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notizie occultate
Quel monito della Ue alla Bosnia. PDF Stampa E-mail
Scritto da Bob Fabiani   
Domenica 16 Febbraio 2014 21:34

 

Sono passati ormai più di dieci giorni e le proteste dei lavoratori bosniaci non accennano a placarsi. E' quanto meno significativo quello che accade lì, nelle stesse località dove, 20 anni prima, hanno vissuto le drammatiche, amare e spietate giornate della guerra interetnica, quelle giornate che hanno dissolto e sciolto - come se fosse neve al sole - la Federazione jugoslava facendola naufragare nel sangue. 
Nulla accade per caso. Quel che accade oggi, in queste settimane, rimette tutto in discussione almeno una "certa" verità sorica e politica.

 

 
Rivolta sociale e lotta di classe. La Bosnia brucia. PDF Stampa E-mail
Scritto da Bob Fabiani   
Sabato 15 Febbraio 2014 08:19

Il 5 febbraio scorso, i lavoratori della Bosnia Erzegovina, sfiancati e sfibrati, umiliati e annicchiliti da stipendi non pagati da tempo immemore e, gli altri senza  più la certezza delle pensioni, sono scesi in piazza scatenando una dura protesta ancora in atto. Tutto questo sta accadendo nella città di Tuzla, nella parte settentrionale della Bosnia. I lavoratori sono stati costretti a ricorrere allo sciopero a oltranza per protestare contro la chiusura di 5 fabbriche che, sono state privatizzate poi, come sempre accade in questi casi, le stesse fabbriche sono fallite lasciando sul lastrico intere famiglie.
La scelta dei lavoratori non è casuale: l'inizio delle proteste di Tuzla coincidono infatti con il 20°anniversario del primo, drammatico, massacro al mercato Markale di Sarajevo. uno dei tanti episodi di una guerra durissima che mandò in frantumi, all'inizio degli anni '90 dello scorso secolo, quel che restava della Federazione della Jugoslavia, almeno così come era stata intesa da Tito.
Prima che tutto crollasse sotto i colpi della crisi economica, Tuzla così come Sarajevo e, Zenica, era una delle città più industriali: non solo della Bosnia Erzegovina ma dell'intera ex Jugoslavia. Oggi è tutto diverso. Sono passati esattamente 20 anni dalla sanguinosa guerra interetnica - meglio conosciuta come "Guerra dei Balcani" - degli anni Novanta e, la storia si sta drammaticamente ripetendo.
-UN DRAMMATICO "RITORNO AL FUTURO"

 
Aggressione a Cremaschi,chieste dimissioni Camusso PDF Stampa E-mail
Scritto da Gianfranco Belletti   
Venerdì 14 Febbraio 2014 17:02

Giorgio cremaschi.jpg
COMUNICATO DE IL SINDACATO È UN'ALTRA COSA:

Al direttivo della CGIL convocato per il 26 febbraio verrà presentata una mozione di sfiducia verso Susanna Camusso che si è rivelata incapace di tutelare i diritti e le libertà degli iscritti alla CGIL e per questo deve dimettersi.

L'esecutivo nazionale de "Il sindacato è un'altra cosa" esprime piena condivisione e solidarietà verso i compagni Giorgio Cremaschi, Nico Vox e verso tutti gli aggrediti. I compagni colpiti verranno tutelati in tutte le sedi, ma è chiaro che la responsabilità politica della segretaria generale della CGIL è enorme.Quello avvenuto è un atto senza precedenti nella vita della CGIL, dove i più aspri dissensi non sono mai stati affrontati con la violenza fisica e le minacce personali. Il senso profondamente antidemocratico dell'accordo sulla rappresentanza inquina già tutta la vita interna della CGIL, ma è evidente che qui si è passato il segno.Subito tutto il gruppo di delegati dissenzienti è stato circondato dal servizio d'ordine che impediva a Nico Vox di avvicinarsi alla presidenza. Susanna Camusso si avvicinava al gruppo e anche a lei veniva rivolta la richiesta che Nico potesse parlare, senza ricevere risposta. Si rispondeva invece dal palco dicendo che si poteva parlare in altre sedi. Alle proteste del gruppo di delegati seguiva una violentissima aggressione da parte del servizio d'ordine. I compagni venivano brutalmente spintonati, insultati minacciati. Giorgio Cremaschi veniva gettato nelle scale e solo per fortuna non ha riportato danni mentre Nico Vox doveva ricorrere all'ospedale.Una volta in sala i nostri compagni hanno seguito in assoluto silenzio la relazione e all'apertura del dibattito Nico Vox,delegato della funzione pubblica, ha chiesto di poter intervenire come unico intervento di dissenso tra i tanti già programmati.Il primo problema con il servizio d'ordine è sorto in quanto si voleva impedire ai compagni, che ne avevano pieno diritto, di accedere all'assemblea. Già lì il servizio d'ordine ha esercitato pesanti pressioni. Alla fine ai delegati è stato concesso di entrare purché lasciassero i cartelli.

 
la strategia della prevaricazione PDF Stampa E-mail
Scritto da Gianfranco Belletti   
Giovedì 13 Febbraio 2014 22:32

matteo RenziLetta lascia, domani al Quirinale Renzi, nuovo governo fino 2018,dentro queste telegrafiche parole una svolta che non si puo' accettare,negare le elezioni e blindare un percorso in modo antidemocratico oltre che impopolare,fa capire che i metodi equivoci li impone qualcun altro e non il 5stelle.

Vendola: “Governo Renzi inquietante, sarebbe manovra di palazzo”
“Il modo con il quale nascerebbe un governo Renzi è davvero inquietante. Si tratta di una manovra di palazzo, di una lotta per il potere, di una guerra fratricida”. E’ questa l’opinione di Nichi Vendola intervistato da Radio Anch’io. “Siamo molto lontano – ha aggiunto il leader di Sel – da quanto Matteo Renzi ci aveva promesso. Lui e Letta sono persone perbene, ma il problema è l’agenda di governo. Chiuso il ciclo di Berlusconi, hanno consentito che risuscitasse e Monti come Letta hanno prodotto austerità e povertà nel Paese”. Secondo il governatore della Puglia, Sel è “antropologicamente inconciliabile con il Ncd, che sono diversamente berlusconiani. Non siamo di fronte ad un cambiamento nella vita del governo, ma in piena continuità, a parte gli effetti speciali di Renzi”.

 
Report sull’incontro De Magistris, riqualificazione trasporti pubblici, riapertura Irisbus. PDF Stampa E-mail
Scritto da Sanigalli Mirco   
Mercoledì 24 Luglio 2013 14:56

incontro de magistris

Report sull’incontro De Magistris, riqualificazione trasporti pubblici, riapertura Irisbus.

Napoli, 18.07.13 presso Palazzo San Giacomo si è tenuto un incontro con il Sindaco Luigi De Magistris, promosso dall’USB Trasporti , con la partecipazione di una delegazione di operai dello stabilimento Irisbus della Valle Ufita facenti parte della FIOM e del Consiglio di Fabbrica e di un rappresentante dello spin-off del Politecnico di Milano (Mirco Sangalli). Oggetto dell’incontro è stato la riqualificazione del parco autobus del Comune di Napoli (composto attualmente da 700 mezzi di cui solo 230 utilizzabili)con il recupero degli autobus dismessi, attraverso la sostituzione del motore originale altamente inquinante con una trazione ibrida ed eco-compatibile 
http://titano.sede.enea.it/Stampa/skin2col.php?page=eneaperdettagliofigli&id=156 ), progetto che ha riscosso l’interessamento della facoltà di Ingegneria della Federico II e dell’Università di Salerno oltre ad un numero crescente di ambientalisti ed esponenti della società civile. 
La via della riqualificazione attraverso questo progetto d’avanguardia è strettamente connessa alla lotta per la riapertura dell’Irisbus. La delegazione ha avanzato al Sindaco la proposta di realizzare un primo prototipo con l’operazione “Primo Autobus”: recupero di un vecchio autobus attraverso la collaborazione tra l’Amministrazione del Comune di Napoli, l’ANM, l’Università, i lavoratori del trasporto pubblico e la partecipazione attiva degli operai Irisbus (confermata dalla RSU FIOM Meninno). Con questa operazione si mira a rafforzare la lotta per la riapertura dell’Irisbus e a dimostrare che solo la volontà politica oggi impedisce di realizzare su grande scala questo progetto vantaggioso per tutti.

 
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