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Scritto da Administrator
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Lunedì 13 Febbraio 2012 12:06 |
Il Comitato centrale che si riunirà martedì dovrebbe decidere di spostare la mobilitazione al 9 marzo con sciopero generale e corteo a Roma. E sarà in difesa dell'articolo 18
Nuovo cambio di programma per la manifestazione Fiom del 18 febbraio. A quanto apprendiamo da fonti interne al sindacato metalmeccanico, la segreteria Fiom proporrà domani, martedì 14, al Comitato centrale, di spostare ancora la manifestazione prevista per il fine settimana tramutandola in uno sciopero generale con manifestazione a Roma. Data prevista, il 9 marzo, un venerdì. Il 18 febbraio si terrà invece una grande assemblea delle Rappresentanze sindacali unitarie.Si tratta di un colpo di scena dopo quello, dovuto al maltempo, della scorsa settimana che aveva già spostato una manifestazione prevista per l'11 febbraio, di una settimana. Un passaggio motivato dalle difficoltà a costruire in corsa una manifestazione ma anche dall'accelerazione che sta avendo la trattativa sul mercato del lavoro. Lo sciopero del 9 marzo, infatti, dovrebbe essere centrato maggiormente sulla difesa dell'articolo 18 e quindi avere una valenza più generale, in grado di "aiutare" la Cgil nella trattativa in corso e di porre con chiarezza dei paletti alla sua sinistra.
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Scritto da Megafono Quotidiano
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Sabato 11 Febbraio 2012 06:08 |
In diretta da Atene: manifestazioni, scontri con la polizia, occupazioni e sciopero prolungato. Anche il sindacato di polizia dichiara di voler arrestare la...Troika. Una situazione che può solo peggiorare
E' una situazione incandescente quella che si respira in queste ore in Grecia. La testimonianza che ci giunge daGeorge Mitralias, del Comitato greco per l'annullamento del debito, è tesa: "Si rischia l'esplosione. Il giorno X potrebbe essere dopo domani quando il Parlamento sarà assiedato e forse preso d'assalto dalla folla che tenterà di impedire il voto di misure allucinanti". Si tratta del pacchetto di austerità che la Troika - Bce, Commissione europea e Fmi - sta imponendo al governo greco e che l'estrema destra ha deciso di non approvare. "Siamo già in pieno sciopero generale mentre i partiti di governo si sbriciolano e i loro deputati scappano e ci sono già occupazioni di alcuni ministeri. Ci sono manifestazione continue anche se, come sempre, non sono unitarie". Per descrivere la situazione Mitralias indica l'immagine del sindacato di polizia che ha messo una taglia sulla Troika minacciando di…arrestarla. "Da ieri - continua - la facolta di diritto al centro di Atene e occupata dai sindacati di base e l'estrema sinistra ed è stata trasformata nel quartiere generale delle manifestazioni di questi giorni".
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Ultimo aggiornamento Sabato 11 Febbraio 2012 06:14 |
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Scritto da Luca Marco Comellini
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Giovedì 09 Febbraio 2012 11:13 |
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In una nota di Luca Marco Comellini segretario del Partito per la tutela dei Diritti di Militari e Forze di polizia, Pdm, si legge: “In un momento difficile come lo è quello attuale il ‘Governo tecnico’ deve saper prendere quelle decisioni che i cittadini chiedono da tempo e che, per quanto riguarda i militari, quella più urgente consiste nel dare al personale delle Forze armate i pieni diritti sindacali come ha, da oltre 30 anni, quello della Polizia di Stato. I militari non hanno organizzazioni sindacali che ne tutelino i diritti; hanno a disposizione solo una sorta di ‘consorteria’ che viene chiamata ‘rappresentanza militare’ ma che di fatto è espressione e cura di interessi personali e politici e non di quelli del personale. L’ex Ministro Ignazio La Russa ha sempre voluto ignorare quanto di illecito e antidemocratico noi del Pdm gli abbiamo costantemente e pubblicamente denunciato, con decine e decine di interrogazioni parlamentari presentate dal deputato radicale Maurizio Turco, cofondatore del Pdm, sulla rappresentanza militare (COCER) e sugli affari di alcuni membri dell’organismo rappresentativo, in particolare di quello dei carabinieri.
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Scritto da Antonio Mazzeo
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Giovedì 09 Febbraio 2012 09:07 |
L'azienda pubblica italiana ottiene un'altra importante commessa per proteggere le basi operative italiane nel teatro di guerra quasi dimenticato
Il Ministero della difesa ha scelto alcune società del gruppo Finmeccanica per potenziare il livello di protezione delle basi operative e di supporto dei militari italiani in Afghanistan. Il contratto, per un valore poco inferiore ai cento milioni di euro, prevede la fornitura di apparecchiature di sorveglianza che includono i radar uomo-trasportabile “Lyra 10” prodotti da Selex Sistemi Integrati (già acquistati dalla Guardia costiera italiana per la vigilanza a corto raggio dei mari anche in funzione anti-migranti) e diversi sensori elettro-ottici ed acustici di Selex Galileo per la localizzazione delle sorgenti di fuoco.Le aziende di Finmeccanica garantiranno pure l’installazione di telecamere, posti comando e di guardia per la gestione dei sistemi di sorveglianza di aeroporti e basi e “sistemi robotizzati in versione da combattimento” di Oto Melara. Responsabile del trasporto, installazione, integrazione e gestione di tutti i sistemi sarà Selex Sistemi Integrati. All’azienda di elettronica militare sarà anche affidato il potenziamento del sistema di comando e controllo SIACCON2 dell’Esercito italiano e “dell’infrastruttura connettiva attualmente utilizzata in Afghanistan per ottenere una maggiore efficacia ed interoperabilità”.
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Ultimo aggiornamento Giovedì 09 Febbraio 2012 09:10 |
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Scritto da Administrator
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Giovedì 09 Febbraio 2012 09:02 |
Il giornale fondato da Rossanda, Parlato e Pintor vede arrivare un liquidatore nominato dal ministero. "La fase più dura in quarant'anni di storia" scrive il collettivo. Un passaggio cruciale nella storia dell'informazione di sinistra
Il manifesto è in liquidazione. La situazione è meno drammatica del termine utilizzato perché la nomina di un liquidatore significa avere tempo per fare il conto dei debiti e dei crediti, provare a trovare soluzioni anche se con un controllore (che in genere viene nominato in forma non troppo sgradita all'impresa). Ma è comunque un passaggio drammatico, "il più difficile della storia quarantennale del manifesto" come scrive il collettivo del quotidiano nel documento che pubblichiamo a seguire. Nelle stesse ore si sta tenendo una nuova assemblea dei lavoratori di Liberazione che pur di salvare il posto di lavoro e il giornale hanno offerto all'editore, il Partito della Rifondazione comunista, una parte del proprio stipendio in forma di donazione. L'offerta parte sia stata rifiutata perché non congrua con i meccanismi del finanziamento pubblico ma le cose potrebbero essere ancora in movimento. Quel che resta sul tavolo è una crisi verticale della stampa di sinistra e alternativa. Ci sono stati gli errori del passato, le supponenze e le superficialità. Ma sopra tutto pesa una situazione difficilissima in cui per ricostruire un pensiero critico serve un qualche colpo d'ala e non un semplice appello ai buoni sentimenti. In ogni caso, il nostro in bocca al lupo al manifesto e a Liberazione. (imq)
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Scritto da Filippo Ghira
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Mercoledì 08 Febbraio 2012 18:36 |
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Papademos, chiamato a presiedere un governo di unità nazionale, con la scusa dell’emergenza, per imporre durissime misure di austerità ai greci in cambio dell’erogazione delle ultime tranches del primo prestito internazionale e del via libero al secondo, ha svolto finora il compito che gli era stato assegnato.
Ma dopo le ultime richieste venute da Commissione e Banca centrale europea, e dal Fondo monetario internazionale, il capo del governo è stato costretto ad indire una riunione di emergenza con i leader politici che lo sostengono per verificare se sono disposti o meno a sostenerlo in questa nuova fase che rischia di fare precipitare a minimi termini il consenso dei cittadini che potrebbero fare pagare duramente ai partiti alle prossime elezioni la svendita della ricchezza e della sovranità nazionali agli speculatori internazionali.
Papademos è un tecnocrate che non nutre preoccupazioni di tipo politico elettoralistico ha annunciato che se non vi fosse più in Parlamento l’appoggio per varare le nuove misure richieste, si dimetterà e chiederà al Presidente della Repubblica di sciogliere il Parlamento e andare alle elezioni anticipate. Il socialista Georgos Papandreou, il conservatore Antonis Samaras e il popolare ortodosso, Giorgos Karatzaferis, che appoggiano il governo tecnocratico di Papademos, sono stati messi di fronte alle nuove richieste arrivate dalla troika degli usurai, una cui delegazione si trova da tre mesi ad Atene per monitorare l’applicazione delle misure di austerità richieste.Quelle nuove interesseranno il settore privato. Si va quindi dalla riduzione dello stipendio minimo garantito alla abolizione o al meglio alla riduzione drastica della tredicesima e della quattordicesima. Si continua con la riforma dell'accordo collettivo di lavoro che come in Italia dovrà essere sostituito da tanti contratti a livello aziendale che vedranno la prevalenza di straordinari e premi di produzione in busta paga.
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Ultimo aggiornamento Mercoledì 08 Febbraio 2012 18:43 |
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Scritto da Pietro Bardoscia
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Mercoledì 08 Febbraio 2012 17:37 |
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Ad Agosto ed a Settembre 2011 abbiamo condotto una indagine sul vertiginoso aumento del costo degli alimenti ortofrutticoli dal produttore al consumatore finale, invitando il Governo ad intervenire con urgenza al fine di contrastare questo fenomeno ormai diffuso su tutto il territorio nazionale.
Nulla è cambiato e nulla è stato fatto. Anzi, siamo costretti ancora una volta a sostituirci alle Istituzioni per tutelare le categorie a rischio: i consumatori finali e i produttori agricoli. Lo dicono in una nota il Segretario Nazionale ed il Presidente Assotutela Pietro Bardoscia e Michel Maritato.
Con i nostri legali – prosegue Bardoscia - presenteremo una denuncia querela contro ignoti con la volontà di individuare e fermare i responsabili di questi aumenti dei prezzi i quali, con la scusa del gelo e della neve, in questi ultimi giorni sono incontrollati.
Ma non ci fermiamo alla sola denuncia; invitiamo infatti tutti i cittadini a segnalarci per email ad
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eventuali episodi ove si riscontrino aumenti “anomali” di questi prodotti.
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Ultimo aggiornamento Mercoledì 08 Febbraio 2012 17:50 |
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Scritto da Administrator
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Martedì 07 Febbraio 2012 05:25 |
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Governo Monti? Ma mi faccia il piacere! A dispetto delle “entusiastiche” notizie sul consenso degli italiani nei confronti del premier “tecnico”, tutti i sondaggi d’inizio 2012 dimostrano che il livello di sfiducia nei partiti è totale, tanto che solo un elettore su due andrebbe a votare in caso di elezioni: quasi il 50% resterebbe a casa. Una drammatica conferma: se ormai la politica viene dettata a Bruxelles e solo ratificata a Roma, a partire della spesa pubblica, addio sovranità nazionale. Elezioni e partiti? Riti e fantasmi di un passato lontanissimo. Se il Pd di Bersani sfiora il 30% dei votanti, non raggiunge il 15% degli aventi diritto: il nuovo “primo partito” non sarebbe votato che da 1,5 italiani su dieci. Gli altri, in attesa di nuove forze politiche capaci di inventare una via d’uscita democratica alla crisi, restebbero a casa.
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