficili meandri del sociale sia noto,la tua competenza pure,sei un uomo stimato a Genova,citta' pero'ferita da quel g8 che di chiarezza ne ha vista poca,ha visto castigare,anche se non sempre e non in modo corretto,le aree deboli,dei manifestanti da una parte e quelle di truppa dall'altra ,quelle che poi alla fin fine come storia insegna hanno due alternative o subire ed eseguire o cantarsela perdendo tutto e anche di piu',facile ricamarci i richiami forcaioli,ma i colpevoli non erano la truppa che rimane responsabile nella sua indecisione e debolezza sul piano umano,semmai chi ha diretto,concepito,gestito e voluto una sospensione della democrazia , dubito film morbidi e un po' troppo ruffiani nel prestare il fianco a una versione comoda come il "Diaz"riescano a chiarircela nella loro drammaticita'.Doria tu richiami a tanti bei slogan da bambine che girano alla coop e da sognatori,non e' colpa tua sono proprio scadenti quelli che ti curano il percorso,percorso che funziona ancora perche' la coscienza nonostante sia piu' alta di prima vede il fronte di tanta gente aggrappata alla speranza che alle favole vuole crederci,oltre alla marea ruffiana che invece a crederci gioca, basta sperare nel favore,non per niente assessori morti e sepolti dal punto di vista politico con 500 e anche meno voti all'attivo,la meta' del fantasmagorico Portento che sperava fossimo ancora coglioni,si sono subito schierati dove gira il vento ieri era la Pinotti che abbiamo cannato perche' giusto quei coglioni li ha rotti con la sua arroganza e spazi aperti alla clientela militare,oggi sei tu ma la sorpresa potrebbe essere lo stesso dietro l'angolo.

Ultimo aggiornamento Sabato 12 Maggio 2012 22:42
 
Adinolfi l'abbiamo azzoppato noi,dicono gli anarchici ma brigatisti a loro insaputa.... PDF Stampa E-mail
Scritto da Gianfranco Belletti   
Sabato 12 Maggio 2012 01:22

Sul percorso Adinolfi si dibatte da un po',io la mia cantonata l'ho presa sulla tokarev, la tt-33 mi sembrava un arma assai improbabile in mano a un professionista quanto ad un aspirante giustiziere ,due lisci su tre si spiegano benissimo per lo scarso bilanciamento,il peso e soprattutto il mitico rinculo che ti fa saltare il polso,arma da amatori visto che  ha ampio mercato tra i collezionisti,un po' meno per chi  partecipe in certi circuiti penso abbia di meglio da reperire.Ho subito espresso comunque fortissimi dubbi sulla matrice terroristica,pare non solo io,visto che i carabinieri del Ros non sono molto propensi ad accreditarla.I motivi sono abbastanza scontati,intanto non e' da protagonista di un percorso di lotta armata,aldila' dei suoi orientamenti ideologici generare confusione,depistaggio,attese o equivoci,altrimenti ha sbagliato proprio strada e fa prima a fare il malavitoso,visto che un attentato od una azione contro l'individuo devono sin da subito assumere i contorni che saranno perfezionati nel comunicato seguente,essere rivoluzionari e contraddittori storpiando o deviando le responsabilita' non e' una scelta di campo ne' utile ne' coerente,servira' al camorrista magari  ma non al soggetto che si propone all'interno di un alveo rivendicativo.In secondo luogo troppe sigle buttate dentro un calderone mediatico partito in quarta subito sulle brigate rosse e poi rettificato sui gap quando la strafalcionata e' stata smontata,inutile dire che i gap come le Br a Genova sono stati gruppi protagonisti e ben radicati cosi come la 22 ottobre,ma talmente  ormai avversati e bocciati dalla storia che sinceramente se uno adoperasse tali sigle o e' un emule di Minghella con tanto di corredo intellettuale,come scordarsi le sue Brigate Rose e non rosse scritto sulla schiena di una povera vittima,o e' un ammalato di mitomania altrettanto poco intelligente visto che mi va ad agitare un feticcio gia' consunto e pure maleodorante,roba da amico scemo del trota tanto per capirci.

Ultimo aggiornamento Sabato 12 Maggio 2012 02:41
 
L'Adinolfi,Genova,gli spari e gli improbabili terroristi PDF Stampa E-mail
Scritto da Gianfranco Belletti   
Martedì 08 Maggio 2012 00:55

scansione0012-755339.jpgTerrorismo,brutta parola,strausata nei percorsi storici,una bella botta di bandito o terrorista non si nega a nessuno,non la risparmiarono nemmeno ai partigiani,all'italiano pero' richiama un periodo particolare, soprattutto lungo e in cui  si bruciarono sogni ,  idee, vite e destini  di uomini che credevano in possibili percorsi nel momento sbagliato finendo spesso strumentalizzati.Di vite in gioco e spente drammaticamente ce ne furono parecchie,molte  non avevano neanche un senso da portare nel piatto della rivendicazione.Ero un giovane irrequieto nel 79 e il mio impatto con la brutalita' di una vita spenta senza  motivo lo feci una mattina di novembre,al pronto soccorso dell'ospedale di sampierdarena , aspettavo smontasse Cinzia dal turno , bello carico per i programmi che avevo sulla   giornata,la sirena dell'ambulanza che arrivava sparata quasi dentro la sala d'attesa mi ruppe il fiato,il carabiniere bianco come fosse incipriato,i due fori sul collo e in testa ,la,carne livida ingrigita che strideva al bianco colletto della camicia me lo fermo' proprio. .Rantolava aggrappato con disperazione ad ogni attimo di vita mentre lo scaricavano frettolosamente portandolo nell'area chirurgica, quel suono gutturale, acido,disperato lo ricordo ancora,ne arrivo' subito un altro,neanche a lasciarti il tempo di capire ,stessa corsa ,stessa routine , lui neanche respirava piu',erano Tosa  e Battaglin.Non fu un impatto proprio romantico quindi con gli effetti dei gesti delle mitiche Br che tanto edulcoravano i sogni rivoluzionari di noi giovani compagni,eravamo abituati a ricamarci guardando e sentendo un notiziario,trasecolare su un comunicato,dibatterli nei percorsi dialettici  da cantina che in quegli anni erano rito serale  ,giusto dove i pensieri si smatassavano leggeri in  contorni pittoreschi e le   deduzioni erano  ben lontane dalla  pentola carnale,densa e ribollente della pratica reale in cui le dimensioni da immaginate diventano oggettive,vissute,accreditate..Erano frequenti questi episodi in quegli anni o quantomeno era frequente la violenza come concezione di pensiero,forma di rivalsa,strumento di rivendicazione

 
Emergency chiede aiuto ai genovesi per continuare ad aiutare i deboli del mondo PDF Stampa E-mail
Scritto da Gianfranco Belletti   
Mercoledì 01 Febbraio 2012 14:41

 

Emergency sta pronuovendo numerose iniziative in merito a raccolte fondi per le sue straordinarie e indispensabili iniziative intorno ad un mondo doveviolenze,guerre,dispute e confronti di interessi,seminano morte e disperazione.La sua azione permette non solo il salvataggio di innumerevoli vite che andrebbero perse senza il suo intervento ma anche il recupero e la prevenzione da patologie che nel nostro comodo occidente non rappresentano piu' un fattore critico ma in numerose altre nazioni causano alti tassi di mortalita'.Inutile ribadire che senza la presenza di emergency molti,troppi uomini,donne e bambini non avrebbero nemmeno la lontana possibilita' di una assistenza sanitaria e umanitaria,per cui auspico il suo appello verso un nostro contributo alla loro lotta,venga accolto con la  forte adesione che merita


Ultimo aggiornamento Mercoledì 01 Febbraio 2012 16:29
 
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