Puntiamo a un calo di ricorsi al giudice, 5% come in Germania, ha detto Fornero spiegando che a questo si deve puntare e sottolineando che l'accordo individuale tra azienda e lavoratore deve essere la prima strada,benissimo allora mi sembra il caso di rinfrescare alla signora e a chi abbia l'intenzione di approfondire la tematica,di come stanno le cose in Germania ,sono sincuro non mancheranno le sorprese ,soprattutto nel comprendere la dimensione assai presupponente delle dichiarazioni della Fornero e molte sue pretestuosita',in rimessa delle evidenze che rendono assai difficoltosa se non impossibile una liquidazione dei rapporti superficiale o comunque non suffragata da gravi motivi che passano inevitabilmente al filtro di terzi nella loro valutazione. Appena due anni dopo l´ entrata in vigore del Grundgesetz (Costituzione federale), nella RFT e´ stato emanato il Kündigungsschutzgesetz (KSchG), sottoposto ad una profonda revisione nel 1969 e piu´ volte modificato anche negli anni successivi.Nella prima parte di questa legge vengono disciplinati i licenziamenti in genere, nella seconda i licenziamenti degli appartenenti al “Betriebsrat” e alla “Personalvertretung”, nella terza parte sono previsti gli adempimenti (obbligatori) a carico dei datori di lavoro in caso di licenziamenti nonche´ le norme procedimentali da seguire. Il legislatore ha poi operato due distinzioni fondamentali tra “ betriebsbedingte Kündigung” e “sozial ungerechtfertigte Kündigung”, a seconda che il licenziamento venga disposto per motivi “aziendali” o meno nonche´ tra “Kündigung in Betrieben privaten Rechts” e “in Betrieben und Verwaltungen öffentlichen Rechts”.
Interrogazione a risposta scritta Al Presidente del Consiglio dei Ministri, e ai ministri dell’Economia e Finanze, dell’Ambiente, Tutela del Territorio e del Mare, degli Affari Regionali, della Pubblica Amministrazione e al Ministro dell’interno – per sapere – premesso che:
- il 13 giugno 2003 la Regione Calabria ha stipulato una Convenzione con SoRiCal S.p.A. a cui ha affidato mandato di gestire, per un periodo di 30 anni, il complesso infrastrutturale delle “Opere idropotabili regionali” ed il connesso servizio di fornitura all’ingrosso ai Comuni e ad alcuni altri Enti;
- la SoRiCal S.p.A. è una società a capitale misto, pubblico/privato, per la gestione dell’approvvigionamento e la fornitura all’ingrosso dell’acqua ad uso potabile sul territorio della Regione Calabria il cui capitale sociale è detenuto: dalla Regione Calabria per il per il 53,5% e da Veolia – General des Eaux, multinazionale francese, per il 46,5%;
- l’articolo 13 della legge n. 36/94, recante “Disposizioni in materia di risorse idriche”, prevedeva l’elaborazione di un “metodo normalizzato” per la determinazione della tariffa del servizio idrico;
- nell’attesa di determinare o applicare il “metodo normalizzato”, la legge n. 172/95 stabiliva che il compito di fissare i criteri per l’adeguamento tariffario spettava al CIPE mentre gli adeguamenti tariffari erano di competenza esclusiva del legislatore statale;
Risolto, almeno per il momento il caso Grecia, é la Spagna il paese che provoca non poche preoccupazioni nella zona euro. Recessione, finanze pubbliche pressoché inesistenti, clima sociale in fermento: é il quadro generale cui é chiamato ad agire, ed in fretta, il primo ministro Mariano Rajoy. E intanto i mercati finanziari sparano azero con lo spread che vola ai massimi. La crisi nella penisola iberica significa una crescira negativa per l'economia che secondo le previsioni dovrebbe essere in clao dell'1,7% su base annua, mentre i debiti verso le banche ammontano aoltre il 201% del prodotto interno lordo. Una situazione che non lascia certo spazio all'ottimismo cui si aggiunte il tasso esponenziale della disoccupazione giovanile. Le prospettive di un ripresa dell'occupazione sono molto deboli come dimostra lo stato del settore immobiliare. Un comparto quest'ultimo che da sempre é stato il traino dell'ecconomia ibeirca: oggi, invece, i cantieri edilizi sono merce rara. E la Banca di Spagna non é certo stata tenera con gli investitori: insomma alla vigilia della finanziaria si apre un cpaitale difficile per il governo Rajoy
LINCE, COMELLINI (PDM): LUNEDI CONSEGNERO’ ALLA PROCURA DI CIVITAVECCHIA COPIA NOSTRI ATTI DI SINDACATO ISPETTIVO
ROMA, 23 marzo 2012
Il provvedimento di sequestro un Vtml “Lince” disposto dalla Procura di Civitavecchia permetterà agli inquirenti di fare finalmente chiarezza sui tanti decessi di militari avvenuti a cusa del ribaltamento del mezzo in dotazione alle Forze armate. Più volte con numerose interrogazioni presentate dal deputato radicale Maurizio Turco, cofondatore del Pdm, abbiamo chiesto al Ministro della difesa di avviare scrupolose indagini sulla sicurezza del mezzo in ogni condizione di impiego operativo, per questo motivo voglio segnalare alla Procura inquirente l’atto di sindacato ispettivo n. 4-04607 dello scorso 19 ottobre 2009 sul caso di un incidente occorso durante una fase di addestramento. Lunedì 26 marzo mi rechero', in mattinata, presso la Procura di Civitavecchia per consegnare copia delle 12 interrogazioni presentate da Turco, affinché sia il magistrato a chiedere alla Difesa se durante i collaudi, le fasi d’istruzione ed esercitazioni, o missioni operative, i mezzi Lince abbiano presentato problemi, ovvero quanti incidenti si siano verificati e per quali cause.”
DI Salvatore Cannavò Doveva essere l'ultimo punto della riforma e invece l'articolo 18 è l'elemento regolatore dell'iniziativa del governo. Ecco quindi che abbiamo selezionato 18 domande che aiutano a spiegare le modifiche in programma.
1) E' vero che l'articolo 18 varrà per tutti? Il governo dice che è esteso anche alle aziende con meno di 15 dipendenti la regolamentazione del cosiddetto licenziamento discriminatorio determinato “da ragioni di credo politico o fede religiosa, dell'appartenenza ad un sindacato e dalla partecipazione ad attività sindacabili” o per “discriminazione sindacale, politica, religiosa, razziale, di lingua o di sesso, di handicap, di età o basata sull'orientamento sessuale”. In questi casi il licenziamento è nullo, cio è è come se non fosse mai esistito e, in forza dell'articolo 18, si viene reintegrati al posto di lavoro. Ma la sua applicabilità per tutti i lavoratori a prescindere dal numero dei dipendenti di una determinata azienda era stata già stabilita dalla legge 108 del 1990
2) Ma è possibile che un licenziamento discriminatorio venga camuffato da licenziamento economico o disciplinare? E' quello che avviene nella maggiorparte dei casi. L'impresa, ad esempio, dichiara di avere esubero di personale, o riduzione dl fatturato, e licenzia quel lavoratore o quella lavoratrice che a suo giudizio non rende abbastanza o magari è troppo vicina al sindacato o altro ancora. Può succedere che quel posto di lavoro soppresso venga successivamente offerto a un altro dipendente. Se il lavoratore licenziato, a regime attuale, fa ricorso contro il licenziamento ingiustificato – perché in effetti il posto di lavoro è occupato da altri – e vince viene reintegrato con il pagamento degli stipendi arretrati. Con le norme del governo Monti, invece, se ottiene soddisfazione dal giudice al massimo beneficierà di indennizzo compreso tra le 15 e le 27 mensilità.
3) Ma c'è anche una terza gamma di licenziamenti, quella disciplinare. Cosa vuol dire? Si tratta di quei licenziamenti definiti per giustificato motivo soggettivo e/o per giusta causa, riconducibili a presunti inadempimenti contrattuali o comportamenti illeciti del lavoratore. Attualmente il giudice, ove ritenga che i fatti addebitati siano inesistenti, ovvero che il licenziamento sia una sanzione non proporzionata all’infrazione, nelle aziende con più di 15 dipendenti ordina la reintegrazione, mentre in quelle con meno di 16 condanna ad un’indennità non superiore alle 6 mensilità. Da domani, invece, il giudice potrà scegliere tra reintegro e indennizzo, in questo caso compreso tra le 15 e le 24 mensilità.
l Dipartimento della difesa ha reso noto che a partire della primavera 2012, due brigate di US Army verranno inviate in Afghanistan per sostituire alcuni reparti impegnati da mesi nelle operazioni di guerra
Antonio Mazzeo
Torneranno presto nell’inferno afgano i soldati USA di stanza a Vicenza. Il Dipartimento della difesa ha reso noto che a partire della primavera 2012, due brigate di US Army verranno inviate in Afghanistan per sostituire alcuni reparti impegnati da mesi nelle operazioni di guerra. Si tratta della 173^ brigata aviotrasportata attualmente ospitata a Camp Ederle (Vicenza) e della 12th Combat Aviation Brigade di Katterbach, Germania. In vista della nuova missione bellica, oltre 3.600 uomini della 173^ brigata hanno completato un complesso ciclo addestrativo nel poligono tedesco di Hohenfels. Saranno invece 2.400 gli uomini della 12^ brigata da combattimento di US Army che raggiungeranno l’Afghanistan.
I militari USA di Vicenza sono impegnati pure in due sanguinosi fronti di guerra del continente africano: in Somalia, in qualità di consiglieri della forza multinazionale dell’Unione africana intervenuta contro le milizie degli shebab; in Uganda, nella guerra scatenata contro gli ultimi gruppi ribelli del Lord’s Resistance Army di Joseph Kony. Appartengono tutti ad US Army Africa (USARAF), il comando di US AFRICOM che coordina gli interventi dei reparti di terra nel continente nero.
Prevedere la sola sanzione economica in luogo della reintegrazione lascia spazio a facili abusi, potendosi “battezzare” come licenziamenti economici anche quelli che trovano invece le loro ragioni altrove.
Alberto Piccinnini*
Cercando di districarsi nella girandola di informazioni che noi comuni mortali ritroviamo nei vari organi di stampa, un primo punto sembra incontroverso: i nemici da sempre dell’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori ritengono di avere l’opportunità di portare a casa un ricco bottino. Nonostante questo rivelano un’incontenibile avidità che sembrerebbe non farli accontentare neppure di risultati fino a pochi mesi fa assolutamente impensabili. Ma andiamo ad esaminare nel dettaglio le tre fattispecie sulle quali ruotano le più disparate ipotesi di “manutenzione” (= depotenziamento) dell’art. 18.
Licenziamento discriminatorio. Su questo anche i più agguerriti falchi sono disposti a concedere la sopravvivenza della reintegrazione nel posto di lavoro, così come prevista dall’attuale articolo 18. Non si illuda l’ingenuo lettore che si tratti di una generosa concessione: in tutti i Paesi del mondo i comportamenti discriminatori sono sanzionati pesantemente e per quanto riguarda, nello specifico, il licenziamento disciplinare, va detto che in concreto i casi in cui un giudice abbia potuto accertare la natura discriminatoria del recesso sono rarissimi. L’onere di dimostrare l’intento discriminatorio incombe infatti sul lavoratore, che in un atto individuale non può neppure fare ricorso ai dati statistici, utilizzabili invece nelle sole discriminazioni collettive. Bisogna quindi aver la piena consapevolezza che questa “concessione” altro non è che uno specchietto per le allodole.
La Grecia sta diventando il laboratorio per sperimentare un caso limite di ingegneria sociale neoliberista. I termini del nuovo pacchetto di salvataggio offerto dall’Unione Europea, dalla Banca Centrale Europea e dal Fondo Monetario Internazionale, la cosiddetta Troika, sono simili a un bombardamento a tappeto su ciò che rimane dei diritti sociali collettivi e rappresentano un drastico tentativo di riportare indietro sino agli anni ’60 i livelli salariali e la situazione occupazionale.
Nei termini dei nuovi accordi i seguenti drastici cambiamenti sanno per essere messi ai voti:Il salario minimo, che sino ad ora era determinato dai termini del Contratto Nazionale Collettivo di Lavoro sottoscritto dalla confederazioni sindacali e dalle associazioni degli imprenditori, sta per essere ridotto al 22%. Per i nuovi assunti sotto i 25 anni la riduzione arriverà al 32%. E questo colpirà immediatamente circa il 25% della forza lavoro complessiva in Grecia. Come se non bastasse, gli scatti d’anzianità (gli incrementi salariali determinati dagli anni di esperienza di lavoro) stanno per essere congelati.
ROMA: CARICATI E FERITI MANIFESTANTI AL CIPE USB, PIENA SOLIDARIETÀ. BASTA REPRESSIONE
Circa 100 manifestanti dei movimenti per il diritto all'abitare sono statati caricati a Roma dalle forze di polizia e, dopo essere stati identificati, rimangono circondati in via della Mercede. 4 persone sarebbero state fermate; uno dei manifestanti è ferito, un altro ha accusato un malore, ma ancora non ricevono soccorso. L'iniziativa ha avuto luogo di fronte agli uffici del CIPE, Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica, che proprio oggi doveva stanziare i 20 milioni per le "compensazioni" per la TAV richieste dal Presidente della Regione Piemonte Cota. I movimenti intendevano così protestare contro l'uso di denaro pubblico in opere, come la TAV Torino-Lione, inutili, faraoniche ed osteggiate dalle popolazioni locali, mentre in tutta Italia l'emergenza abitativa è pesantissima, vengono tagliati servizi essenziali, non si finanzia il diritto al reddito e al lavoro. L'Unione Sindacale di Base esprime solidarietà ai manifestanti, di cui condivide in pieno le ragioni, e denuncia la aggressività repressiva delle forze di polizia che, a fronte del via libera da parte del governo Monti, impediscono ogni forma di dissenso e di conflitto....continua