Prima volta in tanti anni in cui mi sveglio un primo maggio senza prepararmi per partecipare agli usuali rituali che caratterizzano in questa data noi sinistrosi,al solito caffe' di routine e all'entusiasmo di vedersi profilare finalmente una bella giornata fare capolino , non si e' posticipato altrettanto desiderio di partecipare al corteo. Inutile bloccare il passo ad un certo nichilismo nelle considerazioni,frenare una disistima crescente verso ritualita' e aggregazioni su cui si dipanano identita' ormai spurie e poco convincenti, ristrette giusto a quello,ad una riunione dell'alveo dove la mascherina di rito sparera' la sua retorica a tutto spiano sul palco allestito per l'occasione.Qualcuno dice sia utile al processo di accorpamento e identificazione....Dai palchi li si sente da anni proporre giusto colpi a salve che tuonano sul percorso emotivo del momento,peccato non faccia seguito alcun riscontro che poi avvalli o dia credito alle intenzioni verbali.A qualcuno piace sognare sempre e comunque,personalmente lo ritengo davvero inutile visto il momento. Non mi bastava di sicuro prima ,per portare fiducia,il semplice sventolio di una bandiera,che di comune ha il rosso,ma ha sin troppe correnti che lo sbiadiscono e altrettanti interessi personali di esposizione dei singoli che con quelli collettivi hanno ben poco a che fare. Il marxismo e' agonizzante per colpa dei marxisti ,non ha esaurito di sicuro la sua carica vitale, non e' per niente obsoleto ,semmai ci si deve arrendere all'evidenza che manca anche quel minimo di onesta' intellettuale e spirito solidale indispensabili nel far proposizione da parte di troppi,fatto che lascia l'amaro in bocca e fa capire sia ormai davvero ridicolo far finta di niente,partecipare agli appuntamenti,passarsi il momento senza troppe domande per poi rigirare le chiappe e tornare alle proprie routine. Se le domande invece te le fai ,non puoi negarti ,che chi in questi eventi urla minacciose profusioni di lotte e battaglie contro chi lede diritti e garanzie,quali oltretutto lo sa solo lui ,visto il panorama devastante che li vuole ormai praticamente inesistenti e completamente inerziati,non e' altro che un disinnesco di sistema a sua volta , ha fallito proprio lungo il percorso rivendicativo il suo compito e non ha alcun interesse a fare della piattaforma una entita' viva e pulsante capace di autoreferenziarsi sui percorsi di rivalsa,visto che a troppi ,se non tutti ,interessa solo proporla una referenza ,la loro.... e quanto disastrosa e disinnescata sia lo spiega il presente.......
in germania un operaio guadagna due volte lo stipendio di un italiano,il costo della vita e' un terzo che da noi,eppure c'e' chi afferma la vita da loro sia molto piu' cara......
I socialisti non presenteranno liste. Un insignificante manipolo di unti dal signore verrà candidato con il PD. Il nostro segretario non ha neanche convocato di nuovo la segreteria nazionale, ritenendo di aver avuto un mandato tacito, con la sola eccezione di Franco Bartolomei, (senza neanche l’ombra di un voto, ovviamente) per proseguire sulla strada dell’accordo.Non ne voglio fare un dato numerico, anche se è evidente che siamo di fronte ad un cattivo affare, bensì politico. La confluenza nelle liste dei democrats avviene solo ed esclusivamente su criteri numerici, non essendo accompagnata da un orizzonte di avvicinamento, da parte del Pd, al socialismo europeo ed ai nostri valori, né da uno straccio di mea culpa sul veltronismo. Avviene senza politica. Rosy Bindi, per farla breve, continuerà a sputare veleno sul socialismo, come se niente fosse. Destino dei nostri candidati, qualora eletti, sarà quello di asciugarsi continuamente la faccia dal cattolico sputazzo, sempre che, nella logica del “Parigi val bene una messa”, sotterrando ogni forma di dignità, non si decida che, in fondo, va bene così.
Vi è anche un livello etico da prendere in considerazione. Tutti noi militanti siamo stati frustati per presentare, alle scorse amministrative, le nostre liste. Ne siamo stati onorati ed abbiamo combattuto battaglie impari. I nostri forzi, ci dissero, avrebbero dato nuova linfa al partito.
Si iniziano a vedere le cime delle montagne imbiancate ,si inizia a sentire l’odore del Natale nell’aria,impazzano le prima immagini di ghirlande e alberi di Natale colorati,video dove vediamo tutto il buonismo del mondo che nessuno ci regala mai nella realtà però. Immagini di pace che fanno anche stare bene il cuore se non fosse che restano solo immagini il più delle volte purtroppo. Momenti che non dovrebbero limitarsi a restare tali ma che andrebbero cercati e ricreati durante l’anno più volte altrimenti se non è Natale tutti i giorni non lo è mai. Si sentono discorsi,se sentono desideri espressi e non ,si sentono progetti di veglioni e serate illuminate,le vetrine si stanno allestendo per questo spettacolo che fra poco vedrà tutti smaniosi di mania di protagonismo almeno per una sera che poi sarà una sera come tante a parte la musica assordante e le chiacchiere che non danno ne tolgono valore aggiunto alla circostanza. L’importante sarà arrivare in questi locali,con l’abito più bello,con il sorriso più finto disegnato sulle labbra dal rossetto modaiolo del momento,tutti felici sempre e comunque intanto che il mondo va a rotoli. Tutte le volte si diventa buoni a convenienza,come per espiare l’indifferenza di cui ci si è travestiti per i restanti 364 giorni dell’anno,tutte le volte si guarda al mondo con occhi caritatevoli ma non appena si spegne la magia si sprofonda nella solita arrogante pantomima di una vita vissuta solo preoccupandosi di se stesso e della propria isola felice che nessuno si deve permettere di toccare. Perché deve arrivare Natale e si deve respirare l’odore di zucchero e agrumi per rendersi conto di avere ancora qualche sentimento buono da donare? Perché rientriamo nei ruoli e nella vita quasi come se ci vergognassimo di aver mostrato di avere un cuore? Perché non si sceglie mai di far continuare a lungo quella sensazione di benessere che si avverte in questo periodo donandosi a chi ha bisogno di noi tutto l’anno e non solo una sera? Bella la sensazione di calore che si respira all’interno delle case,belli i colori ,profumate le spezie che riempiono con i loro aromi l’aria delle stanze,un sogno,un’angolo di mondo tutto nostro,la voglia di sentire di quanto amore siamo dotati e di quante persone lo ricevono e c’è lo donano ma fuori??? Fuori dalle porte delle nostre case cosa c’è? Abbassate mai lo sguardo quando camminate e rischiate di schiacciare a causa della fretta con cui vi recate a lavoro chi una casa ed un lavoro non lo possiede più?,quante notti a fare da tetto a queste persone vi sarà sempre e solo il cielo?
Cari candidati : Sapete meglio di me che le previsioni per le prossime elezioni danno il PD come primo partito non tanto, o non solo, per quello che avete fatto o per quello che proponete, quanto per il crollo del berlusconismo, che voi non avete aiutato con grande entusiasmo. Perché essere di sinistra, non è dirlo di se stessi, e neanche dire qualcosa di sinistra, anche se ogni tanto non sarebbe male, ma comportarsi di conseguenza, per esempio quando si vota. A me come a tante altre persone piacerebbe poter rivotare per un partito “serio”, ma avremmo bisogno di una dimostrazione di buona volontà, un impegno serio, appunto.
Vi chiedo di esprimervi pubblicamente sulla seguente questione che riguarda una piccola votazione, ma che in questo momento è essenziale per capire quanto volete fare per provare a ricostruire questo nostro disastrato paese. In quest’ultimo anno si sono moltiplicati i casi di un uso perverso e delinquenziale dei fondi dati dallo Stato ai nostri rappresentanti, in Parlamento, nelle regioni, nelle amministrazioni. Eppure tre anni fa c’era stato un segnale per una possibile svolta.
Nel luglio del 2009 i deputati Giovanni Bachelet (PD) e Rita Bernardini (radicale-PD) fecero mettere in votazione una mozione per la trasparenza nell’uso che i parlamentari fanno dei soldi dello Stato. Proposero che la somma versata ai deputati per i collaboratori parlamentari più quella per i viaggi più quella per i telefoni, un totale di 5539 euro netti al mese, fosse “rendicontata”. Cioè che, come avviene per ogni spesa dello Stato, i parlamentari dovessero presentare le fatture o le ricevute fiscali che comprovassero le spese fatte. E che quelle e solo quelle fossero rimborsate. Non perché uno pensasse che quei soldi se li mettessero in tasca. Ma solo per evitare che magari li usassero per pagare in nero i loro collaboratori, o l’idraulico, o il tappezziere o l’igienista dentale, o un viaggio alle Maldive.