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Scritto da Sonia Mitralias
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Martedì 07 Febbraio 2012 04:43 |
Discorso pronunciato davanti alla Commissione Sociale dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa il 24 gennaio 2012 a Strasburgo sul tema: «Le misure di austerità: un pericolo per la democrazia e i diritti sociali»
Quasi due anni dopo l’inizio della terapia d’urto imposta alla Grecia dalla Banca Centrale Europea, dalla Commissione Europea e dal Fondo Monetario Internazionale, il suo bilancio è catastrofico, rivoltante e inumano. Prima di tutto, persino gli ispiratori di queste politiche ammettono ora apertamente non solo il loro palese fallimento, ma anche che le loro ricette erano fin dall’inizio totalmente errate, non realistiche, inefficaci ed anche controproducenti. Eccone un’illustrazione che riguarda non una questione secondaria ma il cuore del problema, il debito pubblico greco: secondo tutti i responsabili del disastro greco, se le loro politiche (di austerità più che draconiana) risultassero efficaci al 100%, il che è d’altronde totalmente illusorio, il debito pubblico greco sarà ricondotto nel 2020 al 120% del PIL nazionale, vale a dire a quello che era il suo tasso … nel 2009, quando è iniziato tutto questo gioco al massacro! Dunque, quanto ci dicono ora cinicamente è che hanno distrutto tutta una società europea … assolutamente per niente!
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Ultimo aggiornamento Martedì 07 Febbraio 2012 04:48 |
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Scritto da Pietro Bardoscia
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Martedì 07 Febbraio 2012 04:37 |
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A seguito delle dichiarazioni del sindaco Alemanno che ha tentato di scaricare le colpe su un improbabile mal servizio della stazione meteo e sulla Protezione Civile accusandola di scarsa collaborazione ed informazione, come già preannunciato Venerdi 3 Febbraio 2012 dal Segretario Nazionale Pietro Bardoscia, dal Presidente Michel Maritato, dal coordinatore nazionale Fabrizio Musumeci e dai legali Francesco Petrucci ed Andrea Tropea, l’associazione per la tutela del cittadino Assotutela informa la cittadinanza romana che sul nostro sitowww.assotutela.net potrete scaricare e compilare il modulo di adesione alla nostra class Action con la richiesta di risarcimento danni causati dalla neve e riconducibili ad una mala gestione della cosa pubblica da parte della giunta capitolina.
In allegato il modulo in formato .pdf che dovrete compilare ed inviare al numero di fax 0645421884 oppure inviandolo scannerizzato alla seguente email:
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Ultimo aggiornamento Martedì 07 Febbraio 2012 04:41 |
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Scritto da Administrator
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Lunedì 06 Febbraio 2012 08:12 |
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MONSELICE (PADOVA) - La crisi gli ha tolto fiato, lo ha stritolato, fino a portarlo al suicidio. L'ennesima triste storia legata alla grave situazione economica che vive l'Italia arriva da Padova, nel cuore del ricco Nord Est, dove il lavoro non è mai mancato. L'uomo, un imprenditore edile di 51 anni, si è tolto la vita impiccandosi nella legnaia accanto a casa della madre a San Bortolo di Monselice, ai piedi dei Colli Euganei. E' stata la moglie di ritorno dal lavoro a trovare il corpo esanime dell'uomo. La donna ha chiamato i carabinieri e il 118, ma era troppo tardi. L'impresarionon ha lasciato biglietti, ma pare fosse da tempo in difficoltà proprio a causa della mancanza di lavoro. Voci non confermate parlano di debiti e crediti che non riusciva a riscuotere. L'uomo, lo scorso dicembre, aveva anche chiuso la partita Iva, cercando di ripartire come lavoratore dipendente, ma non c'è riuscito. Umiliato dalla situazione, senza commesse e senza lavoro ormai da mesi, non ha retto e ha deciso di togliersi la vita. Era molto frustato - racconta un quotidiano locale - poi era caduto in depressione: "Era una persona solare - raccontano in paese - ma poi le difficoltà economiche lo avevano messo in ginocchio". Oltre alla moglie, lascia un bimbo piccolo.
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Ultimo aggiornamento Lunedì 06 Febbraio 2012 08:17 |
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Scritto da Administrator
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Lunedì 06 Febbraio 2012 07:55 |
Passato il festeggiamento per il 150° dell'Unità d'Italia si rivela la realtà nuda e cruda: un paese messo in ginocchio dal maltempo
Dobbiamo avere il coraggio e l'onestà di dirlo, tanto la festa del 150esimo è finita, l'inno lo abbiamo sentito e risentito e ci siamo pure ripetutamente emozionati. La bandiera è salva. Ora, patriottismo a parte (e sempre salvo) diciamo le cose come stanno, senza diplomazia e ipocrisie. L'Italia sempre più spesso agli occhi di chi ci guarda appare un Paese ridicolo, semplicemente ridicolo. Mettetevi nei panni di chi siede davanti la tv, a Parigi, a Berlino, a Londra, o in Paesi in queste ore più provati dalle tempeste di neve, come la Polonia o la Russia. Sorseggia un the o una birra e vede le immagini che la tv gli offre del nostro Paese, e segue la cronaca dall'Italia.
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Scritto da Administrator
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Lunedì 06 Febbraio 2012 07:50 |
Si profila uno spostamento del corteo dell'11 febbraio forse al 18 o anche più in là. La segreteria del sindacato ne discute oggi. La causa è la forte emergenza neve che sta riguardando tutta Italia
Si profila il rinvio della manifestazione indetta dalla Fiom per l'11 febbraio. A cause delle condizioni del tempo il sindacato dei metalmeccanici della Cgil sta valutando l'ipotesi di spostare la manifestazione al 18 febbraio o forse anche più in là. E' quanto ha dichiarato Maurizio Landini intervenuto nella trasmissione "In Onda" su La7. Nessuna decisione ufficiale è stata presa, la segreteria Fiom ne discuterà lunedì 6 febbraio ma da quello che siamo riusciti a ricostruire la proposta dello spostamento trova d'accordo l'organizzazione sindacale. Il maltempo e l'emergenza che si è accumulata e che si profila ancora nel corso della settimana renderebbero quasi inagibile la manifestazione oltre a oscurarla sul piano mediatico e politico.
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Scritto da Antonio Rispoli
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Venerdì 03 Febbraio 2012 11:36 |
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ROMA - Non c'è alcun obbligo, da parte dei giudici, di infliggere alle persone accusate di stupro di gruppo la misura cautelare degli arresti in carcere; sono utilizzabili, come per tutti gli altri reati, tutte le misure alternative previste dal Codice, valutate le circostanze. Lo dice la Corte di Cassazione, estendendo il principio contenuto in una sentenza della Corte Costituzionale dell'anno scorso. Il problema nasce nel 2009, quando il governo Berlusconi decide di emanare un decreto legge, convertito poi in una legge, che stabilisce l'obbligo della detenzione cautelare in carcere per le persone accusate di reati sessuali. Questa norma impedisce ai giudici di ricorrere a misure alternative, per cui o ci sono gli estremi per il carcere o tutte le persone accusate di stupro tornano libere. Nel 2010 la Corte Costituzionale annulla la norma per i casi di stupro, stabilendo che non può essere limitata la capacità di giudizio del giudice. Oggi la Cassazione estende questo principio a tutti i reati sessuali (di fatto cancellando la norma approvata in precedenza) in quanto nella stessa situazione definita dalla sentenza della Consulta. Ed è una decisione giusta, in quanto non succede - come possono pensare erroneamente molti - che tutti quelli che vengono accusati di questi reati vanno in galera. Ma semplicemente succede che quelli che potevano essere tenuti sotto controllo nei casi in cui non ci sono gli estremi per ricorrere al carcere - magari con misure come gli arresti domiciliari - restano liberi. Con grave danno per la società.
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Ultimo aggiornamento Venerdì 03 Febbraio 2012 23:32 |
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Scritto da Pietro Bardoscia
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Venerdì 03 Febbraio 2012 00:22 |
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Ricordiamo che Il tessuto imprenditoriale italiano è principalmente costituito da piccole e medie imprese; le micro-imprese sono le più numerose, con un numero di addetti medio per impresa inferiore alle 10 unità. Alla luce di questi dati ci domandiamo allora perché il Governo abbia tutta questa urgenza di modificare l’art.18 della Legge 20 maggio 1970, n. 300 (Statuto dei lavoratori) relativo al reintegro del lavoratore al posto di lavoro?
Lo dicono in una nota il Segretario Nazionale ed il Presidente dell’Associazione a tutela del Cittadino Assotutela.net Pietro Bardoscia e Michel Emi Maritato.
Precisiamo che nelle imprese al di sotto dei 15 lavoratori viene concesso al datore di lavoro una possibilità di scelta nel caso in cui il giudice dichiara l’illegittimità del licenziamento ovvero decidere se riassumere il lavoratore entro tre giorni dalla sentenza, reintegrandolo all’interno dell’azienda stessa senza obbligo di corrispondergli gli arretrati, oppure se pagargli un risarcimento.Se escludiamo i lavoratori del pubblico impiego non coinvolti in questa "vicenda", un’ampia fetta di lavoratori sono impiegati in queste realtà; per questo si può affermare che buona parte dei cittadini siano sin troppo abituati a vivere senza l’idea di un posto fisso.
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Ultimo aggiornamento Venerdì 03 Febbraio 2012 01:12 |
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Scritto da Altalex
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Giovedì 02 Febbraio 2012 15:07 |
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Al fine di porre rimedio alle situazioni di sovraindebitamento non soggette nè assoggettabili alle vigenti procedure concorsuali, è consentito al debitore concludere un accordo con i creditori nell'ambito della procedura di composizione della crisi disciplinata dal presente capo.
Lo prevede la Legge 27 gennaio 2012, n. 3 pubblicata in Gazzetta Ufficiale 30 gennaio 2012, n. 24 e recante "Disposizioni in materia di usura e di estorsione, nonche' di composizione delle crisi da sovraindebitamento".
Il debitore in stato di sovraindebitamento può proporre ai creditori, con l'ausilio degli organismi di composizione della crisi, un accordo di ristrutturazione dei debiti sulla base di un piano che assicuri il regolare pagamento dei creditori estranei all'accordo stesso. Il piano dovrà prevedere le scadenze e le modalità di pagamento dei creditori, le eventuali garanzie rilasciate per l'adempimento dei debiti, le modalità per l'eventuale liquidazione dei beni.
La proposta di accordo prevede la ristrutturazione dei debiti e la soddisfazione dei crediti attraverso qualsiasi forma, anche mediante cessione dei redditi futuri. Nei casi in cui i beni o i redditi del debitore non siano sufficienti a garantire la fattibilità del piano, la proposta deve essere sottoscritta da uno o più terzi che consentono il conferimento, anche in garanzia, di redditi o beni sufficienti per l'attuabilità dell'accordo.
Il piano può prevedere una moratoria fino ad un anno per il pagamento dei creditori estranei quando ricorrono cumulativamente le seguenti condizioni:
a) il piano risulti idoneo ad assicurare il pagamento alla scadenza del nuovo termine;
b) l'esecuzione del piano sia affidata ad un liquidatore nominato dal giudice su proposta dell'organismo di composizione della crisi;
c) la moratoria non riguardi il pagamento dei titolari di crediti impignorabili.
Il provvedimento contiene inoltre alcune tutele per le imprese contro l'usura e flessibilità nell'accesso ai finanziamenti antiracket.
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Scritto da CARLO PRIOLO
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Giovedì 02 Febbraio 2012 14:01 |
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"Quando le procedure ostacolano l’agire per la tutela dei propri diritti o interessi legittimi, determinando la sopravvivenza di situazioni lesive o la inefficacia della tutela giurisdizionale si entra nell’area pericolosa dell’illegittimo impedimento, immotivato e unilaterale, che vulnera l’uguaglianza di fronte alla legge."
Il diritto a difendere i propri diritti ed interessi legittimi è un diritto inviolabile, al pari del diritto di libertà. Tutti possono agire per la difesa dei propri diritti e interessi legittimi, a prescindere dalla propria condizione. E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli che, “limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana” (art. 3, comma 2, Cost.). Da oggi non tutti hanno la stessa capacità di difendersi, viene leso il principio di uguaglianza, cade il valore e l’efficacia della legge uguale per tutti. Legge di stabilità 2012 ha così stabilito: all’art. 283 c.p.c. è stato aggiunto il secondo comma che recita "Se l’istanza prevista dal comma che precede [sulla sospensione della sentenza di primo grado] è inammissibile o manifestamente infondata il giudice, con ordinanza non impugnabile, può condannare la parte che l’ha proposta ad una pena pecuniaria non inferiore ad euro 250 e non superiore ad euro 10. 000. L’ordinanza è revocabile con la sentenza che definisce il giudizio". Stessa sorte è stata prevista sull’esecutorietà delle sentenze in materia di lavoro, aggiungendo un comma all’art. 431 c.p.c.
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Ultimo aggiornamento Giovedì 02 Febbraio 2012 14:19 |
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