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L'Iran di Dio PDF Stampa E-mail
Scritto da Ferdinando Imposimato   
Lunedì 27 Agosto 2012 10:48

L'Italia sarebbe immediatamente coinvolta nel conflitto nucleare piu' di ogni altro paese. Essa, infatti, pur non disponendo di armi atomiche, ospita ad Aviano e a Ghedi, per conto della Nato, 90 armi atomiche di cui 5 in dotazione di aerei statunitensi e 40 di aerei italiani. Cio' in base ad un accordo segreto siglato dal governo italiano. L'Italia rappresenta percio' un obiettivo nucleare dei nemici dell'America e quindi di Teheran.

L'Europa, che dovrebbe svolgere un ruolo di mediazione, e' in crisi profonda. E non e' in grado di porre un argine all'unilateralismo dell'America e alla sua determinazione a sferrare una nuova guerra preventiva contro l'Iran. Gli Stati Uniti hanno portato avanti una politica imperiale con la presunzione di essere invincibili. E stanno creando le premesse per una guerra che sarebbe devastante per l'Europa e in primo luogo per l'Italia.

Oggi e' tempo di iniziative concrete da parte dell'Europa. Che deve agire per risolvere la crisi mediorientale.

Chiedo di raccogliere la mia flebile voce in favore di una pace giusta e della concordia tra le genti. E di spingere per l'avvio di una trattativa tramite le Nazioni Unite per la pace in medio oriente. L'Europa deve attuare una sua politica alternativa all'America evitando di seguirla nelle sue avventure militari di espansione.


 

L'IRAN DI DIO

di Ferdinando Imposimato [10/04/2012]

Lo scrittore David Grossman, in un intervento su Repubblica del 12 marzo scorso, invita Israele a non attaccare Teheran. E rivolgendosi a Beniamin Netanyahu, che tiene discorsi con cui «infiamma i suoi ascoltatori e se stesso, con riferimenti alla Shoah», prospetta il pericolo che «Israele, di propria iniziativa, scateni una guerra contro l'Iran dalle conseguenze imprevedibili, per prevenire uno scenario futuro, che nessuno e' sicuro si realizzi». E aggiunge: «Israele dovrebbe rischiare una catastrofe certa nel presente per impedirne una futura», che invece certa non e'. E conclude con un «no alla guerra con l'Iran». In realta' l'incubo di una nuova guerra, questa volta nucleare, si sta concretizzando nell'indifferenza generale.

Non possiamo che essere d'accordo con Grossman. Ricordando cio' che scrivemmo nel 2002. «E' inimmaginabile il potere distruttivo della guerra per l'uso di armi di distruzione di massa e la vulnerabilita' dell'occidente. Albert Einstein avverti': "Le armi moderne, in particolare la bomba atomica, hanno condotto a una considerevole superiorita' nei mezzi di offesa o di attacco su quelli di difesa. E questo potrebbe senz'altro indurre gli uomini di Stato responsabili a intraprendere una guerra preventiva". Pericolo reale in quanto "fin troppo di frequente sono ancora laforza bruta e la guerra a decidere i conflitti tra le nazioni"».

Quanto all'illusione di risolvere i problemi con la guerra, ricordiamo che sono state inventate armi capaci di distruggere in qualche secondo enormi quantita' di esseri umani e immense estensioni di territorio. Mentre la scienza non ha ancora trovato il modo di proteggersi da tali armi, lo Stato moderno non e' piu' in condizioni di provvedere alla sicurezza dei propri cittadini. La concentrazione urbana, poi, accresce il pericolo di un attacco devastante per tutta l'umanita'.

La gente rimuove la minaccia come se non esistesse, ma sbaglia. Il pericolo e' grave e imminente. E si collega all'acuirsi del problema della Palestina, nodo cruciale per la pace nel mondo. Nel secolo XIX alcuni ebrei, che crearono il movimento sionista, pensarono di normalizzare la vita del popolo ebreo attraverso la creazione dello Stato di Israele in Palestina. Teodoro Herzl, fondatore del sionismo, nel progetto di Stato ebraico vedeva uno Stato liberale, democratico, laico. Ma i sionisti non si resero conto che la loro patria storica non era piu' uno spazio vuoto: era occupata dai palestinesi. Che non erano disposti ad abbandonare la loro terra.

Il nodo resta quello di sempre, Gerusalemme. Israele, in base agli accordi, avrebbe dovuto trasferire allo Stato palestinese la parte est di Gerusalemme e i quartieri musulmani. E consentire la nascita di uno Stato Palestinese in confini che contengano gran parte della Giudea e la Samaria, in Cisgiordania.

Questo non e' accaduto. Israele volle annettere di fatto la comunita' di Ma'ale Aldumin, ad est di Gerusalemme.

L'insediamento doveva servire a creare l'anello di congiunzione tra Ma'ale Aldumin e Gerusalemme in una unica citta': la Grande Gerusalemme. Ma il progetto della grande Gerusalemme ebraica e' respinto dai palestinesi. L'ampliamento di Ma'ale Aldumin restringe al minimo la continuita' geografica tra Samaria e la Giudea, soprattutto tra Ramallah e Betlemme. Il futuro stato palestinese avrebbe una forma di clessidra con una strozzatura al centro.

Una cosa e' certa. La pacificazione in medio oriente e nel mondo passa per una soluzione politica e non militare del conflitto israelo-palestinese.

Netanyahu, dal canto suo, sta preparando una guerra preventiva contro Teheran. Il Pentagono subisce la pressione per attuare la strategia del "first strike" o primo colpo atomico, sferrando attacchi nucleari preventivi contro chi si accinge a colpire Israele. La nuova guerra preventiva contempla la distruzione di installazioni e bunker contenenti armi chimiche o batteriologiche in territorio nemico, e non soltanto atomiche.Questa strategia espone l'Iran ad attacchi preventivi Usa.

A parlare di una nuova guerra preventiva, gia' nel gennaio del 2005, fu sulla rivista The New Yorker Seymour Hersh, il giornalista americano premio Pulitzer. Per Hersh l'amministrazione Bush progettava nuove guerre, a cominciare dall'Iran. La fonte di Hersh era un ex funzionario della Cia, per il quale «non si tratta di una serie di opzioni elencate dal National Security Council. Non si tratta di vedere se faremo qualcosa contro l'Iran. Lo stanno gia' facendo».

OPZIONE SANSONE

I fautori del nucleare israeliano sostengono "l'opzione Sansone". Secondo la Bibbia, Sansone, catturato dai filistei - che, dopo avergli cavato gli occhi, lo esposero al pubblico ludibrio nel tempio di Dagon, a Gaza - chiese a Dio di restituirgli la forza per l'ultima volta. E grido': «che la mia anima muoia con i filistei». Si appoggio' alle colonne del tempio, le abbatte' facendo crollare il tetto e cosi' uccise se stesso e i filistei. Per gli israeliani sostenitori del nucleare, l'opzione Sansone divenne un modo per dire «mai piu' l'olocausto».

L'Italia, secondo le dichiarazioni del generale James Jones al New York Times, sarebbe immediatamente coinvolta nel conflitto nucleare piu' di ogni altro paese. Essa, infatti, pur non disponendo di armi atomiche, ospita ad Aviano e a Ghedi, per conto della Nato, 90 armi atomiche di cui 5 in dotazione di aerei statunitensi e 40 di aerei italiani. Cio' in base ad un accordo segreto siglato dal governo italiano. L'Italia rappresenta percio' un obiettivo nucleare dei nemici dell'America e quindi di Teheran. A prescindere da ogni altra questione di carattere sociopolitico e umanitario, e' dunque nostro interesse impedire la guerra all'Iran e uscire dalle altre due guerre, all'Iraq e all'Afghanistan.

In uno scenario bellico, e' prevedibile una serie di reazioni a catena dopo l'attacco all'Iran, reazioni che coinvolgerebbero paesi alleati e ostili all'America. Sarebbe l'apocalisse. Stavolta il disastro sarebbe di proporzioni immani e irreparabili. E la prima vittima del disastro sarebbe il nostroPaese. Oggi si sa che l'Italia come nessuna altra nazione e' vulnerabile e sarebbe il primo obiettivo di una risposta di Teheran, i cui missili sono in grado di raggiungere il nostro territorio in qualunque punto. Tucidide racconta che gli ateniesi ammonirono gli spartani pronti a scatenare la guerra del Peloponneso: «Metteteci tempo a decidere poiche' non di scarsa importanza e' la questione. Considerate in anticipo quanto e' grande l'incertezza della guerra. Se si prolunga, di solito si affida alla sorte. E la sorte e' tanto lontana da noi che da voi, e non si affrontano i pericoli senza sapere in qual modo la guerra andra' a finire».

IL RUOLO DELL'EUROPA

L'Europa, che dovrebbe svolgere un ruolo di mediazione, e' in crisi profonda. E non e' in grado di porre un argine all'unilateralismo dell'America e alla sua determinazione a sferrare una nuova guerra preventiva contro l'Iran. Gli Stati Uniti hanno portato avanti una politica imperiale con la presunzione di essere invincibili. E stanno creando le premesse per una guerra che sarebbe devastante per l'Europa e in primo luogo per l'Italia.

Purtroppo sono in molti che non la pensano come Grossman. Questa volta il rischio della guerra preventiva contro l'Iran, prima che dall'America, viene da Israele, come ha ricordato Grossman. Il quale ha detto a Repubblica: «Un simile attacco (a Teheran, ndr) sarebbe azzardato, sconsiderato, precipitoso e potrebbe cambiare completamente il nostro futuro, non oso nemmeno immaginare come». E conclude: «Chi ha il diritto di condannare a morte cosi' tante persone solo in nome di un timore che potrebbe non concretizzarsi mai?». Persino il falco Henry Kissinger ha detto che «non e' contrario all'idea di evitare l'attacco preventivo e di negoziare. Anzi io stesso l'ho fatto, quando ne ho avuto l'occasione». Oggi e' tempo di iniziative concrete da parte dell'Europa. Che deve agire per risolvere la crisi mediorientale. Anche io, che ho avuto l'onore di essere intervistato pochi giorni fa da una tivvu' di Teheran, mi offro come mediatore di pace con l'Iran, magari parlando con quelli che nella societa' civile iraniana vogliono scongiurare il rischio di una guerra devastante per l'umanita'. E chiedo a Ramzi Amani, brava giornalista della redazione italiana della Radio Tv iraniana (IRIB), di raccogliere la mia flebile voce in favore di una pace giusta e della concordia tra le genti. E di spingere per l'avvio di una trattativa tramite le Nazioni Unite per la pace in medio oriente. L'Europa deve attuare una sua politica alternativa all'America evitando di seguirla nelle sue avventure militari di espansione. Esiste una strada da percorrere: quella del dialogo con i paesi arabi della fascia nord del mediterraneo. Il dialogo deve essere globale e paritario con tutti i paesi del Mediterraneo.

GOVERNO SOVRANAZIONALE

L'obiettivo dell'Europa di fare del Mediterraneo una zona di dialogo, di scambio, di cooperazione che garantiscano la pace, la stabilita' e la prosperita', deve essere solo una fase intermedia verso la creazione di Nazioni Unite piu' rappresentative. Siamo intrappolati in una situazione in cui la terribile insicurezza che regna nel nostro mondo minaccia oggi qualunque cittadino di qualsiasi paese. A causa della nostra incapacita' di risolvere il problema dell'organizzazione internazionale, il progresso tecnologico ha di fatto acuito i pericoli che minacciano la pace e l'esistenza stessa dell'umanita'.

Se ogni cittadino si rendera' conto che la sola garanzia per la sicurezza e la pace in questa nostra eta' atomica e' il costante sviluppo di un governo sovranazionale, un autenitco governo mondiale, allora fara' quanto in suo potere per rafforzare le Nazioni Unite. A me sembra che ogni cittadino al mondo ragionevole e responsabile debba sapere che cosa scegliere.

L'Europa deve aiutare le Nazioni Unite a consolidare la propria autorita' morale attraverso decisioni audaci. Prima di tutto occorre accrescere l'autorita' dell'Assemblea Generale affinche' il Consiglio di Sicurezza, come tutti gli altri enti delle Nazioni Unite, risultino ad essa subordinati. Finche' ci sara' conflitto d'autorita' tra l'Assemblea e il Consiglio di Sicurezza, l'efficacia dell'intera istituzione restera' inesorabilmente compromessa.

L'Assemblea Generale dell'Onu dovrebbe restare riunita in permanenza per tutto il periodo critico della transizione. Se costantemente impegnata al lavoro, essa potrebbe assolvere due compiti fondamentali: prima di tutto, potrebbe assumere l'iniziativa del varo di un ordine sovranazionale; in secondo luogo, potrebbe intraprendere rapidi ed efficaci passi in tutte quelle aree esposte in cui la pace e' gravemente minacciata. Saremo in grado di risolvere il problema quando sara' chiaramente evidente per tutti che non c'e' altra via d'uscita dalla situazione presente.

 

 

Commenti  

 
+1 #1 Ewiak Ryszard 2012-09-06 09:56
Purtroppo, la nuova guerra mondiale è inevitabile, come la morte, ma non ancora. La Bibbia dice: "[Il re del nord] ritornerà nel suo paese con grandi ricchezze [1945], e il suo cuore sarà contro il patto santo [l'ateismo di stato], e agirà [attività in ambito internazionale] , e tornerà al suo paese [1991-1993. La disintegrazione dell'Unione Sovietica e del Patto di Varsavia. Le truppe russe restituito alla paese]. Al tempo fissato [il re del nord] tornerà." (Daniele 11:28, 29a) Sì, ora la Russia tornerà superpotenza! Ciò significa anche il terremoto economico-finanziario e geopolitico, la disgregazione non solo dell'area euro, ma anche dell'Unione europea e della NATO. Molti paesi dell'ex blocco orientale tornerà nella sfera d'influenza della Russia.

Questo sarà l'ultimo segno prima della guerra nucleare globale. (Daniele 11:29b, 30a; Numeri 24:23, 24; Matteo 24:7; Rivelazione 6:4)

Dopo this la guerra sarà istituito "l'abominio della desolazione" = "la bestia" = il futuro governo mondiale. (Daniele 11:31; Matteo 24:15; Rivelazione 13:1, 2, 7)

Più tardi sarà un'altra guerra, e la più grande nella storia crisi. (Daniele 11:40-43; 12:1)

Solo dopo tutto questo sarà Armagheddon.
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