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Redazione AreaGenova
DISOCCUPAZIONE: tra silenzi e vergogna PDF Stampa E-mail
Scritto da Luchino Galli   
Mercoledì 20 Marzo 2013 21:22

di Luchino Galli, blogger e mediattivista

L’Italia è ormai una repubblica fondata non sul lavoro ma sulla sua progressiva scomparsa! Nel nostro Paese, disoccupazione adulta e giovanile sono in continuo aumento; disoccupazioni diffuse, radicate su tutto il territorio nazionale, in misura crescente non più temporanee ma di lunga durata, espressioni di un mercato del lavoro che offre sempre meno opportunità occupazionali, inseguendo logiche economiche dipinte come ineluttabili.

L’economia di mercato globalizzata, supportata da continue innovazioni tecnologiche e scientifiche, in nome della concorrenza e della massimizzazione del profitto ha attuato precise strategie per abbattere i costi di produzione, riducendo in modo drastico la forza lavoro, diventata una variabile economica da adeguare unicamente all’andamento della produzione industriale e alle oscillazioni dei costi e dei mercati. Le strategie messe in atto? Ristrutturazioni aziendali, esternalizzazioni produttive, delocalizzazioni industriali, la flessibilizzazione del mercato del lavoro - degenerata in precarietà lavorativa, anticamera di tanta disoccupazione - l’internazionalizzazione del mercato del lavoro. Strategie economiche i cui effetti sono stati amplificati da una crisi finanziaria che si è riflessa sull’economia reale, provocando un drammatico aumento della disoccupazione.

E giorno dopo giorno tanto, tantissimo lavoro scompare!

Ma facciamo finta di niente, facciamo finta che il mondo del lavoro non sia cambiato, insinuando nei disoccupati il convincimento che siano gli unici responsabili della loro condizione, per mancanza di impegno, di senso di responsabilità, di volontà e di chissà quali carenze e colpe personali!

Completiamo l’opera coprendo la disoccupazione di biasimo, di esecrazione sociale, e facendo leva sulle paure, sugli spettri che evoca: creiamo il vuoto intorno al disoccupato. Compito agevole in una società nella quale, sempre di più, le relazioni interpersonali, gli stessi valori sono plasmati a immagine e somiglianza dell’economia di mercato, che valorizza cittadini benestanti golosi di tutto e spendaccioni, non poveri disoccupati, consumatori da poco.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 20 Marzo 2013 21:28
 
Domenico Finiguerra perche' rinuncio a candidatura con rivoluzione civile PDF Stampa E-mail
Scritto da Domenico Finiguerra   
Lunedì 21 Gennaio 2013 14:55

Leggo della lotta feroce tra IDV e PRC, tra Di Pietro ed Agnoletto, per il posto in prima fila in Lombardia 1.Osservo basito le candidature catapultate sui territori che scavalcano ovunque i rappresentanti locali a favore dei segretari di partito e loro fedelissimi, tutti ben protetti e blindati in un minino di 3 circorscrizioni sciascuno.Constato che nomi meritevoli sono stati messi da parte o relegati in posizione di riempilista al solo scopo di portare acqua al mulino delle élite da garantire.E mi convinco sempre più di aver fatto la scelta giusta rifiutando, nella mattina del 14 gennaio la proposta che mi veniva avanzata da Ingroia, tramite il suo segretario. Proposta di candidatura al 4° o 5° posto nella circoscrizione Lombardia 1, dietro i rappresentanti dei partiti, oppure di capolista al Senato in Lombardia.

Alla richiesta di motivare il mio rifiuto, rispondevo che non condividevo il metodo utilizzato nella definizione delle liste, che la presenza di politici di vecchio corso aveva compromesso il progetto nato da Cambiare si Può e che non ero disponibile a mettere la mia faccia, il mio impegno ventennale sul territorio, nonché la credibilità di cui godo nei movimenti e nelle associazioni che ho contribuito a fondare (Stop al Consumo di Territorio, Forum Salviamo il Paesaggio) o in cui ho operato (Comuni Virtuosi, Rete Comuni Solidali) al servizio di politici e partiti che con le sole loro forze non sarebbero mai in grado di rientrare in Parlamento.

 
ITALIANO ADESSO PARLI ANCORA ? PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Venerdì 18 Gennaio 2013 00:40

ITALIANO ADESSO PARLI ANCORA ?

in germania un operaio guadagna due volte lo stipendio di un italiano,il costo della vita e' un terzo che da noi,eppure c'e'  chi afferma la vita da loro sia molto piu' cara......

 

 
Genova e il suo territorio, Città metropolitana o Regione urbanizzata? PDF Stampa E-mail
Scritto da Sonia Zarino   
Giovedì 17 Gennaio 2013 14:50

Sonia Zarino.jpgNel 2013 la Provincia di Genova cesserà di esistere per essere sostituita dalla corrispondente Città metropolitana. Un fatto indubbiamente epocale che sancisce anche amministrativamente una sempre maggiore interdipendenza tra la città di Genova ed i territori ad essa limitrofi.Nel caso in oggetto ci troviamo in presenza di un’area dalle caratteristiche molto differenziate, dove sono compresenti zone ad alta e a bassa densità urbanistica caratterizzate dalla presenza di un comune capoluogo (composto a sua volta di quartieri dalla fisionomia sociale e fisica molto ben definita) e da altri comuni (costieri e collinari) non necessariamente contigui a Genova, costituenti un sistema policentrico di aree più o meno “forti” in termini economici e di servizi caratterizzato da relazioni economiche, culturali e sociali tra loro integrate e da interessi che oltrepassano i singoli confini comunali. Il capoluogo genovese è, sempre più marcatamente, il baricentro di questo sistema policentrico, per via dell’alta concentrazione di attività economiche, e di servizi pubblici e privati. Nel corso del tempo in tutta quest’area si è andata affermando una forte esigenza di fruizione comune di servizi generali essenziali per la vita sociale (si pensi, ad esempio, ai trasporti pubblici, alle funzioni legate all’istruzione, alla cultura, alla sanità, ecc.) al punto che praticamente l’intero territorio provinciale si configura come un unico complesso, strettamente integrato. L’aumento del prezzo delle abitazioni, verificatosi a più riprese sia nel capoluogo, sia nei centri rivieraschi,  ha in molti casi provocato l’espulsione degli abitanti a reddito medio-basso  dalle zone cittadine più pregiate verso aree meno costose, ma decisamente più decentrate.Parallelamente, si è assistito ad un sempre più accentuato affermarsi del fenomeno del pendolarismo, motivato dalla maggiore mobilità dei cittadini della provincia per motivi di lavoro e di studio, e, sempre più frequentemente, anche per assistenza familiare e fruizione del tempo libero.

 
L'orrore nascosto di Tokio, la capitale è contaminata come Fukushima PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Sabato 12 Gennaio 2013 13:27

Giappone nucleareFuga da Tokyo: nel silenzio generale dei media, la capitale giappone scopre di essere gravemente contaminata dalle radiazioni della centrale nucleare di Fukushima, al punto da aver provocato l’anomalo surriscaldamento del suolo e del fondale marino. Notizie sconcertanti, che Debora Billi ricava dal “Washington Blog”, una delle fonti americane più informate sui fatti di Fukushima: il newsmagazine statunitense ha sempre riportato in tempo reale, fin dai tempi del disastro, le anticipazioni del giapponese “EneNews”. Alla fine del 2012, il “Washington Blog” fa il punto sulla situazione a Tokyo proprio in base ai moltissimi dati di “EneNews”, giungendo ad una serie di inquietanti conclusioni. Una su tutte: nella baia di Tokyo, il cesio è persino più alto di quello di Fukushima e quasi tutto il fondale del mare che bagna la capitale nipponica sarà contaminato entro il 2014.

«Tokyo – prosegue Debora Billi, citando i due media indipendenti – sta continuando a subire un fallout radioattivo 5 volte superiore a quello delle prefetture più vicine a Fukushima». Secondo il “Japan Times”, l’area metropolitana di Tokyo è una bomba a tempo: «Gli esperti avvisano dell’accumulo della contaminazione da Fukushima, e del potenziale disastro al secondo più grande lago giapponese». Poi il suolo: il terreno di Tokyo è così caldo che dovrebbe essere mandato in una discarica per rifiuti speciali, sostengono i tecnici. «Secondo un esperto giapponese – aggiunge la Billi – oltre alla fuga dalle prefetture vicine a Fukushima, sempre più cittadini stanno abbandonando Tokyo». La “fuga” dalla capitale del Sol Levante sarebbe ormai un fenomeno riscontrabile: gli abitanti della megalopoli ormai hanno paura e non si fidano più della verità ufficiale

 
La lotta, quella vera, comincia adesso,storia di un suicidio politico annunciato PDF Stampa E-mail
Scritto da Mario Michele Pascale   
Lunedì 07 Gennaio 2013 23:29

Mario Michele PascaleI socialisti non presenteranno liste. Un insignificante manipolo di unti dal signore verrà candidato con il PD. Il nostro segretario non ha neanche convocato di nuovo la segreteria nazionale, ritenendo di aver avuto un mandato tacito, con la sola eccezione di Franco Bartolomei, (senza neanche l’ombra di un voto, ovviamente) per proseguire sulla strada dell’accordo.Non ne voglio fare un dato numerico, anche se è evidente che siamo di fronte ad un cattivo affare, bensì politico. La confluenza nelle liste dei democrats avviene solo ed esclusivamente su criteri numerici, non essendo accompagnata da un orizzonte di avvicinamento, da parte del Pd, al socialismo europeo ed ai nostri valori, né da uno straccio di mea culpa sul veltronismo. Avviene senza politica. Rosy Bindi, per farla breve, continuerà a sputare veleno sul socialismo, come se niente fosse. Destino dei nostri candidati, qualora eletti, sarà quello di asciugarsi continuamente la faccia dal cattolico sputazzo, sempre che, nella logica del “Parigi val bene una messa”, sotterrando ogni forma di dignità, non si decida che, in fondo, va bene così.

Vi è anche un livello etico da prendere in considerazione. Tutti noi militanti siamo stati frustati per presentare, alle scorse amministrative, le nostre liste. Ne siamo stati onorati ed abbiamo combattuto battaglie impari. I nostri forzi, ci dissero, avrebbero dato nuova linfa al partito.

Ultimo aggiornamento Lunedì 07 Gennaio 2013 23:43
 
Dal decreto di Ferragosto alla tariffa di Capodanno. Ovvero come uccidere la Democrazia durante le vacanze PDF Stampa E-mail
Scritto da acquabenecomune.org   
Giovedì 03 Gennaio 2013 20:22

 

COMUNICATO STAMPA
Dal decreto di Ferragosto alla tariffa di Capodanno. Ovvero come uccidere la Democrazia durante le vacanze

l'Autorità per l'Energia Elettrica ed il Gas ha approvato il nuovo Metodo Tariffario Transitorio 2012-2013 per il Servizio idrico Integrato sancendo, nei fatti, la negazione dei Referendum del Giugno 2011, con cui 27 milioni di cittadini italiani si erano espressi per una gestione dell'acqua che fosse pubblica e fuori dalle logiche di mercato.Già il Governo Berlusconi, solo due mesi dopo i referendum, aveva varato un decreto che, reintroducendo sostanzialmente la stessa norma abrogata, avrebbe portato alla privatizzazzione dei servizi pubblici locali. Tale decreto è stato poi dichiarato incostituzionale.
In egual modo l'Autorità vara una tariffa che nega, nello specifico, il secondo referendum sulla remunerazione del capitale e lascia che si possano fare profitti sull'acqua, cambiando semplicemente la denominazione in "oneri finanziari", ma non la sostanza: profitti garantiti in bolletta.
Ma fa anche di peggio..
Infatti, il nuovo metodo tariffario, metterà a rischio gli investimenti per la gestione del servizio idrico integrato più di quanto già non accada attualmente.

Ultimo aggiornamento Giovedì 03 Gennaio 2013 20:26
 
Reddito Minimo Garantito invito 15 gennaio 2013 a Roma PDF Stampa E-mail
Scritto da blog-over40.it   
Giovedì 03 Gennaio 2013 10:00

Reddito minimo garantito.
Un progetto necessario e possibile
Sala delle Carte Geografiche
Via Napoli, 36 Roma

In Italia solo il 27% dei disoccupati ha diritto a un sussidio mentre in TUTTI i paesi d'Europa - ad eccezione di Grecia e Ungheria- esiste un sussidio al reddito, che anche se modesto, sancisce  il principio che la disoccupazione o la difficolta' a trovare un lavoro non e' un evento personale, individuale, "un caso umano" , ma e' realmente un problema sociale, di cui lo Stato in primis deve prendersi carico. Una riforma del Welfare si rende necessaria non piu' prorogabile..

http://www.blog-over40.it/BLOG/tabid/62/EntryID/497/Default.aspx

 
I Diliberto e i Licandro della vergogna,Pdci al centro delle polemiche PDF Stampa E-mail
Scritto da Fgci Catania   
Mercoledì 02 Gennaio 2013 13:55

 

Licandro  pdciIl 29 dicembre del 2012 si è verificato a Catania un grave episodio. In occasione dell'attivo regionale degli iscritti del Partito dei Comunisti Italiani a tre iscritti, militanti della FGCI, è stato impedito l'accesso e la partecipazione alla riunione. Unica colpa di questi compagni, l'avere espresso mesi fa la propria contrarietà ad un'interlocuzione solitaria col PD, preferendo la costruzione di una lista unitaria della sinistra lavorista ed anti-liberista. Sembra incredibile come per impedire l'accesso ai compagni sia stata addirittura chiamata la DIGOS, la quale ha successivamente identificato e minacciato di denuncia i tre iscritti.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 02 Gennaio 2013 14:08
 
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