Home Te lo Nascondono
notizie occultate
Le vergogne d'italia : storia del Maresciallo Marco Diana PDF Stampa E-mail
Scritto da Gianfranco Belletti   
Lunedì 03 Giugno 2013 00:00

Marco Diana quella del maresciallo Marco Diana e' una storia fatta di correttezza,grande senso del dovere,irreprensibilita' nello svolgere il suo servizio alle dipendenze dello stato,la ricompensa? Lasciarlo morire di cancro senza aiutarlo a pagarsi le cure ,malattia contratta in servizio, a contatto con l'uranio impoverito che e' scomodo a tutti ammettere sia cosi' pericoloso.ci siamo gia' occupati di lui in passato oggi pubblichiamo il suo drammatico  appello

amici miei a causa del'inadempienza del ministero della difesa e dei vari comandi militari competenti nel territorio e dei loro comandanti, se voglio continuare a restare vivo e curarmi, sono costretto a mettere in vendita tutto cio che possiedo, la mia casa interamente arredata e la vigna e qualche terreno, vi chiedo la cortesia di diffondere questo annuncio in modo che se ci fosse ovunque qualcuno interessato mi puo contattare qui in privato grazie ................vi ringrazio di cuore per tutto cio che potete fare nel diffondere questo mio appello disperato . vi ringrazio con amore vostro maresciallo marco diana

 
Vergogna sull' arma Carabiniere denuncia bloccate le indagini su Messina Denaro PDF Stampa E-mail
Scritto da Gianfranco Belletti   
Domenica 05 Maggio 2013 05:31

l maresciallo capo dei Carabinieri Saverio Masi, oggi caposcorta del pm Nino Di Matteo, ha presentato una denuncia alla procura di Palermo in cui, a distanza di anni, rivela il nome del suo superiore e di tutti gli altri che avrebbero ostacolato le indagini su Provenzano prima e Messina Denaro poi. Angela Caponnetto intervista Sigfrido Ranucci


 

 

Carabinieri-irruzionel maresciallo capo dei Carabinieri Saverio MASI ha presentato una denuncia con la quale espone in modo circostanziato la possibile storia della mancata cattura di Bernardo Provenzano, prima, e di Matteo Messina Denaro, poi.E’ il racconto di una serie sconcertante di ostacoli che sarebbero stati interposti dai superiori alla cattura dei due boss di Cosa Nostra.Il resoconto del maresciallo Saverio Masi - già sentito come teste nell’ambito al processo contro il generale Mario Mori - ricorda quello del colonnello Michele Riccio che parimenti denunciò di essere stato ostruito dai superiori nella cattura di Provenzano. Il maresciallo Masi è oggi il capo scorta del Pubblico Ministero Nino Di Matteo e condivide con lui quotidianamente il rischio attentati, di recente rilanciato da fonti anonime.

 
Cassintegrati Prc costretti chiamare carabinieri per difendere diritti PDF Stampa E-mail
Scritto da Gianfranco Belletti   
Sabato 04 Maggio 2013 10:15

ferreroLETTERA APERTA DEI LAVORATORI DI RIFONDAZIONE
Ieri è andato in scena l’ultimo penoso atto della vicenda di noi cassintegrati del Partito della Rifondazione Comunista. Essendo scaduta la cassa integrazione il 30 aprile scorso, non avendo ricevuto ancora le lettere di licenziamento già preannunciate dal Prc con l’avvio della procedura di mobilità per 42 lavoratrici e lavoratori, né nessun’altra comunicazione da parte del Prc, ieri mattina alle h. 9.00 ci siamo presentati, come prescritto dalla legge, sul nostro posto di lavoro presso la Direzione Nazionale a Viale del Policlinico. Dopo tre anni e sette mesi di cassa integrazione, ci aspettavamo di essere accolti da un qualche dirigente o responsabile che ci dicesse cosa potevamo fare invece abbiamo aspettato nell’atrio per circa tre ore l’arrivo del tesoriere nazionale Mimmo Caporusso il quale, una volta arrivato ci ha fatto leggere una lettera-a noi mai pervenuta-nella quale è scritto che tutti i dipendenti interessati dalla procedura sono “sospesi dal lavoro e dalla retribuzione” a partire dal primo maggio. Alla richiesta reiterata più volte di registrare la nostra presenza sul posto di lavoro per tutelarci da una possibile accusa di assenteismo ci è stato risposto che nessun documento sarebbe stato firmato e che potevamo andarcene. A quel punto non abbiamo avuto altra scelta che chiamare i Carabinieri i quali, arrivati in Direzione, hanno messo a verbale la presenza di ognuno di noi sul posto di lavoro. Siamo in cassa integrazione dal settembre 2009. Nessuno di noi aveva incarichi politici, siamo lavoratori come tutti gli altri: centralinisti, tecnici, informatici, segretari di dipartimento, addetti alla vigilanza, giornalisti. Nel 2009 ci fu comunicato dal Segretario Paolo Ferrero che il Prc avrebbe fatto tagli orizzontali del 50% su tutte le spese e che quindi il 50% del personale sarebbe stato licenziato da un giorno all’altro. Iniziarono le trattative.

 
L'offerta Pd al 5stelle? La Sereni ne mette a fuoco l'incongruenza PDF Stampa E-mail
Scritto da Gianfranco Belletti   
Giovedì 02 Maggio 2013 05:41

Le dichiarazioni della Sereni nel salotto di vespa lasciano alquanto sconcertati.Per fortuna che poi le verita' saltano fuori,da quanto si evince dalle sue dichiarazioni l'offerta del pd al movimento 5 stelle era dare l'avvallo e la fiducia ad un governo di centrosinistra senza che pero' loro avessero ruolo  all'interno dello stesso nella concretezza concertativa ,il che mi fa preludere al pensiero li considerassero completamente imbecilli,poco piu' di opportunisti legati a una semplice volonta' di occupare le poltrone e deprivati di qualsiasi senso politico e di proposizione programmatica in tal senso.Che dire? O questi sono avulsi ad ogni senso del reale o ci credono davvero in quello che dicono...cercando magari assoluzioni popolari che non ci saranno.

 
Sindacati polizia denunciano inaccettabile clima di segretezza sulla contabilita' e sugli straordinari PDF Stampa E-mail
Scritto da Nunzio Naccari   
Venerdì 29 Marzo 2013 22:11

Straordinario 2013
Incontro sulla ripartizione dei fondi per lo straordinario 2013, servono equità e trasparenza a tutela dei colleghi
29/03/2013
Nella mattinata odierna, si è svolto il previsto incontro tra una delegazione del Dipartimento della P.S., guidata dal direttore delle Risorse Umane, Pref. Raffaele Aiello e dal direttore dell’Ufficio per le Relazioni Sindacali, V.Pref. Castrese De Rosa, ed i rappresentanti delle organizzazioni sindacali, per discutere dei criteri di massima concernenti le modalità di ripartizione del monte ore di lavoro straordinario.
Siulp, Sap e Ugl Polizia hanno contestato duramente l’atteggiamento dell’Amministrazione che, su una tematica delicata e importante per il personale come quella della ripartizione dello straordinario - che non incide solo sull’economia presente del personale, ma anche su quella futura e pensionistica - ancora una volta ha presentato un piano assolutamente inaccettabile nel metodo e nella sostanza.
Infatti, ancor prima di addentrarsi negli aspetti tecnici, le tre sigle sindacali hanno politicamente denunciato il pervicace clima di segretezza e chiusura che il Dipartimento sta portando avanti da tempo.
Nella documentazione che è stata presentata alle organizzazioni sindacali, infatti, figurano vistose e ingiustificabili omissioni: non si ritrovano i dati relativi allo straordinario degli uffici del Dipartimento; non si conosce sulla base di quale disposto i dirigenti debbano avere una contabilità separata; non è chiaro perché, pur in presenza di un aumento complessivo del monte ore in questione, alcune realtà territoriali si vedono depauperare lo straordinario rispetto al precedente anno; si sconosce se l’Amministrazione abbia una posizione debitoria verso i colleghi per il 2012; non sono stati forniti i dati numerici complessivi dello straordinario su cui poter fare una analisi ed un esame approfondito.
Abbiamo spiegato alla delegazione del Dipartimento che il sindacato è una delle due parti che devono raggiungere un’intesa su questo tema e che, per poter esprimere il proprio parere così come previsto dall’articolo 16 del vigente A.N.Q., ai sindacati devono essere forniti tutti i dati che sono a conoscenza dell’altra parte (l’Amministrazione).

 
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Succ. > Fine >>

Pagina 3 di 298