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Fassino e Sel privatizzano l'acqua,continua lo spregio alla volonta' espressa con il referendum PDF Stampa E-mail
Scritto da Checchino Antonini   
Venerdì 18 Novembre 2011 11:17

Polemica sulla vendita del 40%, con voto favorevole di Sel, della Finanziaria Comunale che si chiamerebbe “Beni Comuni Torino”; ma la cui gestione avverrebbe tramite le fondazioni bancarie e l’azionariato diffuso

Checchino Antonini

Ennesima polemica tra il partito di Vendola e i referendari. Stavolta succede a Torino dove Sel, nella battaglia politica sulla “maxy holding” ha deciso di votare a favore della vendita del 40% di azioni Amiat, Trm e Gtt. E il comitato locale per l’acqua bene comune ha bocciato a sua volta il documento e gli emendamenti di Sel - alla cui redazione ha partecipato anche uno dei giuristi estensori dei quesiti referendari - perché sono «un insieme di affermazioni alternative e di concrete concessioni ai poteri forti e al mercato. La Finanziaria Comunale si chiamerebbe “Beni Comuni Torino”; ma la gestione partecipativa avverrebbe tramite le fondazioni bancarie e l’azionariato diffuso - «con il paradossale risultato di far comprare ai cittadini ciò che è già di loro proprietà». Una proposta esplicitamente rifiutata dal Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua nell’assemblea di luglio, quella che ha indetto la manifestazione del prossimo 26 novembre a cui il partito del governatore delle Puglie aderisce.

La contropartita che Sel domanda a Fassino è la trasformazione di Smat in azienda di diritto pubblico come da anni chiede il movimento. Una scelta che avrebbe consentito di risparmiare 27 milioni di Ires che sarebbero restati all’azienda e alla città. Ma, per i referendari, a sinistra esistono «gravi ritardi culturali (non riuscire ad emanciparsi dall’ideologia dominante negli ultimi trent’anni) e politici (l’incapacità di cogliere una mutazione lenta ma profonda del senso comune)» che stanno facendo perdere la battaglia contro la privatizzazione delle aziende comunali di servizi. «Purtroppo anche Sel, a Torino come in Puglia, non riesce a sottrarsi a questa deriva. Questi motivi ci fanno pensare a una intrinseca debolezza politica di chi punta a un’ improbabile “riduzione del danno”.
Resta il fatto che i casi Torino e Puglia sono troppo rilevanti perchè il Forum non chieda a Sel una riaffermazione chiara ed esplicita delle posizioni pubblicamente assunte di aperto contrasto alla privatizzazione dei servizi pubblici locali». (per approfondire: www.acquapubblicatorino.org).

 

 

Commenti  

 
+1 #2 2011-11-20 12:52
Paolo ti ringrazio dell'intervento,tu poni la disquisizione nei ranghi dei termini e delle interpretazioni ,lo fai anche cogliendo giustamente la criticita'dei comportamenti,i nfatti quello che non cambia e' la sostanza,i cittadini che hanno votato lo hanno fatto perche' impauriti comunque davanti a una sostanza che gli era stata prospettata,tra scendendo sui particolari,per cui va rispettata comunque una volonta' univoca verso la preservazione del pubblico di un bene indispensabile.
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0 #1 2011-11-20 09:02
Quale spregio al referendum?...
Il referendum aboliva l'OBBLIGATORIETA' della privatizzazione , ma non la proibiva; dunque non c'è alcuna contraddizione.
Il referendum restituiva semplicemente ai comuni la libertà di scegliere se privatizzare o meno, dunque i comuni sono liberissimi di farlo. Diciamo, semmai, che il fatto che tanti esponenti di sinistra lo facciano dimostra quanto fossero strumentali le polemiche contro Berlusconi, dato che lo criminalizzavan o per qualcosa che - in segreto - condividevano...
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