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Redazione AreaGenova
Tocchi il figlio del senatore? Niente giornali in edicola PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Giovedì 20 Febbraio 2014 10:00

dichiarazioni di Luciano Regolo, Direttore dell’Ora della Calabria:

LucianoRegolo.jpg“Sono qui oggi per testimoniare ai lettori il perchè questa mattina non hanno trovato il giornale in edicola. Ieri notte si è consumato un fatto gravissimo per la libertà di stampa, la violazione delle più elementari regole della democrazia e del vivere civile. Ultimata la lavorazione del giornale, a tarda ora, l’Editore mi ha chiesto se non fosse possibile ritirare dalla pubblicazione l’articolo relativo all’indagine in corso sul figlio del senatore Tonino Gentile, Andrea, al quale sono contestati i reati di abuso d’ufficio, falso ideologico e associazione a delinquere nell’ambito del caso Asp. Di fronte alla mia insistenza, nella difesa del diritto di cronaca, ho minacciato all’Editore stesso le mie dimissioni qualora fossi stato costretto a modificare il giornale, vanificando il mio lavoro e quello dei miei colleghi. Mentre discutevamo di questo, in mia presenza e in viva voce, l’editore ha ricevuto la telefonata del nostro stampatore Umberto De Rose, il quale, ponendosi come “mediatore” della famiglia Gentile, faceva ulteriori pressioni per convincerlo a non pubblicare la notizia, ricordandogli che «il cinghiale, quando viene ferito, ammazza tutti». Avendo io ribadito all’Editore che non intendevo in alcun modo censurare ciò che era stato scritto, ci siamo salutati.

Ultimo aggiornamento Giovedì 20 Febbraio 2014 10:29
 
Quel monito della Ue alla Bosnia. PDF Stampa E-mail
Scritto da Bob Fabiani   
Domenica 16 Febbraio 2014 21:34

 

Sono passati ormai più di dieci giorni e le proteste dei lavoratori bosniaci non accennano a placarsi. E' quanto meno significativo quello che accade lì, nelle stesse località dove, 20 anni prima, hanno vissuto le drammatiche, amare e spietate giornate della guerra interetnica, quelle giornate che hanno dissolto e sciolto - come se fosse neve al sole - la Federazione jugoslava facendola naufragare nel sangue. 
Nulla accade per caso. Quel che accade oggi, in queste settimane, rimette tutto in discussione almeno una "certa" verità sorica e politica.

 

Ultimo aggiornamento Domenica 16 Febbraio 2014 22:17
 
L'euro e Lavoisier,ovvero come ti smonto Barnard PDF Stampa E-mail
Scritto da Luca Pastura   
Domenica 16 Febbraio 2014 15:21

stampa moneta .jpgSupponiamo che fosse vero quello che Barnard afferma. Gli Stati creando moneta, perché detentori di una banca nazionale, sono autorizzati ad utilizzare il debito pubblico come leva di sviluppo industriale ed infrastrutturale.Questo consentirebbe di assumere tutti i disoccupati e creare le condizioni affinché i piccoli imprenditori possono sviluppare la propria attività; in altri termini l'equazione debito = nuova moneta costituirebbe la premessa insindacabile a garantire il volano della ripresa economica.Ovvio che molti credono a queste parole anche per la teatralità con cui il soggetto le esprime.Invero sono teorie datate ... vecchie di almeno settant'anni. Si parte ovviamente dall'uscita dell'Italia dalla moneta europea e si assume come condizione necessaria, per applicare la teoria, il ritorno alla vecchia moneta nazionale.Essendo queste farneticazioni attraenti, per un certo uditorio, nonostante il mio desiderio sia orientato verso argomenti più creativi spenderò queste poche righe per smontare definitivamente le basi teoriche della cosiddetta MMT.Supponiamo che lo Stato abbia stampato 100 monete essendo il valore unitario di ogni singolo pezzo pari ad uno. Questa è la condizione di partenza, invero l'istante in cui congelare il valore patrimoniale della nostra ipotetica nazione fittizia. Nell'istante in cui viene data scattata la fotografia in cassa rimangono 10 monete e la rimanente quota parte circola all'interno dei confini nazionali.Supponiamo che esistano tre uomini, che costituiscono la popolazione intera della nazione, un venditore di autovetture, un disoccupato e un pensionato.Poniamo che la distribuzione del circolante sia così distribuita al venditore 70 monete al pensionato 15 monete al disoccupato 5 monete.Il venditore sul piazzale della propria rimessa una vettura quel prezzo è pari a 10 monete.Il potere di acquisto del pensionato è 15/90Vogliamo ora che disoccupato possa aprire un un'attività richiedendo allo stato una dazione di 20 monete a fondo perduto.

Ultimo aggiornamento Giovedì 20 Febbraio 2014 10:50
 
Rivolta sociale e lotta di classe. La Bosnia brucia. PDF Stampa E-mail
Scritto da Bob Fabiani   
Sabato 15 Febbraio 2014 08:19

Il 5 febbraio scorso, i lavoratori della Bosnia Erzegovina, sfiancati e sfibrati, umiliati e annicchiliti da stipendi non pagati da tempo immemore e, gli altri senza  più la certezza delle pensioni, sono scesi in piazza scatenando una dura protesta ancora in atto. Tutto questo sta accadendo nella città di Tuzla, nella parte settentrionale della Bosnia. I lavoratori sono stati costretti a ricorrere allo sciopero a oltranza per protestare contro la chiusura di 5 fabbriche che, sono state privatizzate poi, come sempre accade in questi casi, le stesse fabbriche sono fallite lasciando sul lastrico intere famiglie.
La scelta dei lavoratori non è casuale: l'inizio delle proteste di Tuzla coincidono infatti con il 20°anniversario del primo, drammatico, massacro al mercato Markale di Sarajevo. uno dei tanti episodi di una guerra durissima che mandò in frantumi, all'inizio degli anni '90 dello scorso secolo, quel che restava della Federazione della Jugoslavia, almeno così come era stata intesa da Tito.
Prima che tutto crollasse sotto i colpi della crisi economica, Tuzla così come Sarajevo e, Zenica, era una delle città più industriali: non solo della Bosnia Erzegovina ma dell'intera ex Jugoslavia. Oggi è tutto diverso. Sono passati esattamente 20 anni dalla sanguinosa guerra interetnica - meglio conosciuta come "Guerra dei Balcani" - degli anni Novanta e, la storia si sta drammaticamente ripetendo.
-UN DRAMMATICO "RITORNO AL FUTURO"

Ultimo aggiornamento Sabato 15 Febbraio 2014 08:30
 
Storia di Mara,la coppia e l'ovvietà PDF Stampa E-mail
Scritto da Luca pastura   
Sabato 15 Febbraio 2014 08:10

luca pastura .jpegLa storia di una donna, un'amica, una compagna. Una casa non, non di proprietà, un lavoro una separazione e un figlio turbolento.
Un nuovo compagno, un docente intellettuale che si muove di città in città. Poi si trova, un bel giorno a decidere se seguire l'uomo in un trasferimento ovvero rimanere ancorata all'interno di quelle certezze quotidiane, palesi e opprimenti nello stesso tempo, tra le quali si staglia quel posto di lavoro, che la impegna mane e sera, fornendole una dimensione di civile inserimento in un contesto borghese in cui gli elementi dell'etica consuetudinaria appaiono incastonati all'interno di una collana che non prevede irregolarità, quasi come tante stelle fisse in una sera d'estate.
La coppia, legame uomo donna, è uno dei tanti riferimenti collaterali dell'esistenza di Mara... Quando il compagno perturba il mare calmo della relazione la donna non si assoggetta alle dinamiche aderendo alla di lui volontà , né si sottrae in modo deciso....reagisce, invero, con toni sfumati che rivelano la sfuggente alienazione di questo sistema ... cioè l'incapacità di definire correttamente i valori, intesi come variabili approssimative che puntellano i nostri riferimenti quotidiani. A proposta del fidanzato otterrà come unico risultato una crisi di coppia. Mara si sente trafitta dall'ingerenza dell'uomo che considera acquisito il trasferimento di lei, ma non si chiede, alla fine dei conti, se le cause di questa sofferenza non risiedano, a monte, nella dimensione stessa di coppia in una fase storica che non riesce a superare l'unione patriarcale.

Ultimo aggiornamento Sabato 15 Febbraio 2014 08:17
 
Aggressione a Cremaschi,chieste dimissioni Camusso PDF Stampa E-mail
Scritto da Gianfranco Belletti   
Venerdì 14 Febbraio 2014 17:02

Giorgio cremaschi.jpg
COMUNICATO DE IL SINDACATO È UN'ALTRA COSA:

Al direttivo della CGIL convocato per il 26 febbraio verrà presentata una mozione di sfiducia verso Susanna Camusso che si è rivelata incapace di tutelare i diritti e le libertà degli iscritti alla CGIL e per questo deve dimettersi.

L'esecutivo nazionale de "Il sindacato è un'altra cosa" esprime piena condivisione e solidarietà verso i compagni Giorgio Cremaschi, Nico Vox e verso tutti gli aggrediti. I compagni colpiti verranno tutelati in tutte le sedi, ma è chiaro che la responsabilità politica della segretaria generale della CGIL è enorme.Quello avvenuto è un atto senza precedenti nella vita della CGIL, dove i più aspri dissensi non sono mai stati affrontati con la violenza fisica e le minacce personali. Il senso profondamente antidemocratico dell'accordo sulla rappresentanza inquina già tutta la vita interna della CGIL, ma è evidente che qui si è passato il segno.Subito tutto il gruppo di delegati dissenzienti è stato circondato dal servizio d'ordine che impediva a Nico Vox di avvicinarsi alla presidenza. Susanna Camusso si avvicinava al gruppo e anche a lei veniva rivolta la richiesta che Nico potesse parlare, senza ricevere risposta. Si rispondeva invece dal palco dicendo che si poteva parlare in altre sedi. Alle proteste del gruppo di delegati seguiva una violentissima aggressione da parte del servizio d'ordine. I compagni venivano brutalmente spintonati, insultati minacciati. Giorgio Cremaschi veniva gettato nelle scale e solo per fortuna non ha riportato danni mentre Nico Vox doveva ricorrere all'ospedale.Una volta in sala i nostri compagni hanno seguito in assoluto silenzio la relazione e all'apertura del dibattito Nico Vox,delegato della funzione pubblica, ha chiesto di poter intervenire come unico intervento di dissenso tra i tanti già programmati.Il primo problema con il servizio d'ordine è sorto in quanto si voleva impedire ai compagni, che ne avevano pieno diritto, di accedere all'assemblea. Già lì il servizio d'ordine ha esercitato pesanti pressioni. Alla fine ai delegati è stato concesso di entrare purché lasciassero i cartelli.

Ultimo aggiornamento Venerdì 14 Febbraio 2014 17:18
 
la strategia della prevaricazione PDF Stampa E-mail
Scritto da Gianfranco Belletti   
Giovedì 13 Febbraio 2014 22:32

matteo RenziLetta lascia, domani al Quirinale Renzi, nuovo governo fino 2018,dentro queste telegrafiche parole una svolta che non si puo' accettare,negare le elezioni e blindare un percorso in modo antidemocratico oltre che impopolare,fa capire che i metodi equivoci li impone qualcun altro e non il 5stelle.

Vendola: “Governo Renzi inquietante, sarebbe manovra di palazzo”
“Il modo con il quale nascerebbe un governo Renzi è davvero inquietante. Si tratta di una manovra di palazzo, di una lotta per il potere, di una guerra fratricida”. E’ questa l’opinione di Nichi Vendola intervistato da Radio Anch’io. “Siamo molto lontano – ha aggiunto il leader di Sel – da quanto Matteo Renzi ci aveva promesso. Lui e Letta sono persone perbene, ma il problema è l’agenda di governo. Chiuso il ciclo di Berlusconi, hanno consentito che risuscitasse e Monti come Letta hanno prodotto austerità e povertà nel Paese”. Secondo il governatore della Puglia, Sel è “antropologicamente inconciliabile con il Ncd, che sono diversamente berlusconiani. Non siamo di fronte ad un cambiamento nella vita del governo, ma in piena continuità, a parte gli effetti speciali di Renzi”.

Ultimo aggiornamento Giovedì 13 Febbraio 2014 22:45
 
Viva Cristicchi e il revisionismo storico PDF Stampa E-mail
Scritto da Luca pastura   
Mercoledì 12 Febbraio 2014 06:39

Luca pastura

Siamo ritornati agli staterelli del 1914: Serbia, Croazia, Montenegro, macedonia…… Le lancette della storia hanno invertito drasticamente la direzione; un uomo, che fosse stato ibernato agli inizi del 1900, non farebbe fatica a ritrovarsi, oggi, in una terra europea che sempre di più assomiglia a quel continente dilaniato dai nazionalismi, dalla violenza e dalla crisi economica dei primi anni del secolo scorso...
Ma i nostri intellettuali, o presunti tali, cosa fanno?...ovvio! spettacoli... Nei quali esaltano l'eterna patriottarda bandiera, dimentichi di un passato in cui si esibivano cantando di canzoni di capelli, e di cespugli sulla testa.
In una dimensione generazionale che ignora chi fossero i fratelli Cervi, Sophie Sholl, i morti di marzabotto, ustica, il cermis, e chi più ne ha più ne metta, si costruiscono i templi della memoria storica accomodata .. Che portano, come di consueto al mito dell'italiano brava gente...

Ultimo aggiornamento Mercoledì 12 Febbraio 2014 09:45
 
Dai da bere agli assetati ... Con venti centesimi PDF Stampa E-mail
Scritto da Luca Pastura   
Mercoledì 24 Luglio 2013 20:33

Luca pssturaUna domenica al Santuario della Madonna della Guardia, sulle alture della Genova ponentina, per offrire le candele votive.. Io personalmente in veste di accompagnatore, incuriosito, per la freschezza del luogo, la lentezza dei passi affannosi di anziani e giovinetti portati per mano, dall'assieparsi di automobili di robusta e patrizia fattura, lungo l'aspra salita che dovrebbe essere ascesa in ginocchio, con la forza della speranza e della preghiera.
Il desiderio dell'uomo di metafisica, a buon mercato, intarsiata di orpelli e bigiotteria, di marmellate trappiste e di libri della novena, rinfrescati da robuste iniezioni di fredda ventilazione che l'anziana venditrice spaccia per deumidificazione.
C'è voglia di sacralità borghese, sul praticello chiazzato della piazzetta principale, antistante il santuario dove i Papi alloggiano nelle notti genovesi, quando l'elicottero bianco atterra sulla lettera acca, scolorita anch'essa, nel cerchio di cemento.. È in mezzo, radi altoparlanti, muti, come silenziosa e dolorosa è l'attesa di una parola cara, dolce di un nonno, di una madre o di un figlio perduto, lungo questi viali che odorano dell'incenso dei grassi porporati e di profumi basso costo di anziane comari.
Nel frattempo, famelico, appare un bar, uno dei tre o quattro, nell'area di parcheggio dei pullman...Ci avviciniamo per due caffè da banco.. Un anziano guarda nel vuoto, la penombra degli interni contrasta con la luce accecante della piazza.. Ho sete .. Chiedo dell'acqua del rubinetto e immantinente pago due euro .... più venti centesimi per l'acqua ...
Il miracolo è terminato.. Ritorno alla macchina in direzione ipercoop... Tra questi scoloriti rossi mi sorseggio la birra dell'empio.
Luca Pastura

 
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