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Home Genova fatti e notizie
Genova
La forza della solidarieta' blocca gli espropri del terzo valico PDF Stampa E-mail
Scritto da noTav info   
Domenica 12 Agosto 2012 17:59

La prima tornata di espropri si conclude ad un mese esatto dal suo inizio, il 10 luglio. Possiamo finalmente accantonare la scaramanzia e dire che ovunque il Cociv abbia effettuato il primo tentativo per entrare in possesso dei terreni le popolazioni si sono schierate con successo a difesa dei propri territori: a Serravalle, Arquata, Gavi, Borgo Fornari, Pontedecimo, Trasta, Fegino, Campomorone e Isoverde nemmeno un lembo di terra è stato portato via, più di cento espropri sono stati respinti. Come abbiamo già avuto modo di raccontare giorno dopo giorno, la cosa che più fa piacere è vedere la capacità della gente di organizzarsi e rispondere a tutte le esigenze dei presidi, mettendo in moto un meccanismo di solidarietà che va oltre il motivo per cui si stava in strada, riscoprendo una socialità che alcuni avevano dimenticato, condividendo le proprie informazioni in un processo di crescita costante. Quello che invece ci stupisce è la velocità con cui questo è successo. Anche grazie alla copertura mediatica di spazi come questo si è innescato un circolo virtuoso che ha portato ai presidianti notizie di quelli della settimana prima, alzando il morale e invitando a partecipare a quelli successivi.Ai comitati, che sono stati un elemento catalizzatore di questo processo, si è affiancato un numero sempre maggiore di persone, che oggi li rafforza con riconoscenza.Quello che monta con forza è un vero movimento popolare, che rifiuta il meccanismo di delega ai propri rappresentanti, salvo rare e preziose eccezioni anche quelli locali purtroppo troppo spesso conniventi, e dal basso reclama il proprio diritto a difendere il territorio e la salute da chi vorrebbe monetizzarli come una qualsiasi risorsa economica. Infatti, in un momento in cui bisognerebbe stare al fianco della gente c’è una buona parte delle istituzioni che tifa per la distruzione di questo momento di aggregazione popolare. Ci sono giornalisti che stravolgono gli eventi, ci sono politici che commissionano articoli infamanti e lavorano di concerto con opachi organi dello stato per creare una tensione di cui nessuno sente il bisogno.

 
Disperazione prioritaria PDF Stampa E-mail
Scritto da Luca Pastura   
Sabato 11 Agosto 2012 12:49

Due giorni orsono mi recavo alle poste, sede centrale, di Genova, per comprare un pacco da spezione. Una volta entrato, non riconoscevo più quel luogo, anche austero, e spersonalizzato, a cui il ricordo giovanile rimandava.

Una ridda di luci, rumori da flipper d'osteria, vociame variegato ti fa capire immediatamente che qualcosa, forse, è cambiato. Poi l'impressione diviene certezza. E' che quel luogo austero si è trasformato in un centro dispensatrice di illusoria felicità.. lotto istantaneo, gratta e vinci e altre diavolerie sono dispensate, come l'ostia profana di un rito neo pagano, dalla funzionaria di turno, che fa anche la simpatica, ride e scherza con questi zombi dall'età imprecisata... ad uno di essi cinguetta: "bisogna essere maggiorenni! ma dalla sua faccia mi sembra che abbia superato la maggiore età da un pezzo!"...

Etnie varie, latini, sudamericani, rumeni, asiatici si mescolano nel grande gioco dei pacchi in un'assolata e deserta giornata feriale di inizio agosto.. io stesso sembro un alieno, antitetico a quel contesto, quando mi avvicino e chiedo un banale pacco, magari con materiale di riempimento accluso.. l'impiegata mi sorride, bonarie, e mi chiede di che grandezza lo voglio.. dietro di me, mi sto dilungando troppo, si vede, l'orda dei disperati si scompone, ondeggia, e difende saldamente il posto nella coda.. qualche parolina a mezza bocca di biasimo, nei miei riguardi, che rallento il loro incedere nelle luminarie di una nuova giostra...

alla fine pago i miei tre euro e settanta e vorrei prendere le monetine, ma la signora mi dice, con una certa apprensione: "che fa? è pazzo? si mette a cercare le monete? non ha cinque euro?"... capisco che non c'è tempo da perdere.. le allungo il pezzo di carta e ritiro il resto, che la signora aveva già in mano...

Ultimo aggiornamento Sabato 11 Agosto 2012 12:53
 
Fereggiano: e il muretto dove lo metto? PDF Stampa E-mail
Scritto da ANDREA AGOSTINI   
Mercoledì 27 Giugno 2012 10:22

 

La sequenza fotografica e video che molti hanno in mente durante l'alluvione del Fereggiano dello scorso novembre è quella in cui l'acqua , uscendo dalla condotta sotto largo merlo esplode come si fosse tolo il tappo allo spumante e invade tutta la via. In pochi secondi non si riesce più a distinguere dove è il letto del Fereggiano e dove la strada, tutto è appiattito dalla violenza della piena. La prima cosa che viene travolta è il muretto che contorna la strada e la divide dal greto del fiume. Un muretto di cemento che fin che ha potuto ha incanalato l'acqua nella strada rendendola più compatta e potente e poi è stato distrutto da quella stessa potenza.
Be, non ci crederete ma uno dei primi interventi in somma urgenza finanziato e realizzato è stato il muretto in cemento armato, non una ringhiera che lascerebbe passare l'acqua, no un muro di cemento. E la stessa cosa è stata fatta in via del Molinetto poco più a monte dove il ponte di accesso alla strada antico e resistente ha tenuto perdendo solo un po' di smalto, ma è ancora li come l'ha lasciato la piena e i cittadini vanno a piedi per le scale, mentre il muro di cemento che ha incanalato l'acqua per un po' e poi ha ceduto l'hanno già ricostruito ( anche li niente ringhiera ). In via Finocchiaro ci sono le foto del cantiere all'angolo, era fermo da tempo e l'alluvione ha allagato tutto. Secondo voi? Ma certo! In piena area esondabile tre piani di parcheggio con annesso muraglione di contenimento tutto autorizzato e realizzato a spron battuto in pochi mesi.
I tecnici incaricati dal pm hanno appena consegnato gli studi e la procura che ipotizza reati gravissimi sta vagliando la documentazione e deciderà degli eventuali reati .
Non è quindi certo compito nostro stabiire colpe e responsabilità penali e civili.
Ci limitiamo solo a sottolineare alcune cose sul piano storico e culturale.
In questi anni , mentre in Europa avanzava e si è affermata una cultura idraulica in cui si privilegia la rinaturalizzazione delle vie dell'acqua, nella nostra città, con la benedizione unanime di tecnici, politici e accademici, si è continuato ad autorizzare edificazioni in alveo, parcheggi, muraglioni di cemento a tener su colline che vengono giù, tombinamenti di ogni genere e tipo. E nonostante i disastri a Pegli come ad Apparizione, come a San Martino si continua ad autorizzare.
 
RipuliAmo GeNova,cena beneficenza per l'emilia colpita dal terremoto PDF Stampa E-mail
Scritto da Margherita Mereto Bosso   
Lunedì 18 Giugno 2012 21:21

Margherita Mereto BossoL'Associazione RipuliAmo GeNova, nata dalla grande partecipazione che ha visto coinvolti nell'attività di volontariato a sostegno della città duramente provata dall'alluvione ben più di 500 ragazzi e ragazze sotto questa sigla, al tempo già attiva come Gruppo Organizzato di Volontari, continua la sua opera di Volontariato Attivo organizzando, in collaborazione con l'Associazione Figgi do Zena, supporters Genoa che festeggerà in tale occasione i 17 anni di attività , una grande cena di beneficenza nel piazzale di fronte alla Sala Chiamata del Porto, a sostegno della raccolta fondi promossa dai soci della Culmv per sostenere le popolazioni dell'Emilia Romagna colpite dal terremoto degli scorsi giorni.
L'appuntamento è per SABATO 23 GIUGNO alle ore 20.00 nel piazzale antistante la Sala Chiamata del Porto.
Ottima musica live ed un menù tutto emiliano, dall'antipasto al dolce, che verrà servito ad un costo accessibile, solo 15 €, affinchè la beneficenza non sia un onere e alla cena possano aderire tutti i genovesi che vogliano impegnarsi per questa causa.Il ricavato della serata verrà convertito in beni necessari alle popolazioni emiliane colpite dal recente terremoto, osservando con cura le segnalazioni ufficiali che di giorno in giorno giungono dall'Emilia.La cena è esclusivamente su prenotazione, al costo di 15 € a persona, e per effettuare le prenotazioni è necessario contattare l'Associazione all'indirizzo email ripuliamogenova@gmail.com entro e non oltre il 20 giugno."Abbiamo creato l'Associazione per proseguire nella formazione di un gruppo di Cittadini Attivi che risponda non solo alle emergenze ma che possa costantemente contribuire al miglioramento della città e alla creazione di un vero e forte senso civico nei cittadini" spiega Margherita Mereto Bosso, Presidente dell'Associazione, lasciando proseguire Yurick Balbo e Alice Barbieri, gli altri co-fondatori di RipuliAmo GeNova: "L'idea è sempre stata quella di andare oltre all'emergenza.

Ultimo aggiornamento Lunedì 18 Giugno 2012 21:29
 
GENOVA NON È FINITA.APPELLO ALLA SOCIETÀ CIVILE E AL MONDO DELLA CULTURA PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Mercoledì 13 Giugno 2012 10:52

Ascanio Celestini.jpgLa gestione dell'ordine pubblico nei giorni del G8 genovese del luglio del 2001, rappresenta una ferita ancora oggi aperta nella storia recente della repubblica italiana.
Dieci anni dopo l'omicidio di Carlo Giuliani, la "macelleria messicana" avvenuta nella scuola Diaz, le torture nella caserma di Bolzaneto e dalle violenze e dai pestaggi nelle strade genovesi, non solo non sono stati individuati i responsabili, ma chi gestì l'ordine pubblico a Genova ha condotto una brillante carriera, come Gianni De Gennaro, da poco nominato Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio.
Mentre lo Stato assolve se stesso da quella che Amnesty International ha definito "la più grande sospensione dei diritti democratici in un paese occidentale dopo la seconda guerra mondiale", il prossimo 13 luglio dieci persone rischiano di diventare i capri espiatori e vedersi confermare, in Cassazione, una condanna a cento anni di carcere complessivi, in nome di un reato, "devastazione e saccheggio", che rappresenta uno dei tanti detriti giuridici, figli del codice penale fascista, il cosiddetto Codice Rocco.
Un reato concepito nel chiaro intento, tutto politico, di perseguire chi si opponeva al regime fascista. Oggi viene utilizzato ipotizzando una "compartecipazione psichica", anche quando non sussiste associazione vera e propria tra le persone imputate. In questo modo si lascia alla completa discrezionalità politica degli inquirenti e dei giudici il compito di decidere se applicarlo o meno.
E' inaccettabile che, a ottant'anni di distanza, questa aberrazione giuridica rimanga nel nostro ordinamento e venga usata per condannare eventi di piazza così importanti, che hanno coinvolto centinaia di migliaia di persone, come le mobilitazioni contro il G8 a Genova nel 2001.
Non possiamo permettere che dopo dieci anni Genova finisca così, per questo facciamo appello al mondo della cultura, dello spettacolo, ai cittadini e alla società civile a far sentire la propria voce firmando questo appello che chiede l'annullamento della condanna per devastazione e saccheggio per tutti gli imputati e le imputate.
Per una battaglia che riguarda la libertà di tutte e tutti.
Assemblea di supporto ai e alle 10 di Genova 2001
FIRMA http://www.10x100.it/?page_id=19

 
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