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L'intreccio perverso tra Evasione E Riciclaggio, una analisi di percorso PDF Stampa E-mail
Scritto da Ranieri RAZZANTE   
Martedì 27 Novembre 2012 05:27

 

L’articolo 648-bis del codice penale punisce chiunque, fuori dai casi di concorso nel reato, sostituisce o trasferisce denaro, beni o altre utilità provenienti da delitto non colposo, ovvero compie in relazione ad essi, altre operazioni, in modo da ostacolare l’identificazione della loro provenienza delittuosa. Una, anche veloce, lettura della norma ci indica alcune caratteristiche del reato: il riciclatore deve essere necessariamente un soggetto terzo (1) rispetto al reato-presupposto da cui derivano i proventi da riciclare; il reato è un reato comune, perché chiunque lo può commettere; la condotta si sostanzia nella sostituzione, nel trasferimento o nel compimento di operazioni atte ad ostacolare l’identificazione dei proventi delittuosi; la res del reato è costituita dal denaro, dai beni o dalle altre utilità provenienti da delitto non colposo. In questa sede ci si vuole soffermare sui concetti di reato-presupposto e di proventi da delitto non colposo: ciò allo scopo di comprendere se anche i reati tributari possano essere considerati “presupposto” del riciclaggio.

Il concetto di reato presupposto

L’analisi del concetto di reato presupposto del riciclaggio parte necessariamente dalle norme previste dalla Convenzione di Strasburgo sul riciclaggio dell’8 novembre 1990, modificata dalla Convenzione di Varsavia del 16 maggio 2005. Per reato presupposto s’intende, secondo quanto previsto dall’art. 1, lettera e) della Convenzione suddetta, “qualsiasi reato in conseguenza del quale si formano proventi che possono diventare oggetto di uno dei reati definiti all’art. 9 della presente Convenzione”. L’articolo 9 appena menzionato detta le caratteristiche fondamentali che devono contraddistinguere i reati di riciclaggio e reimpiego di denaro previsti dagli ordinamenti degli Stati appartenenti all’UE. La lettera della Convenzione, quindi, si estende a macchia d’olio su qualsiasi reato (doloso o colposo) dal quale possano trarsi proventi da riciclare (2) .

 
Verso gli operai dell'alcoa troppi guardano senza capire e senza farsi domande PDF Stampa E-mail
Scritto da Anna Lisa MInutillo   
Martedì 11 Settembre 2012 12:42

alcoa.jpgQuesto giorno inizia con la voce e i passi fra le vie di Roma per i nostri fratelli sardi dell’Alcoa.
Determinati ed in attesa di risposte che devono arrivare si recano sul posto per vedere di tenere accesa la speranza di un lavoro che non verrà rubato ma che resterà al suo posto in questa terra che è già satta messa abbondantemente in ginocchio.
Sono tutte persone con i visi segnati dal sole e usurati dal lavoro,sono persone con il profumo del mare fra i capelli,sono persone con famiglie che attendono di ricevere la certezza di una sopravvivenza elemosinata così come accade a tutti i lavoratori in questi ultimi tempi.
Riescono a giungere davanti al Ministero ma trovano come sempre la strada sbarrata,uno sbarramento che non impedisce alle loro voci ed alle loro idee di volare alte comunque.
I cori,i tamburi sardi,il rumore dei caschi che vibrano sull’asfalto e le ore trascorrono lentamente.
L’atmosfera si scalda e come sempre ci si ritrova accerchiati e spintonati, allora ci si indigna ancor di più, si cerca di far capire a chi si mette di traverso che qui ci sono solo padri e madri di famiglia una famiglia che dipende dal loro lavoro e che non riesce a stare serena data la distanza che la separa dai loro cari ma le parole cadono nel vuoto e fanno rumore , il rumore che si unisce a quello dei caschetti che continuano a scandire il tempo sui marciapiedi ma che come sempre rimangono inascoltate da chi dovrebbe non solo ascoltarle ma prenderne esempio.
Qualcuno urla,altri caricano e come sempre i lavoratori vengono anche malmenati, persone che non fanno altro che cercare di difendere un sito, il loro territorio, la loro storia la loro fonte di reddito ma tutto questo è trito e ritrito ormai per chi alla fine della giornata decide di non presentarsi nemmeno dimostrando così tutta la non serietà e l’inadeguatezza nel ricoprire un ruolo che forse non gli appartiene.

 
Denuncia del Sappe : agenti a piedi e senza benzina dirigenti in maserati,Bmw e land rover,questa e' la spending Review? PDF Stampa E-mail
Scritto da Agente Furioso   
Domenica 09 Settembre 2012 20:20

 

Il SAPPE (Sindacato autonomo polizia penitenziaria), si dice "seriamente sconcertato" per ''alcune determinazioni dell'Amministrazione penitenziaria che contrastano palesemente con i provvedimenti del governo'' in materia di revisione della spesa. ''Ogni giorno -spiega una nota del sindacato dei baschi azzurri scopriamo le assurdita' che caratterizzano l'Amministrazione penitenziaria''.
''Dopo la vergogna delle Maserati e delle Bmw usate per accompagnare gli'alti' dirigenti del Dap -denuncia il segretario generale del SAPPE, DonatoCapece- mentre i mezzi dei Nuclei Traduzioni sono fermi nelle officine perche' mancano i soldi per ripararli e per acquistare la benzina, dopo le decine di Land Rover costate 100.000 euro l'una per accompagnare i collaboratori di giustizia e invece distolte per portare in giro i dirigenti penitenziari, veniamo a sapere che per anni l'Amministrazione penitenziaria ha pagato 11.000 euro all'anno per acquisto di giornali e periodici nonostante la quotidiana rassegna stampa realizzata dal ministero della Giustizia''.
 
Grillo sei diventato la scimmia di casaleggio torna a fare l'ometto! PDF Stampa E-mail
Scritto da Gianfranco Belletti   
Sabato 08 Settembre 2012 22:44

Grillo pagliaccio.jpgSono senza parole alla luce delle pagliacciate che ha scritto Grillo sul suo blog,degne del complottismo trash che sovente si incontra in rete quando si parla di ufo ,strane apparizioni e fantasmi vari in giro per il mondo.
Caro Grillo anche non volendo prendere in esame come attendibile Favia,non volendo riconoscergli sia caduto in un trappolone e sia in malafede, sei  diventato un grande pagliaccio perche' parli di orizzontalita' ma detenendo la proprieta' del marchio 5 stelle lo controlli solo tu assieme al tuo amico Casaleggio.
Onesta' intellettuale vorrebbe esso fosse affidato ad un consiglio scelto tra i componenti del movimento  eletti annualmente,in ricambio, per quella mansione delicata,garantendone l'uso fuori dagli abusi, gestirne in modo collettivo le azioni,i diritti e le dimensioni di potere che quel marchio,simbolo della vecchia e becera politica che dici di combattere,consente,attuando allora si una reale orizzontalita' e permettendo al collettivo di controllare le azioni in seno al movimento.
Tra collettivo e poche persone,una o peggio solo due ,ci passa giusto quella becera e marcia differenza che ci fa diffidare di certe dimensioni spacciate per novita'.
Invece te ne guardi bene e rendi ridicola la dimensione orizzontale dell'uno vale uno che con fare berlusconiano dimostri non vale per nessuno.

Vergognati immensamente di non accettare il dibattito con sotterfugi da complottista di infimo ordine,di leaderismo ne abbiamo piene le palle a destra come a sinistra e al centro,non fermare questi ragazzi e lascia che il movimento sia veramente un movimento libero,coerente e organizzato,non una massa di schiavetti adoranti.
Gianfranco Belletti.

 

 
Caro Monti lei è troppo importante, io solo una disabile PDF Stampa E-mail
Scritto da Laura Flamini (Presidente Comitato 16 Novembre Onlus)   
Sabato 08 Settembre 2012 13:37

non so se Lei avrà l'opportunità di leggere questo scritto, forse qualcuno deciderà per Lei e lo passerà direttamente nel cestino.
Spero di no.
Perché vede Sig. Presidente, Lei perderebbe l'occasione per conoscere che in questo popolo italiano per cui deve prendere decisioni importanti ci siamo anche noi, i disabili.
È vero che di noi non si parla molto, anzi chi dovrebbe proprio per niente.
È un argomento che fa paura, ma non siamo pericolosi e neppure contagiosi.
É vero che siamo quasi "invisibili", la maggior parte di noi vive prigioniera delle difficoltà.
È vero che siamo considerati un peso economico, anche se non è così.
È vero che....
Ma vede Sig. Presidente, Lei è anche il "nostro Presidente" e vorrei che sapesse qualcosa di più di noi, disabili sì, ma cittadini di questo Stato, proprio come Lei.
Vorrei che Lei provasse .....
Ma non Le voglio male, Sig. Presidente, le farei provare questo solo per un giorno, perché Lei sapesse cosa c'è veramente dietro queste parole: disabilità, non- autosufficienza, malattie degenerative, assistenza, indennità di accompagnamento e calcolo ISEE.......
Vorrei...... che Lei venisse a vedere come vive un disabile e la sua famiglia.
Vorrei .... che Lei non sapesse come pagare lo stipendio di quella badante che permette a sua moglie di uscire a fare la spesa e riposare un poco.

 
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