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ALTERNATIVA DI CENTROSINISTRA O “MACELLERIA SOCIALE” BIS? PDF Stampa E-mail
Scritto da Mario Michele Pascale PSI – Lega dei Socialisti   
Venerdì 03 Agosto 2012 21:11

Mario Michele PascaleAntonio Di Pietro è uno sbirro fascista. Questo mette d’accordo tutti. Del resto le derive giustizialiste ed autoritarie del Tonino nazionale sono evidenti. Eppure, questa verità, troppo semplice, troppo rifinita, troppo patinata, troppo comunicata, troppo sulla cresta dell’onda, lascia qualche dubbio se viene utilizzata per tenere fuori da un ipotetico accordo di centrosinistra IDV. Il fatto dell’ultima ora è che Vendola e Bersani hanno chiamato in causa Pisapia, sindaco di Milano, chiedendo l’entrata in campo di una “lista di sindaci”. Pare, da ulteriori indiscrezioni, che anche De Magistris, sindaco di Napoli, debba essere della partita, a patto di lasciare Italia dei Valori. E’ evidente che attorno a Di Pietro si sta creando un cordone sanitario. Se però guardiamo quello che gli altri non vogliono vedere, ovvero che ad essere esclusa dalla futura alleanza è anche la Federazione della Sinistra, che nessuno dei big ha degnato del sia pur minimo interesse, lo scenario cambia.Non si taglia dalla possibile alternativa Di Pietro in quanto tale, si escludono tutti quei soggetti che, dentro e fuori dal parlamento, hanno fatto una reale opposizione al governo Monti.
L’alternativa, che insiste molto sulla presenza dei cattolici di Casini, pare sia una preparazione della continuazione della “macelleria sociale”, che tanto piace ai mercati finanziari. Tutte le forze interessate, sia in buona fede, che giocando in assoluta malafede sulla “sinistra responsabile”, sia gesuiticamente scissi e ricomposti intorno al leader, lanciano sane (e vuote) parole d’ordine. Slogans terribilmente privi di prospettive politiche, castrati in partenza dal fatto di avere in coalizione gli uomini dell’UDC che, di certo, monteranno la guardia ai loro interessi e al loro sistema di valori.

 
Dure Parole di Marino : questo Pd non si puo' votare PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Venerdì 20 Luglio 2012 09:26

Ignazio Marino.jpgDa quando esercito il diritto di voto, cioè dal lontano 1973, ho sempre dato il mio suffragio al Pci e ai suoi derivati: cioè Pds, Ds e infine Pd. Dopo aver assistito allo spettacolo penoso offerto sabato dall’Assemblea nazionale del Pd, davvero all’insegna di «una gestione amatoriale», ho deciso di non votare più il Partito democratico. Almeno questo Partito democratico. Mi arrendo, mi tiro fuori dal dibattito: e pensare che l’anno scorso avevo pure pensato di iscrivermi.
Vedo un segretario come Bersani che rinvia a tempi migliori le primarie, considera eversiva ogni critica al Quirinale e definisce «beghe di partito» divergenze cruciali su argomenti di interesse generale che invece fanno la differenza; un presidente come Rosy Bindi che, insolenze di Grillo a parte, detta legge in materia di diritti civili e testamento biologico, dando del «massimalista» (sic) a chi sostiene, in linea con la sinistra europea, la liceità dei matrimoni tra gay; un vice-segretario come Enrico Letta per il quale è preferibile che i voti in libera uscita «vadano al Pdl piuttosto che disperdersi verso Grillo».

«Boh! Come Bologna», avrebbe commentato il portantino comunista Nino Manfredi di “C’eravamo tanto amati”. Non capisco nemmeno io. Questo partito indeciso a tutto, per dirla con Flaiano, non è né di lotta né di governo, un ibrido, appunto un amalgama malriuscito che non sta insieme e non sta in piedi. Per un motivo semplice: come può accettare le nozze civili tra omosessuali chi oggi sta nel Pd e negli anni Settanta ha votato con Fanfani contro il divorzio? Non si può, infatti la Bindi, che vedo spesso sfrecciare a un passo da Montecitorio circondata da un apparato di sicurezza degno di Obama, sfodera cavilli tecnici poco commendevoli, magari formalmente corretti ma ipocriti e irrispettosi nella sostanza.

 
Crescono povertà estrema, emarginazione adulta, persone senza dimora - Intervista al Dr Pezzana PDF Stampa E-mail
Scritto da Luchino Galli   
Sabato 30 Giugno 2012 09:26

ntervista al Dottor Paolo Pezzana, Presidente della Federazione Italiana Organismi per le Persone Senza Dimora (fio.PSD), a cura di Luchino Galli, blogger e mediattivista

Dottor Pezzana, quando nasce la fio.PSD? Di cosa si occupa e chi sono gli associati?

La fio.PSD, Federazione Italiana degli Organismi per le Persone Senza Dimora, persegue finalità di solidarietà sociale nell'ambito della grave emarginazione adulta e delle persone senza dimora. Nasce nel 1985 dall'aggregazione spontanea di alcune realtà operative nel mondo dei senza dimora e solo nel 1990 si costituisce formalmente in un'associazione che andrà poi negli anni a riunire sotto il suo nome più di 80 organismi, tra Pubblica Amministrazione ed enti privati, che si occupano di homelessness e grave emarginazione sociale.

Ad oggi la fio.PSD promuove il coordinamento di queste realtà creando una rete attiva di organizzazioni pubbliche e private dal Nord al Sud del territorio nazionale ma si rende inoltre anche il punto di contatto con le Federazioni Europee.

Tra i nostri obiettivi primari ci sono la sensibilizzazione sulle tematiche dihomelessness e sui diritti delle persone vittime della grave emarginazione, con la volontà di sollecitare l'attenzione al problema davanti agli interlocutori sociali ed istituzionale, in una prospettiva di advocacy.

Fondamentali sono i momenti di formazione e di ricerca nei quali cerchiamo di coinvolgere i nostri associati e tutti coloro che sono interessati alla comprensione del fenomeno tramite incontri, convegni e seminari.

 
Gerrmania vs Stati Uniti e l' euro Antitedesco PDF Stampa E-mail
Scritto da Rivista Indipendenza   
Venerdì 29 Giugno 2012 21:50


Debito tedesco peggiore di quello italiano: 2.042 miliardi nel primo trimestre del 2012. Al massimo storico. Lo dice l'Ufficio federale tedesco di statistica Destatis che avverte: le casse statali non potranno far fronte ad un aumento degli interessi derivanti dagli eurobond. Tutto l'apparato pubblico (dai comuni ai land allo Stato federale) soffre dell'indebitamento, che graverà quest'anno, per 35 miliardi di interessi, sui suoi cittadini.
Ben al di sopra di quello italiano, quindi, con il nostro paese maggiormente penalizzato rispetto alla Germania per il peggioramento costante e progressivo del costo della vita, i salari bassi, una tassazione eccessiva delle imprese che si sta ripercuotendo molto negativamente sull'economia reale.
Secondo il quotidiano tedesco Bild, i tedeschi non è che non vogliono gli eurobond, semplicemente non se li possono permettere. Considerando che i principali mercati d'esportazione delle merci tedesche sono in Europa, non è peregrino prevedere che il Pil tedesco, sinora in attivo grazie alle esportazioni sostenute dalla moneta unica e da un'economia forte, risentirà delle contrazioni e del calo dei consumi interni nei paesi soggetti alle mannaie fondomonetariste euroatlantiche. L'alto tenore di vita tedesco, peraltro in questi anni in decrescita, rischia di essere fortemente ridimensionato. Altro che i 100 milioni di Volkswagen Golf da vendere per ripianare il debito.
 
SFERRATO VIOLENTO ASSALTO ALLA CROCE ROSSA,Monti ci dica se questa e' l'Italia del rigore che ci aveva promesso PDF Stampa E-mail
Scritto da Luca Marco Comellini   
Venerdì 29 Giugno 2012 01:34

 

dichiarazione dei deputati radicali Maurizio Turco e Maria Antonietta Farina Coscioni e di Luca Marco Comellini, segretario del Partito per la tutela dei diritti di militari e Forze di polizia (Pdm)
"Solo due giorni fa abbiamo plaudito alla serietà con cui il Consiglio dei ministri presieduto dal Prof. Monti aveva opportunamente deciso di accantonare il provvedimento di riordino della Croce Rossa.
Oggi in assenza del Presidente Monti il Consiglio dei ministri si è riunito nuovamente ed ha approvato lo schema di decreto sulla riorganizzazione della CRI.
Non ci risulta in alcun modo che il termine del 30 giugno per l'esercizio della delega sugli enti vigilati dal Ministero della salute sia stato prorogato e quindi il parere delle Commissioni parlamentari sullo schema di decreto, che verrà richiesto dal governo alle camere, non potrà e non dovrà essere dato a termine già scaduto.
In altre parole si sta ripetendo la stessa medesima situazione di illegalità che noi avevamo segnalato lo scorso dicembre 2011 in relazione all'esame di un analogo atto di governo (424), e che ha quindi impedito al Governo e al Presidente della repubblica di promulgare il decreto legislativo oltre il termine perentorio stabilito dalla legge delega.
A questo punto non possiamo far altro che appellarci al senso della legalità e delle istituzioni di coloro che saranno chiamati a esprimere i richiesti pareri e a chi poi sarà chiamato a "promulgare" un atto illegittimo."
 
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