Paura dell'indagine sulla trattativa Stato - mafia?
Luciano Violante, dopo aver costruito la sua carriera politica sul giustizialismo sfrenato, oggi (o, meglio, da qualche anno, forse da quando ha cominciato ad assaporare l'idea di salire al Quirinale) sembra un allievo di Silvio Berlusconi.
Probabilmente, è preoccupato per il proseguo delle indagini sulla trattativa Stato - mafia.
In un'intervista rilasciata a ''Il Foglio'', critica duramente il procuratore aggiunto di Palermo, Antonio Ingroia, ed elogia il garantismo (cioè quello che lui, in politica, non ha mai posseduto).
''Falcone se non apriva fascicoli, era perchè sapeva che certe cose sono indimostrabili e non appartengono al lavoro del magistrato, ma piuttosto a quello dello storico o del polemista. Falcone seppe resistere alle sirene dei giornali, e persino dei politici come Leoluca Orlando, che lo spingevano 'a osare di più'. Non tutti i magistrati hanno quella tempra. Il processo penale non è un fatto di opinione pubblica''.
Un messaggio - neppure tanto velato - rivolto ad Ingroia: una sorta di invito a non perdere tempo su cose che non si possono dimostrare in dibattimento.
E se invece, al contrario, Violante - che pare abbia avuto forti vuoti di memoria, come tanti suoi colleghi - fosse preoccupato proprio dei possibili risultati che Ingroia, Nino Di Matteo, Lia Sava e Francesco Del Bene potrebbero raggiungere e dimostrare in un'aula di Tribunale?
Riflettete sul perchè Luciano Violante, in un momento delicatissimo, sceglie - su ''Il Foglio'' - di attaccare Ingroia. Un intervento disinteressato? Non credo proprio!
Apprendo, dalle fonti della comunicazione istituzionale del PSI, che è in corso un “allineamento” tra il partito socialista e L’Udc di Casini. Il nostro segretario nazionale, Riccardo Nencini, plaude ad una “alleanza tra riformisti che si richiamano al socialismo europeo e i cattolici liberaldemocratici di Pierferdinando Casini.” Mi sfugge, anzitutto, l’esistenza dei “cattolici-liberal-democratici”, chi essi siano e come facciano a servire ben tre padroni diversi contemporaneamente. Quel che vedo in Italia, intorno a Casini, è un mondo cattolico conservatore, legato a stretta mandata alle gerarchie vaticane che, in termini di diritti civili, laicità dello stato e visione dell’economia, è lontano anni luce dalla sensibilità e dalla pratica politica socialista. In secondo luogo mi crea un forte imbarazzo collocarmi nel solco del socialismo europeo e contemporaneamente “abbracciare” la fede cattolica quando, in Europa, la contrapposizione politica tra popolari e socialisti è molto forte. In terzo luogo mi perplime ancor di più il fatto che il nostro segretario voglia “portare a Bruxelles” la proposta; sarebbe, più o meno, come portare un cattolico osservante al gay pride…
Premetto che Riccardo Nencini, come nostro segretario, ha un compito arduo; il partito è piccolo, gracile e non sempre è facile governarlo. Premetto, anche, che finchè sarà il nostro segretario avrà il mio rispetto. Ma questo non può giustificare sempre tutto. Il rispetto per il “capo”, specie quando è pro tempore ed in scadenza di mandato, non può e non deve nuocere al partito, preso nel suo insieme, e al socialismo inteso nella sua globalità. Io credo che l’inciucio con Casini, la famosa “casa dei riformisti” nella versione di Nencini o “patto tra moderati e progressisti”, nella versione del leader cattolico, sia un’unione contro natura. Il “compromesso storico” lasciamolo ad altri. Del resto, in passato, lo abbiamo sempre scansato come la peste.
Dopo avere smascherato le vecchie stupidaggini da terrorismo mediatico, ora tocca sorbirsi le nuove: uscire dall'euro non sarebbe più una catastrofe monetaria, tutt'altro. Ora, secondo il Corriere, sarebbe una catastrofe politica!
L'Associazione RipuliAmo GeNova, nata dalla grande partecipazione che ha visto coinvolti nell'attività di volontariato a sostegno della città duramente provata dall'alluvione ben più di 500 ragazzi e ragazze sotto questa sigla, al tempo già attiva come Gruppo Organizzato di Volontari, continua la sua opera di Volontariato Attivo organizzando, in collaborazione con l'Associazione Figgi do Zena, supporters Genoa che festeggerà in tale occasione i 17 anni di attività , una grande cena di beneficenza nel piazzale di fronte alla Sala Chiamata del Porto, a sostegno della raccolta fondi promossa dai soci della Culmv per sostenere le popolazioni dell'Emilia Romagna colpite dal terremoto degli scorsi giorni. L'appuntamento è per SABATO 23 GIUGNO alle ore 20.00 nel piazzale antistante la Sala Chiamata del Porto. Ottima musica live ed un menù tutto emiliano, dall'antipasto al dolce, che verrà servito ad un costo accessibile, solo 15 €, affinchè la beneficenza non sia un onere e alla cena possano aderire tutti i genovesi che vogliano impegnarsi per questa causa.Il ricavato della serata verrà convertito in beni necessari alle popolazioni emiliane colpite dal recente terremoto, osservando con cura le segnalazioni ufficiali che di giorno in giorno giungono dall'Emilia.La cena è esclusivamente su prenotazione, al costo di 15 € a persona, e per effettuare le prenotazioni è necessario contattare l'Associazione all'indirizzo email ripuliamogenova@gmail.com entro e non oltre il 20 giugno."Abbiamo creato l'Associazione per proseguire nella formazione di un gruppo di Cittadini Attivi che risponda non solo alle emergenze ma che possa costantemente contribuire al miglioramento della città e alla creazione di un vero e forte senso civico nei cittadini" spiega Margherita Mereto Bosso, Presidente dell'Associazione, lasciando proseguire Yurick Balbo e Alice Barbieri, gli altri co-fondatori di RipuliAmo GeNova: "L'idea è sempre stata quella di andare oltre all'emergenza.
Intervista a Tiziana Marrone, vedova dell’artigiano che il 28 marzo si diede fuoco davanti all’Agenzia delle Entrate in via Nanni Costa a Bologna.
di Luchino Galli, blogger e mediattivista.
L’Italia è segnata dalla crisi economica e dai suicidi, oltre 1000 solo nel 2011, di lavoratori e imprenditori che ne sono stati travolti. Come fronteggiare questa drammatica emergenza sociale?
E’ una crisi che NON abbiamo voluto Noi italiani, ma una crisi che ha creato un Sistema sbagliato, che ha pensato solo ed esclusivamente alla classe politica, ai loro agi, a tutti i “manini” fatti in questi anni a Loro favore, a leggi sbagliate che sono servite solo a danneggiare la Nostra nazione! A questo proposito, credo che sia opportuno che la classe politica faccia delle rinunce, che si metta la mano sulla coscienza e che inizi a pensare a quelli che sono i VERI interessi di questo paese, che inizi a fare delle leggi che diano possibilità all’economia di ricominciare a girare, che dia possibilità agli imprenditori di investire, per far crescere le fabbriche e creare posti di lavoro. Che dia delle possibilità ai piccoli imprenditori e agli artigiani, che sono (erano, visto che chiudono tutti) la colonna portante di questo paese, di cui però il nostro Sistema ha pensato bene di non tenere conto. Il nostro Sistema, con le tasse che chiede, ha distrutto questo paese, la gente non ce la fa più, la gente ha paura, la gente non sa più come fare per andare avanti.
Tiziana, Lei ha dichiarato: “Giuseppe è una vittima del lavoro che non c’è, ma anche il bersaglio di uno Stato che non ascolta e sa solo chiedere”, “i nostri mariti sono morti di Stato, non hanno scelto di morire: qualcuno ha lasciato loro una sola scelta”. Cosa chiede alle Istituzioni?
Io, in quanto vedova, che grazie a questo Sistema si ritrova nei guai pur non avendo commesso nulla, chiederei alle Istituzioni di fare meno chiacchiere e agire in modo da fare qualcosa per le persone in difficoltà, come lo sono io oggi. Come me, ci sono altre donne che hanno figli, figli che sono rimasti senza un padre, grazie ad un Sistema che li ha portati all’esasperazione, arrivando a togliersi la vita per DIGNITA’. Una dignità che Loro NON hanno.
La gestione dell'ordine pubblico nei giorni del G8 genovese del luglio del 2001, rappresenta una ferita ancora oggi aperta nella storia recente della repubblica italiana. Dieci anni dopo l'omicidio di Carlo Giuliani, la "macelleria messicana" avvenuta nella scuola Diaz, le torture nella caserma di Bolzaneto e dalle violenze e dai pestaggi nelle strade genovesi, non solo non sono stati individuati i responsabili, ma chi gestì l'ordine pubblico a Genova ha condotto una brillante carriera, come Gianni De Gennaro, da poco nominato Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. Mentre lo Stato assolve se stesso da quella che Amnesty International ha definito "la più grande sospensione dei diritti democratici in un paese occidentale dopo la seconda guerra mondiale", il prossimo 13 luglio dieci persone rischiano di diventare i capri espiatori e vedersi confermare, in Cassazione, una condanna a cento anni di carcere complessivi, in nome di un reato, "devastazione e saccheggio", che rappresenta uno dei tanti detriti giuridici, figli del codice penale fascista, il cosiddetto Codice Rocco. Un reato concepito nel chiaro intento, tutto politico, di perseguire chi si opponeva al regime fascista. Oggi viene utilizzato ipotizzando una "compartecipazione psichica", anche quando non sussiste associazione vera e propria tra le persone imputate. In questo modo si lascia alla completa discrezionalità politica degli inquirenti e dei giudici il compito di decidere se applicarlo o meno. E' inaccettabile che, a ottant'anni di distanza, questa aberrazione giuridica rimanga nel nostro ordinamento e venga usata per condannare eventi di piazza così importanti, che hanno coinvolto centinaia di migliaia di persone, come le mobilitazioni contro il G8 a Genova nel 2001. Non possiamo permettere che dopo dieci anni Genova finisca così, per questo facciamo appello al mondo della cultura, dello spettacolo, ai cittadini e alla società civile a far sentire la propria voce firmando questo appello che chiede l'annullamento della condanna per devastazione e saccheggio per tutti gli imputati e le imputate. Per una battaglia che riguarda la libertà di tutte e tutti. Assemblea di supporto ai e alle 10 di Genova 2001 FIRMAhttp://www.10x100.it/?page_id=19
E’ per noi inaccettabile che le forze dell’ordine intervengano con la forza per disperdere un presidio di lavoratori, come è accaduto questa mattina a Basiano.Tanto quanto è inaccettabile che il bisogno disperato di un’occupazione venga utilizzato dai padroni per mettere l’uno contro l’altro i lavoratori.
I 90 che davanti ai cancelli della Galtico sono stati violentemente caricati dai carabinieri sono stati licenziati per essere sostituiti da altri disposti a lavorare per un pugno di euro e in condizioni peggiori.
Alla barbarie della prassi del “minor costo possibile” che ormai dilaga, questa mattina si è sommata la decisione - altrettanto barbara e che non vogliamo diventi prassi - di risolvere a suon di manganelli e lacrimogeni una vertenza.
Siamo con chi lotta a difesa del proprio posto di lavoro, ci battiamo per impedire che l’arma del ricatto, della “guerra tra poveri” sia strumento di dominio nei luoghi di lavoro e non permetteremo che i presidi davanti o dentro le aziende vengano considerati un problema di ordine pubblico, da risolvere con le botte.
Si chiama Gianni ma in realtà è Pinotto? Perchè? qualcuno sà indicarmi un qualche vertice nominato da AleDanno, che se non è rimasto invischiato in Parentopoli, concussioni di vario tipo è riuscito a creare un minimo di efficienza per la governance della città, un minimo di occupazione non precaria, un minimo di rientro economico per i bilanci disastrati della sua giunta? La produzione industriale di Roma è ai minimi strorici e la cassa integrazione e alle stelle! Servizi pubblici? AMA, Acea, Atac acqua da tutte le parti in termini di efficienza, trasparenza, rispetto delle leggi e delle regole! I vertici dei Vigili Urbani? I punti Verdi Qualità? Il riciclaggio di Pambianchi ex presidente della Confcommercio romana (evasione ed elusione fiscale), grazie ai buoni uffici dell Sindaco! E sicuramente stò dimenticando tante altre cose! La saga del restyling del Colosseo offerto da Della Valle? le nomine dei beni culturali? Il Festival del Cinema di Roma? Le Olimpiadi? Lo Sport Village di via Salaria? Lo spoil system in EUR spa? Il caso dell'ex terrorista dei NAR Andrini in AMA o Vattani ambasciatore di Roma con la passione per i festini nazi-rock? Le generose donazioni a Casa Pound? I suoi collaboratori e assessori, Roma li ha già provati e subiti: allagamenti, emergenza neve, aumento della mortalità di ciclisti e pedoni e disservizi per utenti studenti, anziani e pendolari per il traffico; aumento delle patologie respiratorie a causa dell'inquinamento stratosferico da PMI! Caduta verticale della qualità ed efficienza dei servizi ospedalieri (quale che sia la competenza istituzionale!), socio sanitari e trasportistici a danno dei disabili.
Lunedì scorso numerosi cittadini, Pegliesi e non, hanno lamentato il pericolo che incombe sulla storica sala cinematografica a causa dell'inizio dei lavori per la realizzazione di un posteggio interrato. Opera che farebbe scomparire l'unico cinema del quartiere, apprezzato anche nella versione all'aperto durante la stagione estiva. Il sacrificio di Platani centenari e la rivoluzione del traffico nella zona fanno, come spesso capita, da sfondo a quest'ennesima speculazione edilizia. Neppure i numerosi box tuttora invenduti in altre parti del quartiere frenano il progetto che procede, grazie al nulla osta concesso dalla Giunta appena scaduta contro il parere del Municipio e di una fetta importante di popolazione. Il Movimento 5 Stelle è "geneticamente" attento a dare voce ai cittadini che difendono il proprio territorio da speculazioni. Con la presenza di numerosi simpatizzanti, del nostro portavoce cittadino Putti e dei Consiglieri municipali appena insediati abbiamo appoggiato la manifestazione del Comitato che si propone di salvare il cinema Eden. I 5 Consiglieri comunali in occasione della prima seduta di Martedì scorso hanno, poi, sottoscritto una mozione sul tema - congiuntamente a Bruno (Fds) e Gozzi (PD) - che si spera verrà presto discussa in sede istituzionale. Il primo risultato di quest'azione congiunta dei cittadini è stato l'interessamento dell'Assessore competente (Oddone) che ha invitato il nostro Consigliere 5 Stelle Comunale Paolo Putti e quello Municipale Gabriele Fiannacca ad un sopralluogo che avverrà Lunedì 11 Giugno. Speriamo sia un segnale d'attenzione verso le istanze della popolazione e che rappresenti l'inizio di una retromarcia così che il Ponente non debba veder sacrificato al mattone uno dei pochi punti d'aggregazione culturale rimasti.