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DISOCCUPAZIONE ADULTA - Intervista al Presidente dell'Associazione Lavoro Over 40, G. Zaffarano PDF Stampa E-mail
Scritto da Luchino Galli   
Mercoledì 27 Marzo 2013 03:58

di Luchino Galli, blogger e mediattivista

1) Dottor Zaffarano, quando è stata costituita l’Associazione Lavoro Over 40, e a quali scopi?

L’associazione è sorta nel 2003 a cura di un gruppo di persone che hanno vissuto sulla propria pelle la disoccupazione in età matura con difficoltà infinite al reinserimento lavorativo, e che hanno deciso di dare voce a questa difficoltà, raccogliendo da subito un buon gruppetto di soci e simpatizzanti. Allo stereotipo di moltissime aziende che rifiutavano, ed ancora oggi rifiutano, il lavoratore maturo, si accompagnava anche una mancanza di strumenti legislativi idonei a sostenere queste persone ed una sordità del sindacato, che continuava invece la politica di dismissione dei lavoratori maturi  in accordo con le associazioni di categoria.

Il risultato? Una fascia di persone over 40 completamente dimenticata. Ecco perché occorreva fare emergere la propria voce.

 
La Camera con vista sulla demagogia e populismo abbandona i marò” PDF Stampa E-mail
Scritto da Luca Marco Comellini   
Mercoledì 27 Marzo 2013 03:49

La Camera con vista sulla “demagogia e populismo” abbandona i “marò” e apre alla campagna elettorale.
Poco prima che iniziasse l'informativa di Terzi e Di Paola alla Camera dei deputati sulla questione "marò" avevo lanciato alle agenzia di stampa una dichiarazione (CASO MARO': GOVERNO NON PROSEGUA CON DEPISTAGGIO VERITA') con cui avvisavo che non vi sarebbero state novità in merito: nulla di più e nulla di meno di quanto ampiamente riferito dai media. E così è stato. 
Tuttavia la discussione parlamentare, come spesso accade, riserva delle sorprese e così, dalle annunciate dimissioni del ministro Terzi allo “spocchiosio” intervento di Di Paola ecco spuntare, tra la condivisibile arringa di Pistelli e il vomitevole insulto all'intelligenza degli italiani dell'ex ministro della difesa fautore della Legge 130/2011, anche il contraddittorio e populista (chi più ne ha ne metta) intervento del neo eletto (rectius nominato) generale montiano 
Sul generale montiano una piccola parentesi è doverosa. Senza mai una chiara presa di posizione e sfruttando ad arte l'occasione ha diretto il suo lungo intervento a soddisfare le voglie dei suoi fedeli servitori/sostenitori così duramente provati dall'estenuante campagna elettorale dello scorso febbraio. Come un politicante navigato ha dato spazio a una retorica demagogica pregna di qualunquismo argomentando su tutto e il contrario di tutto, forse anche dimenticando di militare nello stesso schieramento del Professore artefice (Monti, il suo nuovo capo) che è il principale artefice della situazione nella quale si ritrovano Latorre e Girone. Tutto questo nell'evidente tentativo di cercare solo il consenso dei suoi fan - delegati cocer – per l'occasione appollaiati in balconata. 
Detto questo, tra i politicanti di lungo corso con un po di “sale in zucca” sarebbe stato quantomeno auspicabile che qualcuno avesse inteso la necessità di ricercare - o quantomeno chiedere che fossero ricercate - le responsabilità oggettive dei vertici della marina e dello Stato Maggiore della Difesa: ammiragli che solo nei giorni scorsi hanno preso le distanze dal modus operandi del governo.

 
CHI SONO I DISOCCUPATI ADULTI? PDF Stampa E-mail
Scritto da Luchino Galli   
Mercoledì 20 Marzo 2013 21:29

di Luchino Galli, blogger e mediattivista

Disoccupati adulti sono le persone relegate al margine o escluse dal mercato del lavoro, discriminate, emarginate per motivi anagrafici…

Disoccupati adulti sono le persone che nei Centri per l’impiego non trovano offerte di lavoro per le quali candidarsi, a causa di “sopraggiunti limiti d’età”.

Disoccupati adulti sono le persone che le agenzie per il lavoro faticano a presentare alle imprese, data l’età “avanzata”.

Disoccupati adulti sono le persone alle quali non sono rivolti gli annunci di lavoro pubblicati sui giornali e sui siti web, perché giudicate “anziane”.

Disoccupati adulti sono le persone costrette ad arrestarsi, con il loro bel curriculum in mano, davanti all’entrata degli esercizi commerciali, sulle cui vetrine sono affissi cartelli che recitano: “Cercasi personale, età massima 30 – 35 anni”.

I disoccupati adulti hanno almeno 35 anni perché, come chiarito dall’Istat nel “Rapporto annuale sulla situazione del paese nel 2008”, “le classi d’età fino a 34 anni” sono “oramai da identificare come la componente giovanile della disoccupazione”. I 35 anni costituiscono la soglia anagrafica, la linea di demarcazione tracciata dallo stesso mercato del lavoro, oltre la quale le persone incontrano ulteriori e rilevanti difficoltà nella ricerca di un’occupazione! Un esempio emblematico: dall’indagine dell’Associazione Direttori Risorse Umane (G.I.D.P./H.R.D.A.), “I trend occupazionali delle imprese italiane” per il 2010, emerse che nel corso dello stesso anno solo il 14,6% delle nuove assunzioni avrebbe riguardato personale dai 35 anni in su.

 
DISOCCUPAZIONE: tra silenzi e vergogna PDF Stampa E-mail
Scritto da Luchino Galli   
Mercoledì 20 Marzo 2013 21:22

di Luchino Galli, blogger e mediattivista

L’Italia è ormai una repubblica fondata non sul lavoro ma sulla sua progressiva scomparsa! Nel nostro Paese, disoccupazione adulta e giovanile sono in continuo aumento; disoccupazioni diffuse, radicate su tutto il territorio nazionale, in misura crescente non più temporanee ma di lunga durata, espressioni di un mercato del lavoro che offre sempre meno opportunità occupazionali, inseguendo logiche economiche dipinte come ineluttabili.

L’economia di mercato globalizzata, supportata da continue innovazioni tecnologiche e scientifiche, in nome della concorrenza e della massimizzazione del profitto ha attuato precise strategie per abbattere i costi di produzione, riducendo in modo drastico la forza lavoro, diventata una variabile economica da adeguare unicamente all’andamento della produzione industriale e alle oscillazioni dei costi e dei mercati. Le strategie messe in atto? Ristrutturazioni aziendali, esternalizzazioni produttive, delocalizzazioni industriali, la flessibilizzazione del mercato del lavoro - degenerata in precarietà lavorativa, anticamera di tanta disoccupazione - l’internazionalizzazione del mercato del lavoro. Strategie economiche i cui effetti sono stati amplificati da una crisi finanziaria che si è riflessa sull’economia reale, provocando un drammatico aumento della disoccupazione.

E giorno dopo giorno tanto, tantissimo lavoro scompare!

Ma facciamo finta di niente, facciamo finta che il mondo del lavoro non sia cambiato, insinuando nei disoccupati il convincimento che siano gli unici responsabili della loro condizione, per mancanza di impegno, di senso di responsabilità, di volontà e di chissà quali carenze e colpe personali!

Completiamo l’opera coprendo la disoccupazione di biasimo, di esecrazione sociale, e facendo leva sulle paure, sugli spettri che evoca: creiamo il vuoto intorno al disoccupato. Compito agevole in una società nella quale, sempre di più, le relazioni interpersonali, gli stessi valori sono plasmati a immagine e somiglianza dell’economia di mercato, che valorizza cittadini benestanti golosi di tutto e spendaccioni, non poveri disoccupati, consumatori da poco.

 
Domenico Finiguerra perche' rinuncio a candidatura con rivoluzione civile PDF Stampa E-mail
Scritto da Domenico Finiguerra   
Lunedì 21 Gennaio 2013 14:55

Leggo della lotta feroce tra IDV e PRC, tra Di Pietro ed Agnoletto, per il posto in prima fila in Lombardia 1.Osservo basito le candidature catapultate sui territori che scavalcano ovunque i rappresentanti locali a favore dei segretari di partito e loro fedelissimi, tutti ben protetti e blindati in un minino di 3 circorscrizioni sciascuno.Constato che nomi meritevoli sono stati messi da parte o relegati in posizione di riempilista al solo scopo di portare acqua al mulino delle élite da garantire.E mi convinco sempre più di aver fatto la scelta giusta rifiutando, nella mattina del 14 gennaio la proposta che mi veniva avanzata da Ingroia, tramite il suo segretario. Proposta di candidatura al 4° o 5° posto nella circoscrizione Lombardia 1, dietro i rappresentanti dei partiti, oppure di capolista al Senato in Lombardia.

Alla richiesta di motivare il mio rifiuto, rispondevo che non condividevo il metodo utilizzato nella definizione delle liste, che la presenza di politici di vecchio corso aveva compromesso il progetto nato da Cambiare si Può e che non ero disponibile a mettere la mia faccia, il mio impegno ventennale sul territorio, nonché la credibilità di cui godo nei movimenti e nelle associazioni che ho contribuito a fondare (Stop al Consumo di Territorio, Forum Salviamo il Paesaggio) o in cui ho operato (Comuni Virtuosi, Rete Comuni Solidali) al servizio di politici e partiti che con le sole loro forze non sarebbero mai in grado di rientrare in Parlamento.

 
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