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Insegnanti, I rischi e i nuovi scenari della “chiamata diretta” voluta dal Ministro Stefania Giannini PDF Stampa E-mail
Scritto da Paolo latella   
Mercoledì 26 Febbraio 2014 15:39

Latella.jpgL’attuale Ministro Stefania Giannini vuole riformare il sistema di reclutamento del personale scolastico statale (Un’idea di Valentina Aprea assessore all’Istruzione della Regione Lombardia quando era Presidente della VII Commissione Cultura ed Istruzione della Camera dei Deputati sotto il governo Berlusconi, successivamente portata avanti con Formigoni in accordo con Francesco Profumo sotto il governo Monti… ma non ci sono mai riusciti). 
Ai non addetti ai lavori potrebbe sembrare una soluzione ottimale, le lamentele di molti genitori verrebbero pericolosamente ascoltate (immaginate se un genitore dovesse dire ad un chirurgo come operare… nella scuola avremmo genitori “tuttologi” con il potere di decidere le sorti di un insegnante grazie al nuovo Consiglio d’Istituto in mano ai privati). 
Il rischio di una nuova “inquisizione”culturale è dietro l’angolo. Gli insegnanti statali, per alcuni politici e per Comunione e Liberazione, dovrebbero fare la fine dei templari, questo “Ordine” dei professionisti della didattica… e non lavoratori della conoscenza deve essere eliminato, perché sono un ostacolo alla privatizzazione del sistema d’istruzione italiana, insomma avanti con le idee liberal-reazionarie di questa politica gestita da venditori di fumo e banchieri! 

Dietro questo scenario post medievale-stalinista esiste purtroppo la verità puramente economica… tagliare 100 miliardi di euro… alla scuola statale grazie a: “La chiamata diretta dei prof e degli ata”. Ribaltando il sistema scolastico, portando quello paritario pubblico e privato come sistema primario rispetto all’istruzione statale che verrebbe per gradi unito a quello della formazione professionale regionale. 
Privatizzare tutti i licei scientifici e classici e trasformarli in light (quattro anni) dove per accedere bisognerà pagare rette altissime ad uso e consumo dei figli di papà... con la banconota di 500 euro sempre in tasca... mentre l’area tecnica e professionale passerebbe alle singole regioni, trasformando l’istruzione nazionale in istruzione regionale a chiamata.

 
Sara' ora che i governi si occupino delle volgari emergenze,basta demagogia PDF Stampa E-mail
Scritto da Gianfranco Belletti   
Mercoledì 26 Febbraio 2014 12:11

Sfratto.jpgIn mezzo a tante discussioni che girano su grandi temi,credo che comunque vada sollecitata attenzione anche su quelli legati alla "volgare" economia reale,uno tra questi impone soluzioni rapide sul problema casa ,nodo controverso ed estremamente dolente.
Attualmente le morosita' e i conseguenti sfratti stanno toccando cifre da guiness dei primati.Nove volte su dieci chi non paga l’affitto non lo fa per scelta ma per necessità. Ha perso il lavoro oppure è in cassa integrazione e, semplicemente, non ha i soldi. Un fenomeno talmente diffuso da aver guadagnato anche un nome, morosità incolpevole, e da rappresentare un serio problema per la tenuta sociale del Paese.
Come intervenire? Una delle ipotesi è utilizzare una parte degli immobili pubblici da dismettere per la conversione in housing sociale.Un pezzo delle caserme che lo Stato vorrebbe vendere per abbattere il debito pubblico potrebbe essere ristrutturato e poi affittato a canone calmierato o anche venduto ad un prezzo sostenibile alle fasce sociali più deboli. Con un intervento che coinvolgerebbe non solo il settore pubblico ma anche il privato. L’housing sociale potrebbe essere la via d’uscita anche per una parte della case invendute e rimaste nella disponibilità dei costruttori, un peso che si è moltiplicato in questi anni di crisi.

Da riprendere in considerazione,sarebbe anche il cosiddetto dispositivo «Scellier», che in Francia ha dato ottimi risultati e per questo, pur adottato dal governo Sarkozy, è stato confermato da quello Hollande. Il dispositivo riconosce una deduzione fiscale a chi compra una casa nuova o del tutto ristrutturata da destinare all’affitto. Uno sconto che, nel caso francese, può arrivare fino al 25% del prezzo d’acquisto. «In tutto il mondo - dice il presidente dell’Ance, Paolo Buzzetti - si cerca di rilanciare l’economia partendo dal settore dell’edilizia. Speriamo che lo stesso succeda da noi».

 
Quando scuola paritaria fa rima con vergogna e sfruttamento PDF Stampa E-mail
Scritto da Paolo Latella   
Venerdì 21 Febbraio 2014 10:45

ecco il documento “Dossier” che il 28 giugno 2013 ho inviato al Ministro Carrozza, naturalmente ho aggiornato la cartina “della vergogna” con le ultime segnalazioni e con‘indicazioni della denuncia presentata alla stazione dei Carabinieri di Lodi.Sono un insegnante e giornalista, membro dell’Esecutivo Nazionale Unicobas Scuola e segretario regionale della Lombardia,ecco il mio curriculum:

http://unicobaslodi.blogspot.it/p/chi-e-paolo-latella.html

Nel mese di maggio 2013 ho creato un gruppo su Facebook con il

nome https://.facebook.com/groups/esercito.scuolapubblicastatale ,

un gruppo in difesa della scuola pubblica statale apartitico.Alla data del 5 febbraio 2014 il numero degli iscritti ha superato i 6900 utenti e sono arrivate moltissime richieste da parte dei docenti.

La prima in assoluto è stata quella di denunciare le scuole paritarie pubbliche e private, in Italia, che in cambio del punteggio non pagano gli stipendi ai prof, addirittura gli fanno firmare la busta paga senza poi di fatto pagarli, tenendoli sotto scacco minacciandoli essendo complici in qualche modo...In altri casi gli insegnanti vengono pagati 5 euro lordi all’ora, tipo call center a fronte di 24-36 ore settimanali.

Ho provveduto ad informare la mattina del 28 giugno 2013 la Guardia di Finanza di Roma, mi hanno risposto che ogni docente deve compilare un modulo di esposto e presentarlo all’ufficio territoriale di competenza, naturalmente molti colleghi che hanno denunciato nel gruppo e in privato il fatto, hanno paura di esporsi perché potrebbero ricevere minacce verbali e fisiche dai gestori di queste scuole.Insomma la situazione è gravissima.

 
Tocchi il figlio del senatore? Niente giornali in edicola PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Giovedì 20 Febbraio 2014 10:00

dichiarazioni di Luciano Regolo, Direttore dell’Ora della Calabria:

LucianoRegolo.jpg“Sono qui oggi per testimoniare ai lettori il perchè questa mattina non hanno trovato il giornale in edicola. Ieri notte si è consumato un fatto gravissimo per la libertà di stampa, la violazione delle più elementari regole della democrazia e del vivere civile. Ultimata la lavorazione del giornale, a tarda ora, l’Editore mi ha chiesto se non fosse possibile ritirare dalla pubblicazione l’articolo relativo all’indagine in corso sul figlio del senatore Tonino Gentile, Andrea, al quale sono contestati i reati di abuso d’ufficio, falso ideologico e associazione a delinquere nell’ambito del caso Asp. Di fronte alla mia insistenza, nella difesa del diritto di cronaca, ho minacciato all’Editore stesso le mie dimissioni qualora fossi stato costretto a modificare il giornale, vanificando il mio lavoro e quello dei miei colleghi. Mentre discutevamo di questo, in mia presenza e in viva voce, l’editore ha ricevuto la telefonata del nostro stampatore Umberto De Rose, il quale, ponendosi come “mediatore” della famiglia Gentile, faceva ulteriori pressioni per convincerlo a non pubblicare la notizia, ricordandogli che «il cinghiale, quando viene ferito, ammazza tutti». Avendo io ribadito all’Editore che non intendevo in alcun modo censurare ciò che era stato scritto, ci siamo salutati.

 
Quel monito della Ue alla Bosnia. PDF Stampa E-mail
Scritto da Bob Fabiani   
Domenica 16 Febbraio 2014 21:34

 

Sono passati ormai più di dieci giorni e le proteste dei lavoratori bosniaci non accennano a placarsi. E' quanto meno significativo quello che accade lì, nelle stesse località dove, 20 anni prima, hanno vissuto le drammatiche, amare e spietate giornate della guerra interetnica, quelle giornate che hanno dissolto e sciolto - come se fosse neve al sole - la Federazione jugoslava facendola naufragare nel sangue. 
Nulla accade per caso. Quel che accade oggi, in queste settimane, rimette tutto in discussione almeno una "certa" verità sorica e politica.

 

 
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