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Barnard : attenzione Giulietto ,non c'e' la FED.dietro alla drammaticita' della situazione PDF Stampa E-mail
Scritto da libreidee   
Domenica 20 Novembre 2011 12:33

Paolo Barnard, ospite di "Matrix" il 15 novembre 2011Non è stata la Federal Reserve, direttamente, a mettere in ginocchio l’Europa attraverso le super-banche di Wall Street spingendole a comprare i 641 miliardi del nostro debito e fidando nel fatto che poi le avremmo ripagate a suon di euro grazie al provvidenziale intervento della Bce. La manovra è stata più aggirante e raffinata: la super-finanza americana, certamente salvata dalla Fed con 29 trilioni di dollari, ha “inguaiato” le banche francesi e tedesche: sono state loro ad accollarsi il grosso del nostro debito, proprio grazie al sostegno arrivato da Wall Street. La finanza Usa non ha scommesso sull’euro, moneta zoppicante, ma sul tasso di interesse: i finanzieri americani hanno emesso a loro volta titoli di debito, i cui proventi hanno prestato a francesi e tedeschi, “sapendo” che ne avrebbero ricavato tassi maggiori.

All’indomani della comune, recente partecipazione a “Matrix”, in veste di “disturbatori eretici” nel grande dibattito sul debito pubblico, Paolo Barnard “corregge” a mezzo blog Giulietto Chiesa, che pure stima, ma ritiene abbia male interpretato le modalità dell’attacco in corso contro la cittadinanza europea.

Un complotto ordito direttamente dalla Fed che avrebbe attivato capitali per colpire l’Europa, acquisendone il debito a tasso di usura? No: piuttosto, una classica speculazione finanziaria squisitamente privata e spericolata, orchestrata dal “vero potere” attraverso le sue super-banche per accumulare miliardi, ben sapendo che poi – per rientrare dal debito – in ultima analisi l’Europaavrebbe spremuto i suoi cittadini-contribuenti, ormai prigionieri di un debito “privatizzato” e resi impotenti dalla perdita della sovranità decisiva, quella monetaria.

 

«Le mega banche americane sapevano benissimo che l’Euro non protegge proprio nulla, anzi, fa esattamente il contrario. Essendo una moneta ‘straniera’ per gli Stati dell’Eurozona, quegli Stati non possono garantire di pagare le scadenze degli interessi o il rimborso sempre puntuali, e questo è precisamente il motivo per cui tutta l’Eurozona è sfiduciata da qualsiasi investitore», mentre nessuno si sogna di attaccare il Giappone, che ha il doppio del nostro debito ma paga interessi irrisori (0,4%), «e questo solo perché ha una moneta sovrana». La speculazione che Giulietto Chiesa giustamente denuncia, scrive Barnard, «è stata architettata da investitori che non possiedono i bond dei Piigs», denominati in euro e accollati alle banche francesi e tedesche: dunque, «proprio perché non li possiedono», David Rockfellerquei bond pericolanti, gli sciacalli di Wall Street «possono scommetterci sopra e vincere», a scapito della finanzaeuropea e quindi dei cittadini dell’Eurozona vessati da un debito ormai sottratto alla sovranità pubblica.

L’appello che Barnard rivolge a Giulietto Chiesa è esplicito: a cantare fuori dal coro siamo in pochissimi, e dobbiamo stare attenti anche ai dettagli, per evitare di essere liquidati con comode smentite di carattere tecnico. «Le cose vanno studiate con una cura incredibile, esattamente come fa il Vero Potere, che non si fionda su blogs, Facebook o Twitter, ma sta sul pezzo per anni con una competenza micidiale. E poi, infatti, all’affondo devastano. Se vogliamo contrastare i colossi del Vero Potere dobbiamo essere tanto chirurgici quanto loro», resistendo alla “tentazione” di “esternare” ad ogni costo, in tempo reale, come il sistema mediatico peraltro richiede in modo incalzante.

In realtà, attraverso la mobilitazione di un gruppo come “Alternativa”, lo stesso Chiesa sta cercando da tempo di promuovere competenze diffuse, da mettere a disposizione di tutti per una lettura corretta della crisi: lettura inevitabilmente “eretica”, fino alle conclusioni sconcertanti a cui perviene Barnard nel saggio “Il più grande crimine”, che offre una chiave praticamente criminologica dell’evoluzione della finanza mondiale, frutto di un inaudito complotto ordito settant’anni fa dall’élite mondiale che non volle rassegnarsi all’avvento della democrazia: secondo questa tesi, che Barnard dettaglia al millimetro con l’aiuto di prestigiosi economisti, i nuovi Timothy Geithner, ex finanziere, ora ministro del Tesoro Usadirittidei cittadini andavano revocati nell’unico modo possibile, e cioè neutralizzando gli Stati, il loro potere di spesa e quindi la loro sovranità monetaria.

Giulietto Chiesa? Merita «un 10 e lode, e tanto di cappello», premette Barnard, perché «intuisce spesso il filone giusto di un tema scottante» e «ci si fionda con la freschezza di un trentenne», anche se «a volte perde alcuni pezzi cruciali per la strada». Problema di metodo: Bernard predilige lo studio appartato, anche a costo del silenzio e dell’isolamento. Ma sa benissimo che Giulietto Chiesa è stato «l’unico, in Italia, a livello di fama», a rinunciare ai vantaggi di una brillante carriera per «abbracciare indagini radicali, rischiose e antagoniste». E spiega: «Chiesa poteva tranquillamente scalare poltrone di potere mediatico centrali, se fosse stato come tutti gli altri. Invece da anni gira centri sociali, piazze, angusti teatri, si batte con un pubblico avventuroso e di estrtema minoranza». Lui, che era così “established” ai tempi in cui era «un grosso calibro» a “La Stampa”, e che in televisione aveva garantita «una sedia tra i protagonisti», essendo «un doppiopetto del giornalismo mainstream assai famoso». E oggi? «Lo si trova, assieme a un altro reporter come me, a farsi bastonare e ridicolizzare a “Matrix” da un fesso qualsiasi, pur di dire la verità».

Se i tanti seguaci di Giulietto Chiesa e Paolo Barnard auspicano la nascita di un fronte comune contro il “vero potere” che cospira ai danni dei cittadini, il reporter e saggista bolognese – pioniere della nuova tv con Santoro e la Gabanelli – frena: diffidente com’è nei confronti di qualsiasi “parrocchia” politica, raccomanda innanzitutto rigore scientifico. E avverte: nessuno si senta al sicuro, data la raffinata complessità del «colpo di Stato finanziario» Giulietto Chiesa 5che ha letteralmente “terminato” la democrazia in Italia, ma anche in Spagna, Portogallo, Irlanda e Grecia, «e che la terminerà in Francia e Germania».

Allarme che Giulietto Chiesa condivide, esprimendo l’urgenza drammatica di una reazione immediata, come va ripetendo in dibattiti, forum universitari e assemblee: «La cosiddetta “crisi” sarà molto più rapida e devastante di quanto immaginiamo: dobbiamo prepararci a difenderci, cominciando dalla difesa democratica dei nostri territori», attraverso una crescente mobilitazione civica trasversale che davvero non può più attendere.

 

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